Si spacciano per finti Carabinieri e, in borghese, sequestrano merce contraffatta ai senegalesi. Arrestati

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Le indagini delle Fiamme Gialle erano partite da alcune segnalazioni di negozianti della Passeggiata a mare, da molti cittadini, e anche da alcuni senegalesi. A detta di molti due uomini, nelle vesti di falsi finanzieri, fermavano i vu comprà e gli sequestravano la merce. I militari della Gurdia di Finanza della Caserma di Viareggio, diretti dal capitano Pasquale Arena, a questa "storia" sono voluti andare in fondo. Per questo motivo, in borghese, si sono messi a pattugliare la zona dove abitualmente i venditori sud africani stendono la loro mercanzia. Arrivando, dopo diversi servizi di controllo mirati, al bandolo della matassa. Due giorni fa, nelle prime ore del pomeriggio, hanno notato due uomini fermarsi all'altezza dell'Orologio, più o meno difronte al bar gelateria Ventidue, e iniziare a parlare con tre senegalesi che stavano vendendo borse e occhiali da sole. Un istante e i senegalesi, con i borsoni, cominciano a scappare, con dietro i due "sconosciuti", che se pur vestiti in abiti civili, si tenevano una mano sul fianco, a bella mostra della fondina con dentro una pistola. Viareggio è piccola, e le Forze dell' Ordine, siano esse Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza, si conoscono, almeno di vista. Quelle due facce, invece, erano ignote. I due finanzieri hanno chiamato in Caserma chiedendo il supporto di altre due pattuglie. I due sconosciuti che nel frattempo avevano raccolto un borsone, smettendo di rincorrere i venditori del Senegal, si erano diretti alla macchina, parcheggiata sul Lungomare, per svuotare nel portabagagli il contenuto della sacca, e lasciarla vicina ad un cestino per i rifiuti. Fermati dalle Fiamme Gialle, ed identificati i due uomini si sono dapprima difesi dicendo di essere turisti, e alla richiesta di aprire la macchina, una Suzuky, hanno addotto di aver perso le chiavi. Una scusa alla quale i militari della Guardia di Finanza non hanno creduto e, aperto il cofano, la scena che si è aperta ai loro occhi ha avuto dell'incredibile.

Oltre a circa 39 paia di occhiali "sequestrati" ai tre vu comprà , sono saltate fuori quattro uniformi mimetiche militari, di cui due dell'Arma dei Carabinieri, che visionate dal tenente Fabio Truddaiu della caserma dei Carabinieri di Viareggio, pare risultino vere, quindi rubate, oltre a mostrine e gradi,una ricetrasmittente con scanner, sulle frequenze delle forze di polizia, coltelli con tanto di fondine, due pistole ad aria compressa, proiettili, un paio di manette con tanto di numero di matricola, guanti in pelle, torce, binocoli, corde e due placche International Police Association, che sono in dotazione solo a chi appartiene alle Forze dell'Ordine. I due, F.M.di 35 anni e F.F.di 25, entrambi residenti a Pistoia, sono stati arrestati per furto aggravato, porto d'armi abusivo, sostituzione di persona, usurpazione di titolo, con l'aggravante di quanto previsto dall'articolo 497 bis e ter del codice penale per i delitti perpetrati utilizzando segni distintivi, veri o falsi. Perquisite le rispettive abitazioni, sono saltati fuori appunti su luoghi e nomi, come se stessero eseguendo appostamenti o seguendo qualcuno, e materiale stampato, scaricato da internet, su armi, mostrine, e articoli sul Gis. Accompagnati in Tribunale, ieri mattina il giudice unico ha convalidato l'arresto con la misura cautelare degli arresti domiciliari. I legali, Aldo Lasagna e Simone Lepore, hanno chiesto termini a difesa e il processo è stato rinviato a fine ottobre.

La raccomandazione

Fingersi finanziere, carabiniere o poliziotto per truffare i vu comprà deve essere il segnale di allarme anche per altri tipi di truffa. Non sarebbe la prima volta che uno "specialista" di truffe, in falsi abiti di agente delle Forze dell'Ordine, riesce a raggirare il prossimo. Soprattutto gli anziani. " Massima attenzione – è quello che raccomanda sia il capitano Pasquale Arena della Guardia di Finanza che i comandanti di tutte le Forze di Polizia. Quello che conta adesso è puntare sulla prevenzione, magari anche attraverso l'attività informativa. "Segnalando sempre persone e atteggiamenti sospetti". Le Forze dell'Ordine sono sempre rintracciabili ai numeri di emergenza 112, 113 e 117, e sempre al servizio dei cittadini. Soprattutto di coloro, come gli anziani che vivono soli e sono i più indifesi. Le raccomandazioni in questo caso non sono mai troppe: non aprire la porta anche nel caso chi suona il campanello o bussa alla porta si qualifichi e, in caso di dubbio chiamare i numeri di emergenza per ricevere conferma dell'identità di chi chiede di entrare.

Letizia Tassinari

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