Cessazione del servizio di cucina all'interno della casa di cura San Camillo. Preoccupazione per i lavoratori impiegati attualmente in cucina
Sanità sabato 13 dicembre 2008 0Preoccupazione tra gli addetti al servizio mensa della casa di cura San Camillo, gestita in appalto dalla società Avenance, a causa della comunicazione di cessazione del servizio di cucina all'interno della struttura. Sembra infatti che gli amministratori della casa di cura abbiano deciso di non produrre più i pasti direttamente sul posto disdettando il contratto di appalto con la società che attualmente si occupa della mensa e che alla fine di gennaio 2009 cesserà la propria attività.
Tale operazione coinvolge direttamente i nove lavoratori impiegati attualmente nella cucina, prevalentemente donne, creando incertezza sul loro futuro lavorativo. " Altro aspetto che contribuisce a creare apprensione fra i lavoratori è la scarsità di informazioni certe su tutti gli aspetti della vicenda – sottolineano i sindacati Cisl e Uil. Sembra infatti che la dirigenza della clinica stia trattando con un'altra società di ristorazione.
"Pare si tratti della Pedus – riferisce Giampiero Guidi della Cisl. Ieri intanto i lavoratori si sono riuniti in assemblea assistiti dalle Organizzazioni Sindacali di categoria Cisl e Uil ed hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale, richiedendo alla società Avenance maggiori informazioni e più chiarezza sull'intera vicenda, mentre nel frattempo sono stati avviati contatti informali con Pedus per trattare su un possibile assorbimento del personale attualmente operante nella mensa della clinica e a tale scopo verrà richiesto un incontro con tutte le parti interessate nella vicenda, non escludendo il ricorso a forme di protesta sindacale.
Letizia Tassinari












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