“Il mix più bello”: Un ponte oltre il tempo e la distanza

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“Il mix più bello”: Un ponte oltre il tempo e la distanza
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Il dolore trasformato in musica: Una risposta al vuoto La vita, a volte, ci porta su strade diverse e capita di perdersi di vista, ma ci sono legami che restano incisi nell'anima. Anche se negli anni ci eravamo allontanati, ogni tanto capitava di incontrarsi a Viareggio e bastava uno sguardo per ritrovare la nostra sintonia.

La produzione di questo brano è iniziata il 15 novembre, lo stesso giorno del funerale di Andrea, subito dopo le esequie. È stato il mio modo di reagire all'addio e al grandissimo vuoto che mi ha lasciato; un tentativo di riallacciare quel filo spezzato e di dirgli tutto ciò che non ci eravamo detti negli ultimi tempi. È stato un processo estremamente emozionante e lacerante scrivere queste note subito dopo avergli dato l'ultimo saluto, sentendo il suo ritmo guidarmi la mano proprio quando il silenzio sembrava definitivo.

La filosofia del ritmo: Un ricordo fuori la Croce Verde Nel testo ho voluto racchiudere quella che era la sua filosofia: il concetto che il ritmo sia una questione di cuore e che "il basso migliore cancella il dolore". È una cosa che mi disse lui stesso, un pomeriggio mentre eravamo fuori la Croce Verde di Viareggio: Andrea credeva profondamente nel potere curativo della musica, nella capacità di un battito costante di far dimenticare i problemi a chi era in pista. Ho voluto che la produzione riflettesse questa energia: un suono potente che non invita al pianto, ma a celebrare la sua vita e il suo credo.

La struttura narrativa: Il vuoto e la promessa Il brano segue un percorso emotivo preciso, come un’ultima serata insieme:

L’assenza: Si parte dal silenzio della consolle, con i cavi e le cuffie che conservano ancora la forma di chi le usava. È l'immagine del vuoto che resta quando la musica si ferma.

Le radici nel cortile: Il ricordo torna a quando tutto è iniziato: "Io e te in quel cortile, con la musica in testa". È il racconto di due bambini che sfidavano il sole e già sognavano le consolle; è proprio in quel cortile che parlavamo per ore di musica e di come saremmo diventati DJ, giurandoci che la vita sarebbe stata una festa. Quella promessa è il motore di tutto il brano.

L’ascesa: Il ritornello è un’esplosione di energia: "Andrea, spacca il cielo a metà!". Un invito a portare la sua musica nell'eternità.

Il finale: La chiusura è il momento più intimo, dove dico "ti saluto in cuffia, lo faccio a modo mio". Ho scelto questa immagine perché la cuffia è il nostro spazio privato, il luogo del "preascolto" dove il DJ è solo con la musica: salutarlo lì significa parlargli un'ultima volta in quel mondo che abbiamo condiviso fin da piccoli. La frase finale, "Buon viaggio, amico mio", è la mia promessa: anche se adesso fa male, io non "staccherò mai la spina" dal suo ricordo e continuerò a far suonare la sua musica.

Il riconoscimento più importante Il valore di questa canzone è stato sancito dalla famiglia di Andrea. Sapere che le mie parole li hanno emozionati e che hanno riconosciuto la verità del legame che ci univa è per me il traguardo più grande. La loro vicinanza e il loro supporto sono l'unica cosa che conta davvero.

Dati tecnici:
Autore e Produttore: DJ Daniele
Inizio lavorazione: 15 Novembre 2025 (subito dopo le esequie)
Data di deposito: 5 Dicembre 2025

ASCOLTA LA CANZONE!

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