Il vero finale di Turandot in scena alla Pergola grazie alla musicologa Deborah Burton

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Il vero finale di Turandot in scena alla Pergola grazie alla musicologa Deborah Burton
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Ritrovata in Belgio la partitura originale scritta dal morente Giacomo Puccini in ospedale

FIRENZE - Turandot in prima assoluta con il finale dagli scritti inediti di Giacomo Puccini al Teatro della Pergola
Sabato 18 luglio 2026, alle ore 20.30.

Dopo 100 anni ritrovate le partiture finali originali della Turandot di Puccini, e da Viareggio partirà un pullman per l'occasione, unica per ascoltare l’ultimo capolavoro pucciniano in una veste nuova, frutto di un importante lavoro di ricerca sugli appunti originali lasciati da Puccini, a cura della musicologa Deborah Burton.

La particolarità di questa produzione la rende un evento irripetibile: per ragioni legate ai diritti d’autore, questa versione potrà essere rappresentata solo per un periodo limitato e non sarà più eseguibile dopo il 2028.

L’evento del 18 luglio 2026 assume un valore particolare perché porta in scena non una semplice variante di “Turandot”, ma l’esito di un autentico lavoro musicologico sul finale incompiuto dell’ultima opera di Giacomo Puccini. La nuova edizione del finale elaborato nel 2022 dalla musicologa americana Deborah Burton, autorevole studiosa pucciniana.
Il punto decisivo è che Burton ha potuto lavorare su una quantità di materiale pucciniano più ampia rispetto a quella disponibile ad Alfano, includendo anche schizzi emersi solo in tempi recenti e fino ad allora rimasti sconosciuti. Per questo la sua proposta viene presentata dall’edizione Carus come più vicina alle intenzioni drammaturgiche originarie di Puccini.
La ricostruzione di Burton non semplifica il problema del finale: lo affronta nella sua complessità. Il suo finale dura circa 17-20 minuti, contro i 10-12 minuti della seconda versione di Alfano, e dedica maggiore spazio alla trasformazione interiore di Turandot dopo la morte di Liù. È proprio in quel passaggio fragile e misterioso, dove l’opera chiede alla principessa di mutare senza tradire la propria natura tragica, che il lavoro della professoressa Burton trova il suo valore più profondo: restituire alla scena non un finale inventato, ma una conclusione ricostruita a partire dagli ultimi materiali musicali lasciati da Puccini.

È stato presentato, mercoledì 1 luglio 2026, presso la Città Metropolitana di Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, l’evento "Turandot dagli scritti inediti di Giacomo Puccini", che si terrà sabato 18 luglio 2026, alle ore 20.30, al Teatro della Pergola di Firenze. Al tavolo della presentazione sono intervenuti l’avvocato Michele Lai, il professor Sandro Gori, la musicologa Roberta Ceccotti e lo storico dell’arte e scrittore Mauro Pardini.

L’appuntamento del 18 luglio rappresenta un momento di particolare rilievo culturale e musicologico: "Turandot", ultima opera di Giacomo Puccini, rimasta incompiuta alla morte del compositore nel 1924, sarà proposta con il finale elaborato dalla professoressa Deborah Burton, musicologa statunitense della Boston University, a partire dagli scritti, dagli appunti e dagli schizzi autografi lasciati da Puccini.

Nel corso della presentazione è stato ricordato anche il contributo inviato da Boston dalla professoressa Deborah Burton, che ha ricostruito il percorso delle fonti pucciniane legate al finale incompiuto di "Turandot". "Il mio lavoro non nasce come intervento di compositrice, ma come lavoro di studiosa", ha spiegato la professoressa Deborah Burton. "Il punto di partenza è stato l’ascolto delle fonti: gli scritti, gli schizzi e gli appunti autografi lasciati da Puccini per il finale della sua ultima opera. A questo nucleo si collega il materiale inedito individuato e valorizzato da Dieter Schickling, uno dei massimi studiosi pucciniani, affidato poi al mio studio, insieme ad altri ritrovamenti emersi negli archivi pucciniani. Tutto questo ha permesso di delineare un quadro molto più completo del laboratorio creativo lasciato aperto da Puccini. Non si tratta di inventare dall’esterno, ma di interrogare le fonti e di rispondere alle fonti con serietà scientifica, rigore musicologico e prudenza".

La regia è firmata da Mauro Pardini insieme a Roberta Ceccotti e si configura come un atto di restituzione alla volontà teatrale di Puccini e alla prima immaginazione scenica dell’opera, affidata nel 1926 alla guida di Giovacchino Forzano, drammaturgo e direttore della messa in scena della prima rappresentazione scaligera. "Vorrei che la regia avesse lo stesso approccio che ha avuto la professoressa Deborah Burton nel suo lavoro musicologico", ha dichiarato Mauro Pardini. "Come quegli schizzi partirono il 4 novembre 1924 dal villino di Viareggio verso Bruxelles, accompagnando Puccini nel suo ultimo viaggio, così il nostro lavoro partirà dall’interno: dall’archivio, dalle fonti, dalle carte, per arrivare poi al palcoscenico.

Sarà un tentativo di dare vita a un pensiero, a un’idea teatrale che accompagnò Puccini negli ultimi giorni e che oggi torna a parlare. Non è qualcosa di spento, non è qualcosa di muto: è un pensiero ancora vivo, che chiede di essere ascoltato e restituito al teatro". "Questo progetto nasce da un lavoro complesso, fatto di passaggi organizzativi, scelte amministrative, responsabilità produttive e attenzione alla qualità artistica", ha dichiarato l’avvocato Comunicato stampa - Turandot alla Pergola di FirenzeMichele Lai. "La presenza di importanti interpreti toscani assume un significato particolare: è anche un omaggio al legame profondo che Puccini ebbe con la Toscana e con Firenze". "Restituire Turandot nella sua piena forza teatrale significa anche rispettarne la dimensione sonora", ha spiegato il professor Sandro Gori. "L’Orchestra Scarlatti sarà presente con un organico di 79 elementi, secondo le esigenze della partitura pucciniana.

Accanto all’orchestra, la produzione prevede un coro di voci bianche composto da 18 bambini e una corale di oltre 50 elementi. Solo così sarà possibile restituire al pubblico tutta la potenza musicale e drammatica dell’ultimo capolavoro pucciniano.

Interpreti e cast artistico
Turandot – Eva Sun
Il Principe Ignoto / Calaf – Samuele Simoncini
Liù – Lavinia Bini
Timur – Paolo Pecchioli
Ping – Lorenzo Martinuzzi
Pong – Matteo Benvenuti
Pang – Rocco Sharkey
L’Imperatore Altoum – Claudio Sassetti
Un Mandarino – Franco Rossi
Il Principe di Persia – Leonardo Filidei

Direttore d’orchestra: Pietro Mazzetti; Regia: Mauro Pardini – Roberta Ceccotti; Scene: Orfeo in Scena, Costumi: Mauro Pardini; Orchestra: Domenico Scarlatti, Coro: Corale Amedeo Bassi; Coro delle voci bianche: I Cantori di Burlamacco, diretti da Susanna Altemura; Maestro del coro: Alessandro Cavallini

Maestro collaboratore: Paolo Bernardi

Biglietti disponibili su TicketOne

Un solo appuntamento, una prima assoluta, una pagina nuova nella storia di Turandot.

Al Teatro della Pergola di Firenze, potrete ammirare il sontuoso e maestoso manto che avvolge Turandot nella nostra nuova produzione. Un simbolo di potere, gelo, distanza. Un’immagine che attraversa l’opera e che Calaf stesso ricorda nel momento decisivo del loro incontro:
“Tutta cinta nel tuo manto d’argento”
Un frammento di luce, un’apparizione che diventa destino.

Il 4 novembre 1924 Giacomo Puccini uscì dal suo villino di Viareggio per raggiungere Bruxelles, dove avrebbe tentato l’operazione che non gli avrebbe più permesso di tornare.
Con sé portò un rotolo di carte, appunti, abbozzi: il finale di Turandot. Lo racconta Arnaldo Fraccaroli, amico e biografo del Maestro, che testimonia come Puccini avesse lavorato fino all’ultimo respiro alla conclusione dell’opera.
Quelle pagine partite da Viareggio, arrivate in Belgio e poi tornate a Milano, rimasero in parte inutilizzate nella versione di Franco Alfano.

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