Si chiude la mostra di Serafino Beconi a Sant’Anna e a Viareggio

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Si chiude la mostra di Serafino Beconi a Sant’Anna e a Viareggio
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STAZZEMA - Ultimi giorni per visitare la mostra di Serafino Beconi a Sant’Anna di Stazzema (apertura sabato 30 e domenica 31 agosto dalle 16,00 alle 19,00, ingresso libero) e Villa Argentina a Viareggio nell’ambito delle celebrazioni per l’’81° anniversario dall’Eccidio di Sant’Anna di Stazzema e, dall’altro, il centenario della nascita di Serafino Beconi.

Ventuno opere del pittore versiliese, infatti, sono protagoniste dell’esposizione temporanea intitolata “Serafino Beconi, l’arte della memoria” che rappresentano il percorso umano e artistico attraverso tele segnate da toni drammatici e da simboli fortemente evocativi: elementi che dialogano coi luoghi della memoria e invitano a riflettere sul valore della pace e della testimonianza.

Nell’ultimo giorno di apertura come evento di chiusura il Parco Nazionale della Pace organizza l’esposizione nella Fabbrica dei Diritti di sei gessi che costituiscono i bozzetti di alcune stazioni della Via Crucis che collega la piazza della Chiesa all’Ossario. La Via Crucis, realizzata dal 1978 agli inizi del 1990, è un sentiero lastricato che dalla piazza della chiesa, attraverso il bosco, conduce al Sacrario. Lungo il percorso sono presenti 15 stazioni con 27 formelle di bronzo, realizzate da nove artisti, che affiancano raffigurazioni delle tappe Calvario di Cristo ad episodi legati alla strage del 12 agosto 1944. Una via Crucis religiosa ed insieme civile, che vuole essere un piccolo pellegrinaggio di preparazione al luogo dove si ricordano le vittime. Le oltre 500 vittime di Sant’Anna vengono simbolicamente collegate ad ogni altro martire, della guerra e della violenza, di ogni luogo e di ogni tempo. La pace e la tranquillità che si respirano accrescono la suggestione del luogo e invitano al raccoglimento al silenzio e alla riflessione.

I gessi in esposizione sono stati recuperati all’interno dei locali della canonica di Ripa: il parroco Monsignor Aldo Martinelli era stato uno dei promotori della via Crucis a Sant’Anna e i gessi gli furono riconsegnati dagli artisti. I bozzetti in gesso sono come detto sei:

Si tratta della III° Stazione di Eros Pellini mette in relazione, anche da un punto di vista stilistico, con forte plasticità, la prima caduta di Gesù con la cattura di un uomo, entrambi trascinati verso il supplizio.

La settima Stazione di Antonio Berti con la seconda caduta di Gesù che ha al suo fianco l'episodio in cui Genny Marsili, che lanciando uno zoccolo contro i suoi esecutori, mostra il proprio eroismo.

Il terzo e quarto bozzetto ricostruiscono interamente l’ottava stazione di Eros Pellini il dramma della condanna è vissuto, quasi in contrapposizione, nella luce di una reciproca consolazione e nella disperazione di una rassegnata implorazione.

Di Enrico Manfrini la decima stazione, rende lo spettatore partecipe di due tragedie parallele: la spoliazione di Gesù e la devastazione di case e di chiese.





Il sesto bozzetto fa parte della tredicesima Stazione, autore Antonio Berti. Nei due bronzi, il dolore della madre, il Cristo, le vittime formano, con evidenti rimandi compositivi, una rappresentazione del dramma storico e del dramma universale, in un unico insieme che è racconto, denuncia e messaggio.





Antonio Berti (San Piero a Sieve 1904 – Sesto Fiorentino 1990) studiò e lavorò presso lo studio di Giuseppe Giannoni e Henraux. Partecipa all’avanguardia dei pittori moderni: nel 1934 si dedica alla scultura riprendendo le origini della nostra grande arte, consegue vari premi, fra cui quello dell’Accademia d’Italia e il Primo Premio Nazionale degli Eroi della Grande Guerra 15-18 e tanti altri premi. È chiamato a Corte come scultore di Casa Savoia. Partecipa a diverse Biennali di Venezia. Sue opere sono nei principali musei fra cui la Galleria Arte Moderna di Roma, Firenze, Torino e in molte collezioni private Italiane e straniere. Nel 1967 inaugura la statua in marmo a Papa Pio XII in piazza San Lorenzo a Roma. (realizzato con i fondi di una pubblica sottoscrizione) Nel 1987 realizza il monumento a Giuseppe Mazzini a Firenze.

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