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Blitz della polizia nelle case degli ultras che aggredirono un gruppo di tifosi lucchesi ad Arezzo

Intanto si eseguono alcuni lavori per l’adeguamento alle norme antiviolenza allo stadio, ma sempre vietato alle tifoserie ospiti

Blitz della polizia nelle case degli ultras che aggredirono un gruppo di tifosi lucchesi ad Arezzo

Controlli all’alba, ieri mattina, per una ventina di ultras del Viareggio che secondo la polizia potrebbero essere coinvolti negli incidenti con i tifosi della Lucchese dello scorso 4 ottobre in provincia di Arezzo. A disporre le perquisizioni - durante le quali sarebbe stato rinvenuto materiale ritenuto utile alle indagini - sono stati gli agenti della Digos della questura di Arezzo che fin dall’inizio si sono occupati del caso. E non è escluso che già a partire dalle prossime ore possano essere disposti dei provvedimenti a carico di alcuni tifosi sottoposti ai controlli.

Come si ricorderà, in occasione della trasferta del Viareggio a Perugia di tre settimane fa, gli ultras bianconeri furono protagonisti di una colluttazione con i tifosi della Lucchese anche loro al seguito della squadra in Umbria (impegnata a Gubbio). Secondo quanto emerso successivamente, non si sarebbe trattato di un agguato dei tifosi viareggini nei confronti di quelli lucchesi (come inizialmente ipotizzato) ma un vero e proprio duello in qualche modo programmato da tempo. La storica rivalità fra le due tifoserie, infatti, si era riaccesa in occasione dell’ultimo derby di Coppa Italia al Porta Elisa in programma il 16 agosto. In quella circostanza, dagli spalti del pubblico più caldo di fede rossonera si alzarono cori offensivi legati alla strage ferroviaria del 29 giugno («Ventinove sono pochi», con riferimento al numero dei morti nel disastro) che i tifosi bianconeri giurarono di «vendicare» a modo loro. E già pochi giorni dopo il fattaccio del Porta Elisa, un tam tam fra gli ultras del Viareggio indicò nella doppia contemporanea trasferta umbra la possibile data del «regolamento dei conti» (fatto, questo, a conoscenza anche della polizia).

A quasi due mesi dal derby, gli scontri si sono effettivamente verificati lungo la strada che da Arezzo porta a Gubbio (strada per altro diversa da quella da utilizzare per raggiungere Perugia), con un’auto su cui si trovavano alcuni tifosi della Lucchese semidistrutta a colpi di spranga.

Adesso, a venti giorni di distanza, le perquisizioni della Digos nelle abitazioni dei tifosi bianconeri.

Intanto, da quando si è materializzata, in estate, la speranza di disputare dall’Esperia Viareggio il campionato di Prima Divisione, l’entusiasmo è cresciuto in città.

Soprattutto, perché la squadra bianconera si sarebbe confrontata con clubs di prestigio e, con l’arrivo ai Pini ed in città di tifosi ospiti, che avrebbero portato qualche euro nelle casse della società ed incrementato il turismo.

Invece, prendere parte ad un campionato, anticamera del calcio che conta, presuppone che gli stadi siano adeguati con regole imposte dalla Lega Pro e dalle forze dell’ordine, in materia di ordine pubblico. Anche se non in tutti gli stadi vengono adottate queste normative: pre-filtraggio mancante e possibilità dei tifosi ospiti di seguire la propria squadra, come è stato vietato a quelli del Como, Pergocrema, Foligno e Perugia, per quanto riguarda la loro presenza sugli spalti dello stadio dei Pini. Dove sono stati realizzati, dal Comune parte dei lavori richiesti. Divisorio di vetro per le tifoserie in gradinata e impianto di video sorveglianza (già in funzione nella gara col Foligno, circa centomila euro). Manca però il pre-filtraggio all’esterno, che vista la posizione dello stadio in pineta, crea problemi anche di impatto ambientale; non è da escludere ci siano difficoltà per realizzarlo; da non sottovalutare i costi (circa 200mila euro). Da mettere in preventivo che ci siano altre gare col divieto della presenza dei tifosi ospiti, visto che la tessera del tifoso non decolla.

Ci sono, senza dubbio meno problemi, partecipando a campionati dilettantistici, ecco perchè il futuro del calcio, con concorrenza delle tivù, diventa sempre difficile da gestire a certi livelli. Diventano necessarie per la sopravvivenza forme di introito, come aveva individuato l’Esperia, volendo costruire un suo stadio.

Progetto, presentato 2 anni fa, ha fatto molto discutere in città, e nonostante le molteplici assicurazioni del sindaco Luca Lunardini di volerlo realizzare, non se ne parla più.

Ci sono senza dubbio cose più importanti dello stadio, come la ricostruzione dopo la tragedia del 29 giugno. Entro la fine di dicembre, come ha detto più volte il presidente Stefano Dinelli, se non ci saranno da parte di Comune e Regione assicurazioni sulla possibile realizzazione dello stadio, potrebbe mettere in vendita la società.

Il Tirreno

24/10/2009 - Esperia Viareggio
Commenti
Autore Data/Ora Commento
Totale 5 commenti
andrea.b 25/10/2009
21:23:39
penso che giustizia sulla terra non esista e non esisterà mai...Quello che è successo in autostrada va punito. E cosi è stato fatto. Quello che successe a lucca,non ha avuto seguito non gli è stata fatta penso neanche una multa. Non dovevano abboccare alle provocazioni,solo questo è stato l errore dei nostri ultrà-ora a cantare se prima erano in 100saranno in 50,ma ci saranno ed esisteranno sempre.
tiziano 25/10/2009
18:27:06
Ma i tifosi lucchesi che si sono scontrati con i nostri (TUTTO DA VERIFICARE SOLO QUALCHE AUTOMOBILISTA DI PASSAGGIO !!!!!!!!! QUESTA è LA GIUSTIZIA ITALIANA)e hanno cantato e deriso sulla morti di cittadini inermi nesssun provvedimento......QUESTA E' GIUSTIZIA COME NESSUN INDAGATO....... QUESTA E' VIAREGGIO ?????????????
Loris Batacchi 24/10/2009
19:18:09
Ma se per ora i tifosi dell'Esperia non riempiono ancora questo di stadio cosa vuole Dinelli se non riempire le proprie tasche?
carola 24/10/2009
18:49:02
Mai sentito di tifosi che brillino per intelligenza
andrea.b 24/10/2009
13:55:13
giusto punire i nostri per aver semi distrutto un auto di tifosi licchesi,ma giusto pure sarebbe punire anche quei cori indecorosi che almeno 300lucchesi fecero quella sera di coppa italia,in date circostanze certe parole possono ferire piu di una razione di botte. Quindi mi auguro che anche ai lucchesi vennisse fatta almeno una denuncia

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