Bertolaso, capo della Protezione Civile, arriva a Viareggio

Disastro a Viareggio 1
Bertolaso, capo della Protezione Civile, arriva a Viareggio
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Il sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso e' arrivato a Viareggio per verificare di persona quanto accaduto durante la notte nei pressi della stazione ferroviaria.

Bertolaso ha dapprima sorvolato l'area del disastro a bordo di un elicottero e poi ha raggiunto in auto via Ponchielli, la zona piu' colpita dalle esplosioni e dagli incendi della notte.

Infine si è diretto in Comune per una riunione tecnica e organizzativa sul proseguimento dei soccorsi.
I Vigili del Fuoco, nel frattempo, sono ancora al lavoro per cercare tra le macerie eventuali superstiti.

1 commento

  1. Quintavalle Fulvio domenica 12 luglio 2009 alle 11:14:27

    Sono un ex Macchinista, da tanti anni in pensione, è ancora vivo in me un caso che ritengo collocabile al disastro di Viareggio, cercherò d'essere sintetico il più possibile; mentre in tempi remoti effettuavo un treno merci, venni fermato da una Stazione, poiché essa era stata avvisata dalla precedente per anormale scintillio ad una ruota di un carro. Dal controllo rilevavo che i ceppi frenanti erano incandescenti e la ruota aveva raggiunto una temperatura tale da impedirmi l'avvicinamento e a causa dell'elevata temperatura veniva emanato uno strano odore di bruciato accompagnato da un crepitio. Perché il caso non potrebbe essere assimilato a quello di Viareggio? perché escludere l'ipotesi? Eppure c'è tanto di logico. L'eccesso di riscaldamento della ruota viene trasmesso al fusello perché incorporato nella ruota stessa, questo fusello a cui gravita il peso del carro, sia pure questo in acciaio, con l'elevato temperatura viene a perde la resistenza, e quando peso e sollecitazioni superano la resistanza dell'asse, questo cede, si spezza e precisamente nella parte più debole, dove la temperatura è più alta, vicino alla ruota.
    Per il riferimento al caso Viareggio non lo definirei ipotesi, perché avvaloratomi da due segnalazioni di ferrovieri, di cui una da un ex collega di Pisa, riferendosi allo scintillio di un carro del convoglio Killer. Se le Torri gemelle sono cadute non è stato per l'impatto di aerei ne tanto meno per difetti alla strutture dell'acciaio ma bensi per "calore" che ha fatto venir meno la resistenza dell'impalcatura in acciaio. Purtroppo, come vedesi, la ricerca è orientata indirizza a senso unico, quella della anomalia interna dell'asse, ipotizzando fratture interne di dimensioni assurde, in'accettabili neppure concordanti fra esse. L'asse non si è spezzato, siè strappato, perché tanta reticenza alla verità. Le anomalie interne avvengono per fusione ed anche la più piccola è rilevabile con gli ultrasuoni, come è possibile allora ipotizzare assurde anomalie? Non credo che con il licenziamento della Società Cima, siano risolti i problemi, può darsi che si abbiano solo licenziamenti. Secondo il mio modesto vedere ritengo che le responsabilità dovrebbero ricadere sull'economia selvaggia delle ferrovie, economia nei controlli, allungamento dei tempi, ridimensionamento del personale ma soprattutto disabilitazione di troppe Stazioni privandoci dalla garanzia della trasmissione di queste alla prossima per la garanzia del regolare controllo di transito del convoglio. Noi siamo tanto piccoli, dobbiamo fidarci dei grandi ma purtroppo la gente muore senza ragione alcuna. Grazie per l'attenzione, vi saluto e vi auguro un buon lavoro. Quintavalle Fulvio Via fratelli Cervi, 92 Forte dei Marmi

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