Jacopo Allegrucci, da Milano a Lecce parla sempre di cartapesta!
Carnevale mercoledì 25 marzo 2026 0
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 16 aprile
Si è inaugurata a Lecce la mostra "PUPPETS & MONUMENTS - Pratiche e forme della cartapesta contemporanea" a cura di Giuseppe Donnaloia e Roberto Lacarbonara nelle sale a piano terra dell’Accademia di Belle Arti di Lecce.
L’esposizione, con le opere degli artisti Jacopo Allegrucci, Valeria Carrieri, Aurora Lacirignola, Perino & Vele e Luigi Presicce, è parte del progetto D.I.A.R.Y. – Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young Students (Artists), programma di internazionalizzazione e ricerca artistica finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
“Nel segno dell'internazionalizzazione e con l'obiettivo di rileggere la storia secolare della cartapesta alla luce delle soluzioni artistiche contemporanee, il progetto espositivo e laboratoriale si incardina profondamente nella mission dell'istituzione accademica, favorendo le connessioni tra pratica artistica, artigianato e design, valorizzando la cultura materiale e i saperi radicati nel territorio. Un’azione di rinnovamento della tradizione plastica che guarda a sviluppi e innovazioni di grande attualità, incorporando tecnologie di progettazione digitale, prototipazione, nuovi materiali, dispositivi e strumenti di comunicazione”.
Il Presidente On. Nicola Ciracì e il Direttore Prof. Nunzio Fiore
La mostra Puppets and Monuments nasce all’interno di un ampio programma di ricerca e formazione che ha visto giovani artisti e studenti a confronto su linguaggi e forme d’impiego della cartapesta. I lavori in mostra, pur rintracciando riferimenti plastici e materici nella secolare tradizione della tecnica, aggirano ogni visione conservativa: gli artisti invitati operano nel tentativo di riconnotare la cartapesta, adoperarla nuovamente e diversamente, alterarla, usarla semmai impropriamente. Più che cartapestai o specialisti, gli autori sanno attraversare e ridefinire il medium per sottrarlo alle “secche” dell’arte applicata.
Le ragioni di un riscatto e di una riattualizzazione vanno ben oltre la nostalgica adesione al passato, magari nel solco di un pur considerevole genius loci – si pensi all’importanza ricoperta in territori fortemente connotati come il Salento, oppure Napoli, Venezia, Viareggio, a titolo di esempio). La rinnovata adozione della polpa di carta e del collage (nelle due principali articolazioni del papier-mâché e papier-collé) si reggono soprattutto sull’urgenza di ridefinire dal profondo i processi di produzione e consumo, a ogni livello di progettazione e di mercato. Ben poche tecniche incarnano una processualità radicata nella pratica del riciclo e una sostenibilità economica e ambientale come la cartapesta. Le componenti povere del riuso – la carta – o addirittura di matrice naturale – le colle, i pigmenti – permettono di trovare in questa tecnica concrete possibilità di un accesso democratico e universale.
A questa componente etica del lavoro, contribuiscono anche ulteriori fattori esclusivi dell’opera in carta, primi fra tutti la leggerezza, la trasportabilità e la modularità. Vi è poi una qualità mimetica e irriverente che la cartapesta reca con sé, qualunque configurazione essa assuma nelle differenti proposte. Sa fingersi nobile, elegantissima, coi suoi smalti e le sue finiture; sfida ardite soluzioni statuarie e monumentali con grande capacità di ironia e dissimulazione; può bearsi dell’esile fragilità di un’anima cartacea ma, al tempo stesso, di una resistenza non minore a quella del legno o della plastica.
I burattini e monumenti concepiti per questa mostra sono dunque i privilegiati “soggetti” cui la cartapesta sa dar forma, rivelando pienamente la versatilità e la plasticità di una pratica capace di esiti grandiosi così come di vezzosi decorativismi, oppure di soluzioni ludiche ma anche di aspetti enigmatici, di sinistre deformazioni, perfino esoterismi. È così che gli idoletti domestici ed arcaici (Lacirignola, Carrieri), gli animali esotici (Allegrucci) e gli ibridi teriomorfi (Presicce) di questa mostra rimescolano il sacro con il pop (Perino&Vele), gli archetipi ed i miti di ieri con le ossessioni, le fobie e le incoerenze dell’oggi. E se qualcosa resta di una tecnica e di una storia nobile e antica, è più che mai opportuno tradurla e tradirla (il che, forse, è lo stesso). Ma, soprattutto, trattenerla.
In mostra sono esposti anche bozzetti, maquettes e studi preparatori realizzati da sette studenti – Pierpaolo Arcadio, Maria Benedetta Calogiuri, Alessandro Ciullo, Antonio D’Amato, Paola La Galla, Vito Antonio Lippolis, Dalila Festagallo – nell’ambito di un laboratorio dedicato alla cartapesta contemporanea condotto dal prof. Giuseppe Donnaloia e dalla visiting artist Iria do Castelo.
Partner di progetto:
Accademia di Belle Arti di Lecce (Capofila)
Università del Salento – Dipartimento di Beni Culturali
Conservatorio di Musica “Tito Schipa” – Lecce
CNR Nanotec
Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” – Avellino
Conservatorio di Musica “E.R. Duni” – Matera
Istituto del Design – Matera
Accademia di Belle Arti di Siracusa – MADE Program
Jacopo Allegrucci parla con soddisfazione dell’esperienza di Triennale Milano e di Milano Cortina, per cui ha realizzato in tutto 5 animali giganti in cartapesta – la Balenottera Azzurra (incendiata), l’Elefante della Namibia, la Giraffa di Rothschild, l’Ippopotamo e l’Orso Polare – che sono stati esposti a rotazione all’ingresso del Palazzo di Triennale e nel Giardino, da maggio 2025 a marzo 2026:
“La Triennale è stata una bellissima esperienza, quasi sei mesi di lavoro durante i quali gli animali sono stati visti da un sacco di persone, senza dimenticare la Balenottera incendiata. Poi c’è stato l’evento Milano Cortina, con l’orso polare. Sono stati sei mesi veramente intensi e mi auguro di tornare presto a Milano”
Ora il suo pavone gigante è in esposizione a Lecce all’Accademia di Belle Arti:
“A Lecce si tratta di una mostra sull’arte della cartapesta, dove sono presente con un grande pavone, di dimensioni di 3 metri per 2 e 50. Oltre a me, ci sono anche altri artisti italiani che usano la cartapesta proprio sotto il profilo artistico: artisti di Lecce, artisti di Firenze. Credo che anche questa sia una bella esperienza”














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