In occasione del 78° anniversario della Tragedia dell'Artiglio, la Fondazione Artiglio Europa ricorda con una Santa Messa di suffragio, i Palombari Viareggini decaduti nella tragedia dell’Artiglio
Attualità giovedì 4 dicembre 2008 178° anniversario della tragedia dell’ Artiglio
7 dicembre 1930 – 7 dicembre 2008
La Fondazione Artiglio Europa ricorda con una Santa Messa di suffragio, i Palombari Viareggini che perirono nella tragedia dell’Artiglio (Baia di Quiberon – 7 dicembre 1930) domenica 7 Dicembre, giorno del 78° anniversario, presso la Chiesa della Misericordia di Viareggio alle ore 9.30
Alla Santa Messa voluta dalla Fondazione Artiglio Europa, istituzione del Rotary Club Viareggio Versilia, per ricordare le eroiche gesta di questi uomini valorosi e celebrarne la memoria, seguirà la deposizione di una corona d’alloro alla “Torretta del Gianni”, monumento ai caduti dell’Artiglio, in Piazza Palombari dell’Artiglio.
La cerimonia sarà officiata da Mons. Brugioni, e vedrà la partecipazione oltre che dell’Amministrazione Comunale di Viareggio, di tutte le associazioni marinare, e delle autorità civili e militari.
A partire dalle 17,00 presso il Museo della Marineria di Viareggio saranno proiettati preziosi filmati d’epoca in ricordo delle gesta dei palombari viareggini, documenti di grande valore che fanno parte della storia della città.
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GLI EROI DELL’ARTIGLIO di Boris Giannaccini
Quando a Viareggio parliamo di palombari, il ricordo corre subito agli eroi dell’Artiglio che saltarono in aria il 7 dicembre 1930 dopo aver localizzato il relitto del transatlantico Egypt al largo delle coste bretoni, in pieno Oceano Atlantico. Oppure, dei loro successori, imbarcati sul secondo Artiglio, che completarono l’opera dei primi, recuperando a 130 metri di profondità, l’immenso tesoro che questa nave trasportava.
Eppure, questa grande tragedia, che tolse la vita ai tre più grandi palombari di ogni tempo: Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini oltre al marinaio Romualdo Cortopassi (tutti viareggini) insieme ad altri otto uomini (di varie località), non piegò minimamente la forza d’animo, l’audacia ed il grande coraggio ad innumerevoli altri uomini che seguirono le orme dei capiscuola.
Ecco perché si parla di palombari viareggini o, meglio, di scuola palombaristica viareggina, un tempo conosciuta come la più apprezzata nel mondo dei recuperi subacquei a grande profondità. E non c’è da stupirsi se pensiamo a come è nata ed è cresciuta nel tempo.
Questi palombari hanno lavorato per decenni a recuperare carichi su navi affondate per burrasche ma, più frequentemente, per azioni di guerra. Si contano a centinaia i relitti visitati da questi intrepidi sub per i loro carichi, ma anche per recuperare navi intere facendole riaggallare. Uomini indubbiamente coraggiosi che svolgevano un lavoro affascinante, quanto pericoloso, con ogni mare e con correnti sottomarine spaventose. Dal Mediterraneo all’Oceano Atlantico: su mercantili, liner o navi da guerra, i nostri palombari per oltre mezzo secolo hanno insegnato al mondo come andar per mare e lavorare sotto la sua superficie a profondità fino ad allora mai raggiunte.
Due anni fa, esattamente il 7 dicembre 2006, fu inaugurato il Museo della Marineria di Viareggio; come tutti i Musei marinari, è un luogo in cui si abbia memoria delle gesta dei nostri antenati: dalle grandi conquiste alle grandi tragedie avvenute sul mare. La mitica storia della nave recuperi Artiglio è nata in Darsena, ed è una storia – come molte altre – di lavoro, di grandi fatiche, di modestissimi riscontri economici impregnati di sudore e di tante rinunce.
Nel Museo si trovano le testimonianze di questo spaccato storico cittadino, magari attraverso la “lettura” di piccoli o grandi reperti si potrà anche riassaporare un mondo di ricordi intrisi di salmastro. Reperti provenienti e donati o offerti in prestito, da Enti, Associazioni e privati. Anche il Museo di Quiberon (nelle cui acque saltò in aria l’Artiglio) ha voluto donare molti cimeli per le nostre vetrine; inoltre i sub francesi che hanno dato vita a questo piccolo ma prezioso Museo dell’Artiglio sulle coste bretoni, hanno collaborato con la Fondazione per il recupero del timone e dell’elica della mitica nave, oggi esposti all’esterno del nostro Museo.
Il 7 dicembre è una data ormai assodata nel calendario delle manifestazioni marinare viareggine. Vorremmo invitare le giovani generazioni a prendere coscienza dell’ingegno, della generosità e della maestria di questi umili eroi che, dando lustro alla marineria nazionale, hanno nel contempo fatto conoscere la nostra città in ogni angolo del mondo.











1 commento
Io abito a pochi km da Quiberon,andro' sicuramente a visitare questo Museo.Grazie per l'informazione.