Progetto per la tutela dei minori

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Viareggio

Contro lo sfruttamento e la prostituzione
ILCOMUNE PRESENTA UN PROGETTO PER LA TUTELA DEI MINORI
Riunione in Municipio con le on.Cordoni e Mariani


Un’unità di strada attiva 24 ore su 24 e composta da esperti in grado di avviare un’attività di contatto e di ascolto dei minori che si prostituiscono. Un lavoro di rete che coinvolga tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali sul problema dello sfruttamento, del maltrattamento e della tratta dei minori. Interventi di formazione e di sensibilizzazione culturale con percorsi per gli operatori delle agenzie del territorio, ma anche iniziative che aiutino a mutare la rappresentazione sociale dei cittadini rispetto al fenomeno della prostituzione minorile come è accaduto grazie alle grande partecipazione avvenuta nel corso delle “notti bianche”. Una pianificazione urbanistica che evidenzi le zone cittadine a rischio per decoro e sicurezza e le sappia trasformare in aree fruibili a tutti con un uso sociale significativo e continuativo.
Questi, in sintesi, i quattro punti cardine del progetto che l’Assessore alle Politiche sociali Rossana Rosso ha presentato ieri (martedì 29 agosto) alla riunione – svoltasi in Municipio – con le parlamentari On.Elena Cordoni e On.Raffaella Mariani e alla quale hanno partecipato Don Bruno Frediani e il dott. Vinicio Biagi, dirigente del settore politiche sociali della Regione Toscana.
Oltre a fornire un quadro del fenomeno, supportato anche dalle varie operazioni compiute dalle forze dell’ordine in questi ultimi mesi, l’Assessore Rosso ha voluto sottolineare come “vi sia necessità di intervenire velocemente per non trovarsi in difficoltà maggiori” e come “tutta la comunità e le istituzioni si debbano fare carico della tutela di questi minori perché questo rappresenta per tutti noi un obbligo morale”.
Venendo più in dettaglio agli obiettivi del progetto è, infatti, evidente come da parte del Comune ci sia la volontà di intervenire certamente per ridurre il numero dei minori sfruttati o coinvolti in attività illegali, ma – attraverso aiuto, supporto, protezione e informazioni - aiutarli a modificare il un modello di vita che, per molti di loro, è composto solo da sfruttamento e violenza.
Da parte delle onorevoli Cordoni e Mariani è stato espresso notevole interesse per il progetto ed anche un impegno a collaborare per la creazione di un sistema informativo di controllo e di risposta al fenomeno che coinvolga i diversi livelli istituzionali (comune, provincia, regione, governo centrale) nel complesso delle attività svolte (a livello investigativo, giudiziario, sociale, sanitario ecc.). Anche la Regione toscana, attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali, e la Provincia di Lucca hanno dato la loro disponibilità a partecipare al progetto e a sostenerlo economicamente. Nel corso della riunione è stato anche sottolineato come la dimensione del fenomeno risulti essere comprensoriale e che ci sia, quindi, la necessità di un coinvolgimento intra-istituzionale con gli altri Comuni della Versilia, attraverso la Conferenza dei Sindaci della Versilia. A questa prima riunione seguirà un nuovo incontro per la predisposizione definitiva del progetto di Regione toscana, Provincia di Lucca e Comune di Viareggio.



Le attività del progetto sono dunque suddivise in:
Attività di presa in carico territoriale
-Unità di strada : équipe composta da operatori sociali, educatori professionali, educatori alla pari, etnopsicologo, mediatore culturale, consulente legale al fine di realizzare interventi di contatto , ascolto, informazioni sui servizi e percorsi d’integrazione o protezione sociale, consulenza legale , monitoraggio . Attiva 24 h
Appare fondamentale la figura dello psicologo e quella del mediatore linguistico- culturale che dovrebbero essere presenti in ogni step del percorso di assistenza , dall’educativa di strada alla comunità di accoglienza, al counseling familiare, alla formazione professionale ecc.
Attività di pronto intervento per i minori attraverso l’istituzione di un apposito Ufficio di pronto intervento operativo per tutto il giorno e con un sistema di reperibilità telefonica notturna e festiva
Appare fondamentale la dotazione di telefono di servizio per favorire prese di contatto “protette”.


a) Spazio intermedio
E’ lo spazio che rafforza la presa di contatto e deve avere caratteristiche di : facile accessibilità; garanzia di protezione. E’ anche lo spazio da cui si attivano le ricerche d’informazione di rete necessarie alla diagnosi del caso. E’ attivo in giorni e orari prestabiliti (di cui si offre ampia informazione anche attraverso l’unità di strada e materiale informativo ad hoc , da distribuire in punti “ caldi” o strategici della città) .

b)Accoglienza residenziale .
Sperimentazione di modalità di prima accoglienza, molto protette per evitare il fenomeno di fuga o, nel caso di bambini, il tentativo di trafugamento;
Sperimentazione di comunità di accoglienza con moduli decrescenti di protezione, con grande rapporto con il territorio, per una forte motivazione alla permanenza e all’integrazione, in cui sia possibile sperimentare oltre a percorsi fortemente individualizzati anche un’educativa di gruppo ,che recuperi la dinamica delle corrette relazioni, induca legami solidaristici e amicali, determini una positiva dinamica di appartenenza, mantenga anche le relazioni con la cultura di provenienza .
Anche le piccole comunità debbono avere moduli distinti per piccoli e grandi, che, pur non separati , permetta approcci consoni all’età anagrafica e l’utilizzo di operatori specificamente qualificati.

c)Rimpatri assistiti di minori
Sperimentazione di rimpatrio nei paesi di origine , se le ricerche individuano possibilità positive soprattutto laddove si ravvisino vittime di tratta.

d)Inserimenti in famiglia
Sperimentazione di percorsi di affido specifici con eventuale formazione dei genitori affidatari; sperimentazione per l’individuazione e la formazione di famiglie affidatarie ormai integrate provenienti dalla stessa matrice etnico-culturale ; sperimentazione di famiglie affidatarie che agiscono in ottica comunitaria. Monitoraggio ,valutazione e comparazione degli esiti

e)Inserimento scolastico /lavorativo
Necessario un progetto fortemente individualizzato e la formazione /informazione degli operatori scolastici , professionali ecc. coinvolti . Utilizzo della mediazione culturale e formazione di tutor specifici

f) servizio di mediazione culturale
presso le istituzioni penali minorili ,finalizzato all’accompagnamento dei minori verso percorsi di reinserimento sociale

Lavoro di Rete
a) Individuazione di un referente per i contatti e la trasmissione delle informazioni e dei dati significativi in materia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri , il ministero di Grazia e Giustizia , dell’Interno e degli affari Esteri .
Promozione di un Tavolo interistituzionale fra Comune di Viareggio, assessorato Regionale, assessorato Provincia di Lucca, Tribunale per i minorenni, Procura della Repubblica, Giudice Tutelare, Magistratura, Questura , Commissariato , Carabinieri, Consolati.
Ogni soggetto accreditato al tavolo deve avere attivato un rapporto intra-istituzionale :
il Comune con gli altri Comuni della zona tramite la Conferenza dei Sindaci;
la Provincia e l’ Osservatorio con le Province di Pisa e Massa ed i rispettivi Osservatori
Questura e Commissariato con un lavoro integrato fra Ufficio immigrazione-ufficio Minori ecc.
b) Individuazione di un tavolo permanente con soggetti del terzo settore, dell’associazionismo e del volontariato per la progettazione di servizi, l’individuazione di strategie di intervento, nonché il coordinamento, il potenziamento e l’ottimizzazione delle risorse impiegate
c) Orientamento, assistenza e raccordo con altri servizi e con la rete del privato sociale e del volontariato al fine di fornire informazioni, consulenza e monitoraggio

Interventi di informazione e sensibilizzazione culturale
a) La grande risposta della cittadinanza alle “Notti bianche” ha segnato l’apertura di un dibattito e una partecipazione solidaristica al problema. Questa occasione ha contribuito sensibilmente a mutare la rappresentazione sociale dei cittadini rispetto al fenomeno, prima avvertito pressoché esclusivamente come problema di ordine pubblico . Rilevante, quindi, la programmazione di altre iniziative di tal genere .
b) Organizzazione di percorsi formativi/informativi tematici, workshop e seminari , rivolti, in primo luogo, a tutti gli operatori delle agenzie formative del territorio.

Pianificazione urbanistica e sociale.
Studio del territorio per l’individuazione delle zone a “rischio” per il decoro e la sicurezza . Individuazione di interventi strutturali e funzionali per una riconnessione con il tessuto urbano, per la rimozione del degrado , la promozione dell’accessibilità e della fruibilità dei luoghi , per un utilizzo sociale significativo e continuativo.
Promozione di concorsi di idee. Allargamento collaborazione con la Fondazione Michelucci

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