Diabete tipo uno nei bambini: un'emergenza
Pietrasanta domenica 30 settembre 2012 0Beve in continuazione. Urina spessissimo. Ha ripreso a fare la pipì nel lettino. È dimagrito improvvisamente. Ha un alito strano. Sono questi i sintomi più comuni del diabete mellito di tipo uno nel bambino. Campanelli d'allarme potentissimi, che non andrebbero sottovalutati e che invece spesso i pediatri per primi non sanno ricondurre alla patologia, quando invece per diagnosticare il diabete basta una semplicissima puntura con uno stick, che misura il valore glicemico. Se ne è parlato oggi pomeriggio durante un affollatissimo incontro della Federazione Diabete Emilia Romagna al Festival della Salute in corso a Pietrasanta.
UN'EMERGENZA. È una malattia di cui si parla ancora troppo poco, e che invece ha il profilo dell'emergenza: i casi in Italia aumentano del 3.6 per cento ogni anno e nella fascia 0-14 anni questa forma di diabete (che è una malattia cronica autoimmune), colpisce 12.,26 bimbi ogni 100mila abitanti.
E c'è “un'emergenza nell'emergenza”, come ha spiegato durante l'incontro la dottoressa Sonia Toni, responsabile del Centro Regionale di Riferimento per il diabete in età evolutiva dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze: “Sono tantissimi anche i bambini immigrati affetti da questa malattia, l'11% del totale di quelli seguiti dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, per la maggior parte di origine africana: per loro l'accesso ad una diagnosi tempestiva è più difficile che mai”
UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE. Giungere ad una diagnosi tempestiva invece è essenziale, perché fa in modo che i i bambini non corrano il rischio di danni irreversibili e che si prevenga la comparsa di corpi chetonici.
E proprio per promuovere questa cultura della malattia, la Federazione Diabete Emilia Romagna, con il patrocinio di Diabete Italia Onlus, ha promosso una campagna di comunicazione. Verranno affissi manifesti con i bei volti di tre bambini con il diabete che ricordano che “Il diabete mellito tipo 1 è una diagnosi facile se la si ha in mente”, e distribuito materiale informativo ai pediatri, ai quali -tramite Asl - verrà anche recapitato il libro “La forza che ho dentro”, scritto da Jacopo Ortolani, padre di Plinio, bambino a cui il diabete, purtroppo, è stato invece diagnosticato tardivamente: “Sono sicura che chiunque legga questa commovente storia, non si scorderà più di quali sono i sintomi che ci devono insospettire e condurre al pronto soccorso: è anche così che si crea una cultura del diabete”, ha concluso Rita Stara, presidente della Federazione Diabete Emilia Romagna e vice-presidente Diabete Forum.












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