Al Fortino la mostra personale “Antiche solitudini” di Costantino Paolicchi

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Al Fortino la mostra personale “Antiche solitudini” di Costantino Paolicchi
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Tra boschi, marine e silenzi: il racconto pittorico dell'artista

FORTE DEI MARMI - Dal 16 gennaio all’11 marzo 2026 al Fortino Leopoldo I la mostra personale “Antiche solitudini”. Inaugurazione venerdì 16 gennaio alle ore 16.30: un percorso tra natura, memoria e identità del territorio attraverso oltre trent’anni di ricerca artistica.

Il Fortino Leopoldo I ospiterà, dal 16 gennaio all’11 marzo 2026, la mostra personale di Costantino Paolicchi, dal titolo Antiche solitudini. Percorsi tra memoria e natura (1990–2025).

L’esposizione propone un articolato percorso pittorico che attraversa oltre trent’anni di ricerca, mettendo al centro il rapporto profondo tra uomo, natura e memoria. Alberi, boschi e marine costituiscono il nucleo tematico di una pittura figurativa e visionaria che restituisce al paesaggio una dimensione intima e identitaria. Le marine rimandano alle origini fortemarmine dell’artista e alle esperienze vissute lungo la costa versiliese, mentre i boschi, le pinete, i canali montani e i paesaggi della Lunigiana diventano luoghi interiori, depositari di silenzi, emozioni e stratificazioni di tempo.

“Accogliere al Fortino Antiche solitudini – sottolinea il sindaco Bruno Murzi – significa aprire le porte a una narrazione che affonda le proprie radici nella memoria del nostro territorio. È un racconto per immagini che invita all’ascolto, capace di restituire quella bellezza silenziosa che appartiene ai nostri paesaggi e alla nostra storia collettiva”.

Sul valore culturale del progetto interviene anche l’assessore alla Cultura Graziella Polacci:"Questa mostra rappresenta un esempio significativo di come il linguaggio dell’arte possa dialogare in modo profondo con i luoghi e con la loro identità. Il lavoro di Paolicchi accompagna il visitatore in una riflessione lenta e consapevole sulla natura e sulla memoria, in piena sintonia con la vocazione del Fortino come spazio di cultura e di racconto del territorio".
Il percorso espositivo si sviluppa sui tre livelli del Fortino: al piano terra sono presentate opere degli anni Novanta, al primo piano le marine, mentre al livello superiore trovano spazio gli “alberi identitari”, così definiti dal critico e storico dell’arte Nicola Micieli. Una scelta che accompagna il visitatore in un viaggio coerente, tra radici personali e paesaggi condivisi.
“Paolicchi ha attraversato per decenni la cultura del nostro territorio come studioso, curatore e narratore appassionato della grande pittura – concludono il sindaco Murzi e l'assessore Polacci – Oggi consegna al pubblico un lato più intimo, maturato nel silenzio e nella libertà della sua ricerca personale, lontano dalle logiche del mercato e vicino all’essenza più autentica dell’essere artista. Il suo legame con il Fortino è parte integrante di questo racconto. Ringraziamo Costantino per aver voluto condividere con la comunità un percorso così personale, profondamente radicato nella nostra identità”.
La mostra resterà aperta fino all’11 marzo 2026 con orario 9.00–13.00 e 15.00–19.00, chiusa il lunedì. Ingresso libero. Informazioni: Ufficio Informazioni Turistiche 0584 280292 – www.visitforte.com – forteinfo@comunefdm.it.

BIOGRAFIA
Costantino Paolicchi
Costantino Paolicchi (Firenze, 1948) ha svolto per molti anni un ruolo centrale nella vita culturale della Versilia. È stato responsabile delle attività culturali del Comune di Seravezza e direttore del Palazzo Mediceo, dove ha curato l’organizzazione e l’allestimento di oltre settanta mostre di arte moderna e contemporanea. Nello stesso contesto ha progettato e realizzato il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica.
Studioso e ricercatore di storia locale, ha pubblicato numerosi volumi dedicati alle vicende economiche e sociali dell’industria del marmo e alla cultura popolare versiliese. Disegnatore d’istinto, ha illustrato libri e realizzato centinaia di disegni a matita e carboncino, spaziando tra ritratti, caricature, fumetti e manifesti.
Ha iniziato a dipingere nel 1990, concentrando la propria ricerca sui paesaggi del lago di Massaciuccoli, sulle pinete, sui canali montani, sulle marine e sui boschi della Versilia, delle Apuane e dell’Appennino. Dal 2005 l’indagine pittorica si è focalizzata in particolare sugli alberi e sulle marine, intesi come presenze vive e portatrici di memoria.

Per scelta personale è rimasto a lungo lontano dal circuito espositivo, partecipando solo occasionalmente a mostre collettive. Ha allestito una significativa mostra personale nel 1997 a Calatorao, in Spagna, e una seconda ampia esposizione nel 2019 alle Scuderie Granducali di Seravezza, che ha riscosso un ampio e inatteso consenso di pubblico.
Dal 2007 vive e lavora in Lunigiana, a Groppoli di Mulazzo, dove prosegue una ricerca pittorica coerente e autonoma, profondamente legata ai temi della natura, del silenzio e della memoria dei luoghi.












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