Le attività commerciali del centro città lanciano un grido d'allarme. Il Presidente di Confesercenti richiede un intervento immediato.

Attualità 1

Il grido di allarme, lanciato, nei giorni scorsi da numerosi commercianti del centro città per la critica situazione delle attività commerciali, non deve essere lasciata cadere nel vuoto.
Tutti gli indicatori segnalano la crisi dei consumi e quella dei piccoli negozi, con il rischio sempre più concreto di vedere chiudere un buon numero di essi, impoverendo, quindi anche la nostra città.
Occorre allora intervenire ai diversi livelli.

Al Governo nazionale chiediamo una politica economica che ricostruisca fiducia nel Paese che intervenga sui redditi, che sviluppi azioni tese a sostenere il ruolo economico e sociale dei piccoli negozi.
Alla Regione Toscana sollecitiamo progetti specifici per valorizzare il commercio di vicinato attraverso i centri commerciali naturali e limitando lo sviluppo della media e grande distribuzione.

Al Comune chiediamo scelte precise a favore del tessuto commerciale in materia di infrastrutture quali parcheggi, l’arredo urbano, progetti integrati turismo- commercio, la valorizzazione e qualificazione della passeggiata e dell’area di Piazza Cavour, insieme ad un allentamento della pressione fiscale, ormai insostenibile per i vari tributi e tariffe, per molte attività.

Da parte nostra come Confesercenti, oltre all’azione politica e sindacale intendiamo sviluppare servizi da mettere a disposizione delle imprese del nostro territorio. Attraverso il nostro Consorzio Toscana Comfidi, in collaborazione con gran parte degli istituti bancari stiamo definendo linee di finanziamenti specifici rivolti alle piccole attività commerciali per aiutarle a superare questa fase critica, e a puntare sul futuro evitando come denunciato nei giorni scorsi dall’ Osservatorio Socio – Economico sulla criminalità, del Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro, che il fenomeno dell’usura cresca e si diffonda.

Infatti oggi di fronte all’accentuarsi della crisi economica, alla perdita dei redditività della micro e piccole imprese, al diminuire del potere di acquisto di salari e stipendi, l’usura si sta insinuando.
Tra tutti gli strati sociali della popolazione rendendo particolarmente rischiosa l’attività della piccola impresa commerciale al dettaglio, dell’artigianato di vicinato, dei ceti più poveri ma anche dei soggetti sociali una volta ritenuti immuni da questa piaga.

Massimo Vivoli
Presidente Confesercenti Versilia

1 commento

  1. cordovani mercoledì 8 ottobre 2008 alle 22:18:15

    secondo i commercianti il calo di vendita era dovuto esclusivamente al piano della sosta,ora che l hanno tolto qual è il problema?secondo questo sito ora tutta colpa del piano della sosta,la gente non comprava piu x colpa di marcucci"""" fate ridere

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