La satira specchio del presente e seme per il futuro nelle opere degli artisti del Carnevale di Vareggio

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La satira specchio del presente e seme per il futuro nelle opere degli artisti del Carnevale di Vareggio
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Il Carnevale di Viareggio 2026 alza il sipario su un mondo in crisi. Gli artisti scelgono - per le opere in concorso che sfileranno ai prossimi Corsi Mascherati, in programma dall’ 1 al 21 febbraio - di raccontare l’oggi anche con allegorie forti, che non risparmiano nessuno, in particolare i leader delle grandi potenze mondiali, ai quali è riservata una satira graffiante e
che non fa sconti.

Guerra, ambiente, potere, finanza, identità: il Carnevale di Viareggio si fa specchio del nostro tempo, con uno sguardo disincantato, ma mai privo di una narrazione volta alla speranza per il futuro, tra citazioni letterarie e artistiche, sempre e comunque ironiche e divertenti.
La gallina delle uova d’oro di Alessandro Avanzini, che depone bombe invece che vita, svela la militarizzazione dell’Europa sotto la maschera della finanza. I Samurai del potere scelti da Luigi Bonetti – Trump, Putin e Xi Jinping – giocano una sorta di risiko globale. Gran Casino di Lebigre e Roger mette il Diavolo come croupier al tavolo della roulette, in cui
giocano i potenti della Terra.
Nel Campo dei miracoli di collodiana memoria, sul carro di Jacopo Allegrucci, è svelato il racconto della trappola dorata, che si cela dietro il facile successo. In bocca al lupo di Luca Bertozzi trasforma la fiaba di Cappuccetto Rosso in un inno al coraggio e alla tenacia.

Umberto, Stefano, Michele e Jacopo Cinquini con il carro Nemmeno con un fiore parlano d’amore, rispetto e libertà verso la donna. Massimo e Alessandro Breschi in The Last Hop(e) denunciano il negazionismo climatico, davanti ad un affresco di Monet che svanisce sotto il fango dell’inquinamento.
Carlo e Lorenzo Lombardi in 999 richiamano l’attenzione su quel passo prima della pace, là dove Sadako non riuscì a piegare la sua ultima gru. Roberto Vannucci, infine, ci invita a vivere ogni attimo con intensità, perché, dice, Io vivo in questo momento.
Eppure, in questo mondo contemporaneo di ombre e caos, qualcosa resiste. Una fiaba, un gesto gentile, un colore. Le nuove generazioni – secondo gli artisti del Carnevale - non rinunciano a sognare: i bambini dipingono i vetri grigi della contemporaneità, non hanno paura, dimostrano coraggio e fanno come il Cosimo del Barone Rampante di Italo Calvino,
che si arrampica sugli alberi, per non arrendersi a un mondo che non riconosce più. Invitano il nostro Peter Pan interiore a guardare oltre le ombre.

Il Carnevale di Viareggio 2026 getta luce su un presente fragile, ma non rinuncia al sogno.

Tra una maschera che denuncia e una che consola, si apre un varco: quello in cui ’amarezza sul presente si trasforma in pensiero e la satira in seme per un domani migliore. Viareggio ancora una volta dimostra che il Carnevale non è solo pura evasione, ma visione, riflessione. Perché anche nel gran teatro mondiale della crisi, c’è chi – con la creatività –
crede nell’oggi e nel futuro.

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