Prersentato il programma completo della 72ª edizione del Festival Puccini
Festival Puccini domenica 29 marzo 2026 0
Cameo sarà la nuova produzione di “Turandot”, nel centenario della prima esecuzione postuma alla Scala
TORRE DEL LAGO - Ieri è stato presentato il programma completo della 72ª edizione del Festival Puccini, aprendo simbolicamente il cammino verso l’estate 2026.
Tra Villa Caproni e Villa Puccini, hanno preso forma visioni e progetti che disegnano il futuro del Festival, rafforzando il legame con questi luoghi, sulle sponde del Lago di Massaciuccoli, dove Puccini ha vissuto e composto le sue opere più amate.
Dal 17 luglio al 5 settembre 2026, il Gran Teatro all’aperto ospiterà cinque titoli simbolici del compositore toscano: “Turandot”, “Tosca”, “La bohème”, “Madama Butterfly” e “La fanciulla del West”, accanto a gala e appuntamenti speciali con alcune delle voci più celebri della scena internazionale odierna.
Ad inaugurare il Festival sarà una nuova produzione di “Turandot”, nel centenario della prima esecuzione postuma alla Scala: un allestimento firmato da Jackiechan , figura iconica del cinema internazionale, per un progetto scenico di grande impatto visivo.
Tra i momenti più attesi, i gala con Jonas Kaufmann (22 luglio) e Placido Domingo (30 agosto), accanto alla danza, con l’étoile Eleonora Abbagnato (27 luglio), protagonista di una serata in cui il repertorio pucciniano prenderà nuova forma, tra corpo, suono e racconto.
E poi concerti, omaggi e spettacoli che attraversano mondi diversi, dalle colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone al teatro di parola dedicato a Puccini, in un intreccio continuo tra linguaggi e visioni.
Durante la mattinata è stato presentato anche “La musica che incanta. Giacomo Puccini, Torre del Lago e il suo Festival”, volume fotografico realizzato grazie al sostegno del Comune di Viareggio da PubliEd (Lucca), a cura di Floriana Tessitore , con un saggio di Filippo Gattai Tacchi.
Un’edizione che non si limita a raccontare Puccini, ma continua a farlo vivere, proprio qui, nei luoghi che lui stesso chiamava “la pace dell’anima”.












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