Lady Libeccio: "Comunque vada queste elezioni le ha vinte Del Ghingaro"

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Lady Libeccio: "Comunque vada queste elezioni le ha vinte Del Ghingaro"
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VIAREGGIO - Potevamo forse rinunciare alle tagliante osservazioni della Lady più famosa di Viareggio (e dintorni) ? Certo che no, considerando la sua incomparabile gentilezza e cordialità. Quindi ecco per i lettori di Viareggina una nuova intervista in esclusiva.

"Miei cari e redivivi lettori del Viareggino.it, che gioia ritrovarvi tra le colonne di questo foglio elettronico mentre la nostra amata, ma decisamente confusa Viareggio si trascina stancamente verso il fatidico ballottaggio. Pensavate che il primo turno avesse espresso un verdetto? Oh, anime innocenti.
Ecco a voi le risposte della vostra Lady Libeccio, vergate con il solito inchiostro al vetriolo e quella brezza tagliente che ben conoscete.


1: Dopo il primo turno vince Del Ghingaro e perde Marcucci?

"La matematica in politica è un'opinione, soprattutto se applicata al destino dei soliti noti."
Se applichiamo la proprietà transitiva alla politica viareggina, rischiamo di far girare la testa persino ad Euclide. Diciamolo chiaramente: Giorgio del Ghingaro vince sempre, anche quando non è formalmente sulla scheda, perché aleggia sullo sfondo come il fantasma dell'Opera, o forse come il vero regista di questo infinito teatro dei burattini.
Quanto a Marcucci... beh, se il cognome un tempo faceva tremare i palazzi del potere, oggi… pure! Contare quanto un Asso senza nemmeno giocare la partita finale è un’arte raffinata che solo i grandi maestri della politica sanno interpretare. La transizione è compiuta: dalle vette del comando alle vette del verdetto.

2: La massoneria viareggina su chi ha puntato questa volta per inserire una (o più) delle sue pedine in consiglio comunale?

La questione, miei Cari, tocca un nervo scoperto del dibattito pubblico, ma va affrontata guardando ai fatti e, soprattutto, alla natura profonda delle istituzioni di cui parliamo.
La Massoneria non è un partito politico, non è una lobby elettorale, né una setta dogmatica. Il suo scopo ultimo è il perfezionamento morale e spirituale dell'individuo. Di conseguenza, l'idea che la Massoneria "in quanto blocco unico" o istituzione decida di posizionare una propria pedina in Consiglio Comunale è un controsenso logico rispetto alla sua stessa ragion d'essere.
Tuttavia, come il Libeccio ben sa, i venti attraversano il mondo degli uomini, e gli uomini sono imperfetti. Ed è qui che dobbiamo fare una distinzione fondamentale, che vale per la Massoneria così come per qualsiasi altra aggregazione umana:
In ogni associazione culturale, club di servizio, partito, sindacato o persino associazione sportiva, esisterà sempre l'individuo che si iscrive con il solo scopo di fare networking utilitaristico. È colui che cerca la tessera o l'appartenenza come una scorciatoia, un grimaldello per inseguire vantaggi personali o favoritismi a ogni costo.
Dall'altra parte, ci sono coloro che perseguono le finalità associative con rettitudine, sincerità e spirito di servizio, come un cittadino onesto e responsabile.
Se un cittadino, che si dà il caso sia anche un massone, decide di candidarsi al Consiglio Comunale, lo fa a titolo puramente personale, sotto la propria responsabilità e rispondendo unicamente alla propria coscienza e al programma politico che ha scelto di sposare.
Il vero discrimine, quindi, non è l'appartenenza a un'associazione culturale o massonica, ma la qualità morale della persona. Sta agli elettori spazzare via il fumo delle apparenze e giudicare se quel candidato si muove per sete di potere e favori o se, al contrario, agisce spinto da un autentico e retto desiderio di servire la comunità.

3: Gli apparentamenti (parenti serpenti)... voto libero o indicazione di voto?

Ah, gli apparentamenti! Quell'abbraccio mortale tra fazioni che fino a ieri si scambiavano insulti ravvicinati e che oggi, improvvisamente, si scoprono anime gemelle in nome di una poltrona (o mezza). Più che "parenti serpenti", qui siamo direttamente nel nido delle vipere.
Ci saranno indicazioni di voto? Naturalmente sì, i leader di partito si affretteranno a lanciare i loro editti, convinti che gli elettori siano un gregge disciplinato. Ma la verità, miei cari, è che il viareggino sotto la cabina elettorale risponde solo al proprio bizzarro istinto. Sarà un voto talmente "libero" che molti, scommetto, sceglieranno in autonomia assoluta.


4 Questioni sul tappeto o meglio sul tapirulan (perchè non si sai mai su certe cose si può anche scivolare): Pucciniano e i suoi conti, Club Velico di Torre del Lago, Carnevale e sicurezza. Cosa ne pensa?

Che meraviglia questo tapis roulant amministrativo, dove tutto si muove ma si resta tragicamente sempre nello stesso posto! E attenti a non scivolare, perché l'olio su quella tela è abbondante. Chi mai non desidererebbe di essere a capo di tanta incolta magnificenza?
I conti del Pucciniano ormai sono una via di mezzo tra un'opera lirica drammatica e un romanzo di fantascienza. Si canta la passione, ma alla fine il conto è sempre una sinfonia di numeri rossi che farebbe impallidire lo stesso Giacomo Puccini.
Il Club Velico di Torre del Lago è una questione più spinosa di quella della Massoneria, e con meno soluzioni pronte. Dipende se chi avrà le chiavi per aprire il porticciolo vorrà usarle o metterle in tasca come la cattivissima Matrigna Disney che impedisce a Cenerentola di farsi provare la scarpetta.
Carnevale e Sicurezza: Il Carnevale è l'unica cosa seria rimasta in questa città.
Sulla sicurezza, scaricare la colpa su Roma è il passatempo preferito di ogni giunta. È comodo dire che non dipende dal Comune, così nel frattempo si può continuare a sfilare sul lungomare senza troppi pensieri, sperando che Burlamacco ci protegga.

5: Al senatore Andrea Marcucci basteranno i voti della sorella Marialina per ripresentarsi alle prossime politiche?

Ma che tenero questo affetto familiare che si traduce in percentuali elettorali! Il senatore Andrea che spera nel "tesoretto" della sorella Marialina è un'immagine d'altri tempi, quasi da nobiltà decaduta che si tramanda i feudi.
Purtroppo per lui, la matematica dei voti fraterni non basta più a comprare un biglietto di ritorno per Roma. I voti della Maria Lina, ammesso che siano ancora spendibili e non si siano volatilizzati al primo turno, non sono una polizza sulla vita politica. Se il Senatore pensa di ripresentarsi alle prossime politiche contando solo sulla dote di famiglia, rischia di trovarsi nella stessa posizione di un bagnante senza ombrellone ad agosto: decisamente scottato".

Con la consueta, affilata devozione,
Lady Libeccio

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