"Un abbraccio senza distinzione di razza, di colore della pelle, di religione". L'Imam saluta cosi le vittime della strage ferroviaria

Disastro a Viareggio 0

"Consideratemi uno di voi”. Così l'Imam ha salutato le vittime della strage di Viareggio.

E lo è davvero, uno di noi.
Di tutti coloro che hanno perso tutto.

“Un abbraccio senza distinzione di razza, di colore della pelle, di religione”.

Alle quindici salme che ieri mattina hanno avuto la benedizione durante le esequie solenni nel prato dello stadio dei Pini, si sommano le sette della comunità marocchina.
L'Imam è arrivato allo stadio dei Pini accompagnato dal presidente del Consiglio Comunale Paolo Spadaccini, poi ha incontrato il sindaco Luca Lunardini davanti alla camera ardente allestita dentro il Palasport.

Durante la cerimonia ufficiale è stato accanto al vescovo di Lucca, Italo Castellani, e ha benedetto le salme, con un abbraccio.

Lo stesso che aveva dato alle vittime del terremoto dell' Aquila, e che non avrebbe mai pensato di dover ridare. “Speravo fosse unico, due sono troppi, come troppo forte è il dolore”.

“Il nostro cuore è trafitto da una ferita insopportabile, la pace sia con voi, e con noi”.

Nel giorno di lutto nazionale e di esequie solenni, alla presenza del capo dello Stato e delle massime autorità, il Centro Islamico Culturale di Italia, la cui sede è a Roma, nella Grande Moschea, si è fatto interprete dei sentimenti di profondo cordoglio e dolore che vengono dal cuore di tutti i musulmani italiani.

“Vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla città di Viareggio – ha detto con voce commossa dai microfoni del palco allestito a centro campo – così duramente colpita e pesantemente ferita nello spirito e nella carne”.

Un gesto di affetto verso tutti i cittadini, ma in particolare verso coloro che hanno perso i bambini, i loro genitori, i loro cari, strappati improvvisamente alle loro vite e inghiottiti dal fuoco. “Rivolgiamo a Dio le nostre preghiere affinchè accolga quanti ci hanno lasciato nella sua misericordia”. “A nessuno è dato conoscere l'ora della propria morte”. A nessuno.

E, anche i musulmani hanno pagato un pesante tributo a questa tragedia, accanto ai loro vicini di casa e colleghi, sono morti in sette, nel loro quartiere, dove vivevano, dove crescevano i loro figli, cercando di dare loro un futuro e dove hanno nutrito la speranza di vita insieme.

Un telo bianco con il nome di Hamza ha fatto applaudire l'intero stadio. Il suo gesto d'amore, l'essersi gettato nel fuoco per salvare la sorellina Iman, non può essere dimenticato.

E in questo dolore musulmani e cristiani non possono non essere uniti. “Oggi non deve essere il giorno della rassegnazione, il dolore che ci unisce oggi, ci unirà ancor di più domani, nella ricostruzione, attraverso la quale ritorneremo alla vita”.

Le polemiche per la presenza di Nour Dachan si sono subito fatte sentire: “In rappresentanza della comunita' islamica ai funerali delle vittime della strage di Viareggio non e' intervenuto l'imam Wahid el Fihri”.

E' quanto si legge in una nota del presidente dell'associazione Marocco Insieme della Versilia, Hamid Hajjam, dove si spiega che il rappresentante islamico intervenuto ai funerali delle vittime della strage di Viareggio non era Wahid el Fihri, come annunciato. La comunita' marocchina, si dice ''indignata da un vero e proprio atto di sciacallaggio”.

“Nessun atto di prevaricazione'' nei confronti della comunita' marocchina di Viareggio, ha subito contrabattuto Elzir Izidin, Imam della moschea di Firenze, “non mi sembra il momento di polemizzare''. “Nour Dachan è stato solo chiamato a portare il suo saluto come rappresentante della comunita' islamica

Letizia Tassinari

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