Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: Le aziende devono investire in sicurezza

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Si è celebrata ieri mattina la 58ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro., sotto il patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Segretario Sociale della RAI. Dopo la messa nel Convento di Sant'Antonio nella piazza San Francesco,un lungo corteo con in testa i gonfaloni di tanti comuni della provincia di Lucca, il gonfalone della Provincia e quello della Regione, e seguito da molte autorità politiche e militari, ha sfilato per le vie cittadine fino alla piazza Campioni, dove, accompagnati dalla banda di Torre del Lago, è stata deposta una corona di alloro sotto al monumento ai Caduti del Mare. La cerimonia ufficiale si è poi tenuta in sala di rappresentanza del comune di Viareggio.

A prendere parola sull'argomento della sicurezza sul lavoro, tra i tanti, il presidente nazionale dell'Anmil, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, Luciana Fortunato, il direttore dell'Inail Carmine Cervo, l'assessore provinciale Emiliano Favilla e il sindaco di Viareggio Luca Lunardini. Gli infortuni sul lavoro in Versilia oscillano, negli ultimi 10 anni, tra i 3.500 e i 3800 casi all'anno. Il 2007 si è chiuso con 3622 infortuni. Il primo semestre del 2008 con 1722. " Fondamentale è distinguere tra gli infortuni sul lavoro quelli che avrebbero potuto essere evitati con dotazioni tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza". E questo è condiviso da tutti i relatori. Senza dubbio alcuno l'emergenza a Viareggio e in tutta la Versilia sono i settori dell'edilizia e le attività ad essa correlate. Nel 2007 ci sono stati un morto, due casi di prognosi riservata ben 73 casi gravi. Tra i settori a maggior rischio seguono la nautica da diporto, intesa come attività di cantiere di costruzione e riparazione dei natanti, e del corrispondente indotto, come quello metalmeccanico, la lavorazione del legno e l' impiantistica di bordo. Ma anche nei settori del lapideo e dell'agricoltura il problema della sicurezza non è da sottovalutare. In escalation gli infortuni a maestranze femminili, a cittadini di provenienza straniera, spesso al nero, pensionati e con secondo lavoro, e lavoratori autonomi o soci. Il dato più inquietante il caso di lavoratori che "si allontanano spontaneamente"dal Pronto Soccorso prima del completamento dell'iter sanitario e la irreperebilità dell'infortunato o dell'azienda.

"Investire in sicurezza e prevenzione – ha precisato Emiliano Favilla - è la miglior strada, anche sul campo del sociale".

Letizia Tassinari

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