Albero di Natale: vero o sintetico?
Attualità venerdì 5 dicembre 2008 1Guida all'acquisto del vostro albero di Natale.
E’ tempo di fare l’albero di Natale nelle case delle famiglie lucchesi. L’8 dicembre è da tradizione il giorno dell’albero di Natale, il giorno in cui tutta la famiglia si riunisce di fronte all’abete (vero o sintetico) per addobbarlo con lucine, palline, angioletti e nastrini, e cominciare così ad assaporare e respirare il periodo delle festività. E' però meglio preventivare l'acquisto con qualche giorno di anticipo per dare modo all'albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, mentre in vivaio occorre scegliere l'albero della giusta altezza che va scosso per far cadere gli aghi secchi ed essere poi sistemato in casa in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d'aria, come porte e finestre. Ma quale albero scegliere? E soprattutto: come conservarlo prima, durante e dopo?
Cinque lucchesi su dieci – secondo un’indagine la Coldiretti Provinciale che ha stilato una vera e propria guida dall’acquisto alla conservazione - opteranno per la soluzione “abete vero” (prezzi da 15 euro fino a più di 500 a seconda delle dimensioni, della varietà e del vaso in cui è riposto); la soluzione ottimale perché oltre a salvaguardare il territorio, riduce l’inquinamento ambientale e contrasta i cambiamenti climatici mentre il restante delle famiglie, sceglierà le copie sintetiche recuperate da soffitti e cantine, o acquistate ex novo.
“Scegliete l’avete naturale – invita i cittadini Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti– perché si tratta di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell'ambiente, può rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni marginali di media collina e montani (la più grande produzione italiana è proprio in Toscana con circa 800 ettari destinati a questa coltivazione e tra le province di Arezzo e Pistoia), oltre che una forma interessante di integrazione dei redditi e di utilizzo di terreni ex agricoli e di pascoli altrimenti destinati all'abbandono e al conseguente degrado idrogeologico. Acquistare alberi naturali significa contribuire ad evitare pericoli di frane e a diminuire il pericolo d’incendi e ad aiutare la nostra agricoltura. L’albero vero è più bello e profumato. Su questo non ci sono dubbi”.
Veniamo ai consigli di Coldiretti per la conservazione. Prima di tutto – spiega l’organizzazione agricola - misurare con cura l'altezza del soffitto di casa per non trovarsi con un albero troppo alto. All'aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che all'interno ed il rischio di portare in casa un albero non adatto è molto alto. Una volta prese le misure, e fatto i dovuti accorgimenti, è arrivato il momento di scegliere l’abete. Al vivaio non andare alla ricerca di un albero perfetto perché ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord; del resto, si tratta di un albero vivo la cui naturale asimmetria è sicuramente compensata dall’autenticità dello stesso. E se perde gli aghi? Tutte le conifere - sottolinea Coldiretti - tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami ma questo non significa che l'albero sia vecchio e in ogni caso, per evitare di sporcare macchine e case, chiedere al vivaista di scuotere l'albero per far cadere gli aghi secchi. Una volta a casa? Fondamentale è sistemare l’albero in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d’aria e folate di vento. Spesso la voglia di natale porta ad esagerare negli addobbi: Coldiretti consiglia di evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami o incurvare l’albero come di non spruzzare neve sintetica e spray colorati. Come conservarlo bello e sano? Mantenendo la terra umida ma non eccessivamente bagnata, anche con l'utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere applicato anche ai rami (in assenza di fili elettrici!). E finito il Natale? Un balcone o un bel giardino sono i posti migliori, così vi sembrerà, che la festa non sia mai finita.
LA TRADIZIONE
La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale, è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che col passare del tempo vennero sostituite con ghirlande, nastri e frutti colorati. Questa usanza - sottolinea la Coldiretti - venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinità. Verso la metà del 1800 alcuni fabbricanti svizzeri e tedeschi cominciarono a realizzare leggeri ninnoli di vetro soffiato che diventarono l'ornamento tradizionale dell'albero natalizio. Questa pratica, già comunissima alla fine dell'Ottocento in Nord Europa e negli Stati Uniti, si è diffusa rapidamente in Italia a partire dagli anni ‘50, tanto che oggi l'Albero di Natale è tradizione comune nella maggior parte delle famiglie.











1 commento
Capisco e apprezzo la poesia dell'albero vero ma è uno scempio inutile e non produttivo specie se l'albero è senza radici...e non si ha un giardino dove ripiantarlo...il sintetico è meno poetico ma più economico perchè lo si compra una volta e dura anni...e ecologicamente parlando si evita di fare scempio della natura cosa invece nel mondo tanti fanno senza preoccuparsi delle conseguenze.