Coppietta di anziani coniugi truffano lo Stato. Smascherati dalla Guardia di Finanza

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Due" poveri, arzilli e ricchi vecchietti" sono stati smascherati dalle Fiamme Gialle. La Guardia di Finanza di Viareggio è riuscita a "sgamare" due finti poveri: su diversi conti correnti intestati ad un pensionato viareggino, all'apparenza nullatenente e nullafacente, le Fiamme Gialle hanno trovato giacente una somma superiore a un milione e duecentomila euro.

L'uomo percepiva da tempo anche la pensione sociale pur non avendone diritto. Dalle indagini effettuate dai militari è emerso che il settantenne, G.F. le sue iniziali, aveva comunicato all'I.n.p.s. di non possedere alcun reddito. La moglie, più giovane del marito di soli due anni, G.B, le iniziali, e anche lei pensionata, godeva addirittura dell'integrazione della pensione e pure della detrazione fiscale per familiari a carico, cioe' il marito.

Questa " strana" situazione si e' protratta per ben sette anni, ossia dal 2001 ad oggi. Fino a quando cioè la Guardia di Finanza di Viareggio, diretta dal capitano Pasquale Arena, a seguito di una articolata attivita' informativa effettuata su tutto il territorio della Versilia, ha individuato l'uomo e lo ha sottoposto a verifica fiscale.

"L'esito della verifica e' stato a dir poco sorprendente – ha affermato il comandante delle fiamme gialle viareggine. La verifica infatti ha portato al recupero di ben un milione e duecentodiciottomila euro di redditi non dichiarati.

L'attività ispettiva è stata mirata inizialmente a definire l'esatta situazione finanziaria del soggetto, il quale, assieme alla coniuge, beneficiava della pensione sociale e di tutte le agevolazioni previste dalla legge nei casi di redditi molto bassi. I due, originari della provincia di Pistoia, vivevano in una villetta a Lido di Camaiore. La moglie lavorava come cameriera in un albergo, il marito invece, " ufficialmente " pensionato, era fiscalmente a carico della moglie.

Sono state le indagini delle Fiamme Gialle a smascherare la truffa ai danni dello Stato. Dalle indagini effettuate dai militari e' infatti emerso che l'uomo per molti anni aveva gestito di fatto numerose attivita' commerciali di varia natura in Versilia. Il settore principale della sua attività lavorativa era stata nel settore della ristorazione. Ma, da " furbo , non se le è mai intestate. Senza mai essere risultato ufficialmente soggetto di imposta , mai aveva presentato la dichiarazione dei redditi. " L'esame effettuato sui vari conti correnti bancari – ha precisato il capitano Arena - ha portato alla scoperta delle cospicue somme depositate e mai dichiarate al fisco".

Oltre alle sanzioni di natura fiscale per i redditi non dichiarati, a carico del pensionato e' stata inoltrata una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Lucca. La denuncia penale è scattata in quanto il pensionato è risultato essere evasore totale e per aver evaso imposte per importi che superano ampiamente le soglie di punibilita' penali previste dalla legge. La " coppietta" di anziani coniugi è stata anche denunciata per il reato di "falsita' ideologica commessa da privato in atto pubblico" e per il reato di "truffa ai danni dello stato", il marito, per aver comunicato all' I.n.p.s. di non possedere redditi e per aver beneficiato di un assegno sociale pur non avendone diritto ed, in concorso con la moglie, per aver goduto dell'integrazione della pensione della coniuge e della detrazione fiscale per familiari a carico, pur avendo superato il limite prescritto dalla normativa fiscale; la moglie, per aver richiesto ed ottenuto la detrazione d'imposta e per aver richiesto l'integrazione alla pensione e le detrazioni fiscali per il marito a carico, non avendone assolutamente titolo.

Sul conto corrente intestato alla moglie sono risultate entrate non giustificate, e ovviamente mai dichiarate all' I.n.p.s., con l' ovvio scopo di ottenere gli indebiti benefici. I due rischiano una condanna che va da uno a cinque anni per la truffa ai danni dello stato, e da tre a sei mesi per l'evasione. Oltre a dover rendere tutte le somme percepite indebitamente a titolo di pensione sociale.

Letizia Tassinari

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