Carnevale: spenti i riflettori restano le riflessioni
Carnevale domenica 22 febbraio 2026 0
VIAREGGIO - Con la lettura dei verdetti si è concluso il triennio 2024/2026 e, come sempre, i voti della giuria in un paio di classifiche, sono stati accolti da fischi.
E' normale, dato che per ciascuno di noi è bello ciò che piace.
Ma a riflettori spenti, a coriandoli tirati e buste svuotate, a caramelle finite, a impianti spenti, veramente, con amore, cosa resta di questa edizione del Carnevale?
Come nella vita da una parte gioia, esultante felicità, dall'altra amarezza, delusione. Per qualcuno, forse, un sospiro di sollievo.
Abbiamo trovato stamani, su FB, la vetrina (in alcuni casi latrina se ci concedete la rima) dei narcisisti, dei frustrati, degli psicodepressi e di chi, semplicemente, esterna un suo sentire, un momento della sua vita che ha bisogno di condividere, perchè il dolore e/o la felicità superano le mura di casa.
E ci ha colpito profondamente quanto ha scritto Roberto Vannucci. E le sue parole, per noi, non hanno bisogno di ulteriori presentazioni e commenti. C'è la sua storia di figlio, di compagno, di padre, di artigiano. C'è tutto.
E quindi noi di Viareggino vorremmo - riportando questa sua riflessione - ringraziare.
Ringraziare tutti i costruttori, gli ingegneri, i trattoristi, gli uomini addetti alla sicurezza, le scuole, gli insegnanti, i bambini e gli adulti, i turisti, i versiliesi, gli uomini e le donne che ancora si innamorano del Carnevale e si meravigliano delle piccole e delle grandi opere che ogni anno sfilano sotto la pioggia, nel vento, nel sole.
Grazie per questo vostro impegno, per questo spettacolo. Grazie. Grazie perchè ci aiutate a crescere e ad amare questa manifestazione che non è solo folklore, non è solo un momento di aggregazione, non è solo festa.
E' vita.
Scrive Roberto Vannucci sul suo profilo:
"Sono sincero stanotte non ho mai dormito.
Un pezzo della storia della mia famiglia si è spezzato ed il mio cuore è molto triste.
77 anni consecutivi che i Vannucci erano in prima categoria e la cosa che mi da più dolore non essere riuscito a mantenere una promessa fatta a mio padre.
Sono sempre stato onesto e ho rispettato sempre le regole e ho sempre messo passione nel mio lavoro.
Ma la vita ci dona cose belle e cose brutte e anche profondamente ingiuste e spesso macchiate di punizioni studiate apposta.
Il danno economico di una retrocessione è enorme e pesante, ma questo fa parte della vita di un costruttore.
Dopo 30 anni torno in seconda categoria con dignità e saranno gli ultimi tre anni della mia carriera senza pensare di tornare in prima, ma facendo sempre il mio lavoro con professionalità, non mi occuperò più delle problematiche della categoria.
Ieri sera l'amore e l'affetto delle mie maschere e dei miei amici mi ha commosso ed a quelle persone che hanno festeggiato la mia retrocessione gli dico grazie di avere goduto della mia sconfitta se questo gli ha dato gioia.
Da lunedì comincerò a demolire il carro e a vendere tanta roba che ho nell'hangar perché è talmente tanta che mi ci vuole tempo.
Sono sereno perché ho la coscienza apposto e felice di avere donato la mia fantasia e la mia creatività per il Carnevale di Viareggio.
Grazie a tutti quelli che mi voglioro bene.
All'amore della mia Alessandra la ringrazio di avermi sostenuto e di donarmi il suo amore, una meravigliosa donna che come raggio di sole riscalda e da luce alla mia vita".












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