"Fuori la politica dal Carnevale"
Politica mercoledì 20 maggio 2026 0
Giù le mani dalla Fondazione Carnevale, perché l’unica cosa ‘politica’ che vogliamo è la satira graffiante dei nostri maestri carristi che dagli anni Sessanta ha reso Viareggio famosa in tutto il mondo.
In riferimento a quanto emerso dal confronto pubblico tra i candidati a sindaco sul Carnevale, siamo rimasti stupiti dall’affermazione della candidata Maineri che sostiene di: “immaginare una Fondazione non autonoma rispetto al Comune, che deve essere accompagnata da una linea politica”.
I primi articoli dello statuto della Fondazione Carnevale definiscono: “Un Ente con piena capacità giuridica di diritto privato, senza fini di lucro, dotato di piena autonomia statutaria e gestionale”.
Quasi a voler ribadire il concetto, l’articolo 4 ricorda che “la Fondazione agisce in piena autonomia giuridica, patrimoniale ed economica”. L’articolo 5, poi, sancisce che “la Fondazione collabora con il Comune di Viareggio, a cui la manifestazione appartiene”. ‘Collabora’, dunque lavorano assieme. Nell’interesse della manifestazione, certo. Fermo restando, tuttavia, il rispetto dei ruoli e dei compiti che la legge stabilisce.
Essendo la Fondazione “partecipata a 100% dal Comune di Viareggio”, riteniamo pericoloso dichiarare che “non debba essere autonoma rispetto al Comune stesso”.
Come recita lo statuto infatti, Fondazione e Comune collaborano.
Un’altra parola, poi, vogliamo aggiungerla noi: condivisione.
Il presidente della Fondazione stessa è nominato dal sindaco, che ha anche il potere di revocare l’incarico laddove venga meno il rapporto fiduciario – concetto, peraltro, molto arbitrario in politica. Come a dire: il sindaco nomina un determinato presidente perché è una persona di sua fiducia e perché – presumibilmente– condividono gli stessi ideali, la stessa visione. È auspicabile, senza dubbio, che tra Comune e Fondazione ci sia un dialogo, un confronto, talvolta anche duro, ma sincero. Ma è altrettanto auspicabile che l’influenza della politica si fermi alle nomine del Consiglio d’amministrazione e del Consiglio d’indirizzo, come previsto dallo statuto.
Siccome le parole sono importanti, il nome di quell’organo dice tutto: Consiglio d’indirizzo. L’unico indirizzo che la Fondazione è chiamata a seguire. Guai se ci fossero ingerenze che possono minare l’autonomia del Carnevale rispetto a chi governa la città.
Ci chiediamo quindi se la candidata in questione fosse a conoscenza o abbia mai letto lo statuto della Fondazione.












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