Concessioni Demaniali Marittime, interviene il Sindaco Del Ghingaro

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Concessioni Demaniali Marittime, interviene il Sindaco Del Ghingaro
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Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri
Spett.le Ministero dello Sviluppo Economico
Spett.le Ministero per gli Affari Regionali
Spett.le Presidente della Commissione Finanze della Camera

Oggetto: DDL Concessioni Demaniali Marittime

La presente per esprimere profonda preoccupazione per lo stato di incertezza normativa nella quale versano ormai da dieci anni le nostre imprese balneari.

Anche nel nostro territorio, la Versilia e nel Comune di Viareggio, le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo hanno permesso la nascita e la crescita economica di tante piccole e piccolissime imprese, hanno sviluppato un modello sano e competitivo di turismo balneare, hanno prodotto reddito e creato posti di lavoro, tutelato le spiagge e la sicurezza dei bagnanti, organizzato servizi di interesse generale, disegnando al contempo un paesaggio unico ed irripetibile.

Si tratta per lo più di imprese a conduzione familiare, che hanno investito sul bene concesso il lavoro di più generazioni, di intere famiglie ed hanno contratto mutui importanti per migliorare le loro attività, adeguandole alle normative più recenti, in tema di rispetto dell’ambiente, di abbattimento delle barriere architettoniche, di sicurezza e creato un indotto molto importante dell’economia del nostro territorio.

Tutto questo è stato messo pesantemente in crisi dalla Direttiva Bolkestein, dallo scellerato recepimento della stessa fatto all’epoca, senza alcuna contestazione e da una selva infinita di leggi, sentenze, mozioni e proroghe che hanno avuto solo l’effetto di disorientare la categoria, le amministrazioni, i lavoratori e di bloccare gli investimenti nel nostro sistema di balneazione attrezzata e in tutto l’indotto.

Dal 2006 ad oggi, i governi che si sono succeduti non sono riusciti a mettere ordine nella normativa, a far capire in sede Europea che c’era bisogno di trovare un’applicazione diversa della direttiva alle concessioni demaniali marittime, così come hanno fatto peraltro paesi come la Spagna ed il Portogallo e le nostre imprese sono rimaste nella palude dell’incertezza e con l’incubo delle aste pubbliche, che metterebbero a rischio tutto il nostro sistema, aprendo alla concorrenza di multinazionali o di soggetti con grandi capitali da investire o riciclare , che non avrebbero sicuramente a cuore la tutela dei nostri lavoratori, dell’ambiente o del paesaggio.

Sono stati presentati diversi disegni di legge per cercare di ridare serenità alle nostre imprese, per assicurare allo Stato le giuste entrate come canoni concessori, per far sì che finalmente in Italia ci fosse un Demanio in grado di sapere quante sono le concessioni in essere e quelle ancora concedibili, ma tutto è finito, con il ritmo lento di qualche proroga, su un binario morto.

Ora il Ministro Costa ha varato un ddl che delega il Governo a riordinare la materia secondo determinati criteri o principi, che però non tengono conto di quella che poteva essere la soluzione più giusta ed anche la più sostenibile in sede europea: quella cioè di istituire un doppio binario per le concessioni esistenti e quelle ancora da assegnare.

Alle prime un lungo periodo transitorio (minimo di 30 anni) per consentire alle imprese di ammortizzare gli investimenti fatti e da fare, per tutelare il legittimo affidamento e la certezza del diritto e per le seconde un’evidenza pubblica in linea con la normativa europea.

Siamo convinti che prese di posizioni radicali meritano di essere valutate e concordate a seconda dei territori e delle necessità, ma siamo certi che una legge approvata in fretta, senza una capillare consultazione di tutte le rappresentanze sindacali della categoria, dell’ANCI e delle Regioni, senza gli opportuni emendamenti, getterebbe nello sgomento i titolari delle imprese, le loro famiglie, i lavoratori e gli stessi amministratori pubblici, in particolari i sindaci dei Comuni costieri che si troverebbero a dover gestire bandi difficilissimi, gare pericolose ed una montagna di ricorsi che oltre al blocco di un settore importantissimo dell’economia turistica, ricadrebbero in termini di costi sull’intera collettività.

Ci auguriamo pertanto la più ampia consultazione possibile delle rappresentanze della categoria e dei Sindaci dei Comuni rivieraschi, i quali, trovandosi a gestire in prima linea una materia così importante e decisiva per l’economia del loro territorio, hanno bisogno di avere una normativa chiara ed equa, che possa finalmente garantire certezze e continuità alle imprese del settore.

Il sindaco
Giorgio Del Ghingaro

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