Monitorare il cuore con un click. All' Ospedale Versilia è possibile!

Sanità 1

Monitorare sempre il cuore inviando i dati del pacemaker-defibrillatore di ultima generazione, con la linea telefonica da casa al computer dell'ospedale. E' la nuova frontiera del controllo diagnostico e terapeutico a domicilio di pazienti con impianto di defibrillatore automatico (ICD), attiva presso l'Ospedale "Versilia". Dopo la fase di sperimentazione in diversi ospedali della penisola, ha preso il via questo innovativo servizio che interesserà inizialmente circa venti pazienti del territorio attraverso un'analisi di fattibilità, ma che, in teoria, "è aperto a tutti, poiché è sufficiente avere una linea telefonica comune e comunicare con l'ospedale da qualunque località", sottolinea il dottor Giancarlo Casolo, Primario della Cardiologia dell'Ospedale "Versilia".

Si tratta, ovviamente, di pazienti sottoposti ad impianto di defibrillatore automatico impiantabile, un dispositivo salvavita che in Italia si impianta ogni anno in circa 15.000 pazienti che hanno già avuto un arresto cardiaco o che hanno una cardiopatia ad alto rischio, spesso associata ad insufficienza cardiaca e che, quindi, necessitano di controlli e di un canale diretto con il medico. Occorre sottolineare che grazie all'impiego dei dispositivi cardiaci impiantabili è possibile ridurre del 53% il rischio di morte cardiaca e del 45% quello di decesso per insufficienza cardiaco".
Con il sistema 'CareLink Network', sviluppato da Medtronic e dotato di un'esclusiva telemetria, i dati del defibrillatore corrispondono esattamente a quelli disponibili durante una visita specialistica. In questo caso, però, sono subito accessibili sul 'CareLink Web site', per la visualizzazione da parte del cardiologo. Il paziente può fare così il monitoraggio del cuore con il proprio 'CareLink Monitor' comodamente da casa sua sia per episodi sintomatici, sia per controlli di routine o straordinari valutati dal centro ospedaliero. "Per particolari tipi di allarme segnalati dallo stesso dispositivo impiantato, come avviene in caso di aritmie particolarmente pericolose o per un improvviso sovraccarico di liquidi nei polmoni - spiega il dottor Casolo - il medico può essere avvisato tramite sms sul proprio cellulare o per e-mail".
Questo sistema è molto utile per il follow up di routine, deciso con il medico a scadenze prefissate. "Il crescente numero di pazienti sottoposti ad impianto di 'ICD' ed il conseguente aumento del numero di controlli periodici che un ambulatorio di elettrofisiologia cardiaca quotidianamente deve supportare, rappresenta un impegno crescente in termini sia di risorse umane sia organizzative, illustra la dottoressa Carla Svetlich, Responsabile del Servizio di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione.
Questa innovativa modalità di controllo di pazienti ad alto rischio consente di migliorare l'appropriatezza e la qualità del servizio di controllo del dispositivo e del contatto con il paziente, che ha una maggiore 'compliance' e soddisfazione nonché l'ottimizzazione della terapia, grazie al continuo monitoraggio. Inoltre aumenta l'efficacia delle risorse dedicate al controllo dei malati, si migliora la gestione del tempo e degli accessi ospedalieri, diminuendo anche il numero dei ricoveri solo ai reali casi di urgenza".

Il 'CareLink Network' permette inoltre una maggiore comodità per il paziente e maggiore tranquillità anche per i familiari, certi di esser sempre connessi con l'ospedale, e consente ai portatori di 'ICD' una grande libertà nei viaggi, potendo trasmettere i dati per via telematica in qualsiasi parte d'Italia. Con la conclusione di questa prima analisi di fattibilità, che coinvolge inizialmente venti pazienti, il "Versilia" intende valutare lo sviluppo di questa tecnologia sul territorio.

1 commento

  1. espedito domenica 28 settembre 2008 alle 16:27:01

    Il concetto di burn-out (alla lettera essere bruciati, esauriti, scoppiati) è stato introdotto per indicare una serie di fenomeni di affaticamento, logoramento e improduttività lavorativa registrati nei lavoratori inseriti in attività professionali a carattere sociale. Questa sindrome è stata osservata per la prima volta negli Stati Uniti in persone che svolgevano diverse professioni d'aiuto: infermieri, medici, insegnanti, assistenti sociali, poliziotti, operatori di ospedali psichiatrici, operatori per l'infanzia.Sindrome di Barnaut: E' quasi sempre causata allo stress da lavoro, ecco per cui il cuore va monitorato nel caso si percepiscono dolori.

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