Civici di Casa Riformista, no a primarie Viareggio con questo metodo

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Civici di Casa Riformista, no a primarie Viareggio con questo metodo
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Così, in una nota, David Zappelli di Civici di Casa riformista

VIAREGGIO - "Ci sono momenti in cui dire 'no' richiede più coraggio che
dire 'sì' - spiega -. Momenti in cui restare fermi sulle proprie convinzioni non è ostinazione, ma necessità. Come area civica di Casa riformista Giani presidente ci siamo impegnati su presupposti chiari: una politica concertata, condivisa, che riportasse la società civile vicina alle istituzioni. Per questo abbiamo accolto l'appello del presidente Giani a lavorare per una candidatura forte e unitaria, iniziando un dialogo con le forze progressiste per convergere su un programma condiviso, non su un nome, che offrisse un'alternativa alla destra vannacciana e a Fratelli d'Italia.

Abbiamo accolto con soddisfazione l'apertura del segretario regionale del Pd Emiliano Fossi a un percorso ampio, capace di fare sintesi su un programma per la città. E abbiamo accettato l'invito".

Per Zappelli: "Non è parlando del chi, ma del come che si convincono gli elettori. Mentre le segreterie regionali
auspicano una convergenza il Pd di Viareggio fatica a fare questa apertura e il percorso del cantiere si è trasformato in una lotta per affermare candidature autoreferenziali. Assistiamo a spettacoli poco edificanti: una lista civica candida Baccelli, iscritto Pd, contro Maineri, candidato di bandiera del partito.

Il Pd locale chiede l'espulsione.

Altre liste mettono veti e non vogliono allargare il campo. È questa la politica che vogliamo?
È questo il metodo che serve a Viareggio?" "Con rammarico sincero ma chiarezza cristallina, prendiamo atto che il progetto al quale avevamo scelto di contribuire non esiste. O forse non è mai esistito. Questa non è ostinazione. È responsabilità", prosegue sottolineando che: "Non stiamo abbandonando un progetto: stiamo rifiutando un non progetto. Proseguiremo per la strada del dialogo con i cittadini, del pragmatismo amministrativo, della concretezza e se questo è il metodo, primarie le faranno gli elettori nelle urne. Continueremo a credere che i programmi vengano prima dei nomi. Che la partecipazione vera sia più importante delle primarie di facciata. Che la politica debba parlare con la gente, non solo di sé stessa. Continueremo a chiedere, fino all'ultimo, uno sforzo alle forze progressiste per trovare una candidatura che unisca, non quattro che dividono". "Ma se questo sforzo non verrà compiuto, noi saremo qui. Con le nostre 'non volubili ragioni', con la nostra 'difficile ma doverosa coerenza'.
(ANSA).

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