Tornano a Tonfano le statue restaurate di Finotti e Miozzo

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Tornano a Tonfano le statue restaurate di Finotti e Miozzo
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PIETRASANTA - “Dove c’incontriamo? In piazza, alla ‘Donna Tartaruga’ di Finotti”: è tornata “a casa”, in piazza XXIV Maggio a Tonfano, l’opera dell’artista veneto divenuta un simbolo per tanti tonfanini e che, dopo il restauro, sabato mattina è stata ufficialmente restiuita al cuore di Marina di Pietrasanta. Un’occasione in cui la comunità ha salutato anche l’avvenuto restyling di “Nudo Verticale (la tuffatrice)”, scultura di Franco Miozzo, anch’essa ripulita prima della nuova collocazione nella stessa piazza, poche decine di metri più verso monte.

Ad accogliere le due opere il sindaco Alberto Stefano Giovannetti, assessori e consiglieri comunali, i comparti tecnici pubblici e privati che, come ha ricordato l’assessore Matteo Marcucci, “hanno lavorato in sinergia alla realizzazione di questo doppio recupero e alla complessa parte burocratica per il riposizionamento” ma, soprattutto, una nutritissima e spontanea rappresentanza della comunità artistica e artigiana di Pietrasanta e della Versilia che ha reso omaggio a Novello Finotti, presente all’iniziativa e ai familiari di Miozzo, i figli Anna e Riccardo. “Un lavoro di restauro che, lo dico con orgoglio, è stato realizzato con l’aiuto dei giovani”, ha voluto sottolineare l’artista scaligero che, nel 1984, partecipò alla “Biennale di Venezia” con una sala personale. “Ringrazio il sindaco e tutti coloro che hanno lavorato per ridare vita a queste due opere”, le parole di Anna Miozzo.

“Due grandi maestri – così il sindaco Giovannetti, che ha anche la delega alla cultura – che ci hanno onorato offrendo le loro creazioni al nostro Parco Internazionale della Scultura Contemporanea. A tutti gli artisti e gli artigiani che, come loro, hanno reso Pietrasanta la “Piccola Atene” della Versilia, assicuriamo il più forte impegno non solo nella cura delle opere ma anche nella loro promozione e diffusione: siamo, infatti, giunti alla fase di test per l’applicazione che permetterà a tutti i visitatori, con il solo supporto di un telefono cellulare, di scoprire con itinerari personalizzati questo nostro grande percorso d’arte, disegnato fra mare, centro e collina”.

Per il maestro Finotti ha parlato anche la gallerista Barbara Paci, ricordando come l’artista mancò un appuntamento con alcuni collezionisti “perché sta arrivando un raggio di luna a colpire la mia scultura – le disse, al telefono – e non posso smettere di lavorare, altrimenti lo perderò”. Di Miozzo, invece, il critico e giornalista Lodovico Gierut ha riportato una testimonianza lasciata dalla figlia Marta che ne fu allieva: “Ha dimostrato la validità della lezione del passato, l'importanza del rinnovo e del “vivere l'arte”, cosa che gli ha fatto cercare e trovare forma e luce, vale a dire la completezza: può scomparire l'artista, ma rimane la sua arte”.

L’intervento sulle due opere è stato eseguito da Massimo Moretti per la società “Hangar” di Gianni Lucchesi ed è consistito nell’eliminazione di alghe e licheni attraverso appositi prodotti, poi la pulitura, la stuccatura delle microlesioni e l’applicazione finale di protettivi idrorepellenti. A conclusione della cerimonia, l’amministrazione ha ricevuto il bozzetto di “Nudo Verticale” e alcuni disegni preparatori dell’opera.


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