"E' finita". Nella tragedia avvenuta, grande è stata la dimostrazione di tutto il personale sanitario e non e da tutte le ditte esterne operanti nell’ospedale Versilia

Disastro a Viareggio 2

Lo sfogo e ringraziamenti di Giorgia, Responsabile Obitorio del “Versilia”

E finità, tutti ci siamo stretti per l’ultimo saluto, intorno alle famiglie delle persone decedute nel tragico incendio, persone che fino ad ieri magari non conoscevi, oppure che conoscevi così, di vista oggi ci sono più care le sentiamo vicine, percepiamo un sottile dolore in fondo al cuore, dolore e ferite che penso non si chiuderanno facilmente. Sono intervenuta ai funerali di Stato li ho accompagnati fino in fondo e quando le bare sono sfilate ad una ad una mentre lo speeker pronunciava i nomi delle persone scomparse, quel nodo alla gola che per tanti giorni mi ha accompagnato e le lacrime hanno vinto, nella mia mente come in una fotografia sono passate tutte;

da Lorenzo a Luca, alla mamma Stefania alle sorelle Ilaria e Michela, Nadia con il marito Claudio, Rosario che quella sera passava di lì con lo scooter insieme alla moglie, Elena con la mamma Emanuela e così pure Mario con Ana la badante, Antonio che le sorelle hanno tanto cercato, Oliva Magdalena e Maria Luisa che ancora ha il marito disperso e così pure tutte le persone marocchine, la famiglia Ayad di cui è rimasta solo la ragazza e gli altri , ecco posso dire di averle conosciute tramite il dolore dei parenti, parenti che ho potuto conoscere in parte, parenti che in questi momenti tragici hanno avuto la forza di aspettare che tutte le indagini medico legali fossero terminate per poter avere la conferma che quel corpo apparteneva ad un loro caro e potergli dare un ultimo saluto, quel saluto che mai avresti pensato di dare con così tanta violenza, che non avresti nemmeno pensato di dover dare in una calda notte d’estate.

Sono vicina, come penso tutti noi che lavoriamo in ospedale ai nostri colleghi e amici Stefano, Catia, Patrizia e Paolo che hanno avuto un lutto, un grande lutto e che domani dovranno ritornare a lavorare nel luogo dove qualcosa di loro si è spezzato, siamo infermiere, medici, oss e dovremmo in parte essere preparati ma purtroppo no, questo e troppo.

Il mio lavoro (non ho altre parole per definirlo forse potrei dire impegno) come pure quello dei miei operatori dell’obitorio è iniziato subito la sera stessa dell’incidente. Come tutti ci siamo precipitati in Medicina Legale per predisporre l’accoglimento delle salme, ma a differenza dei reparti non è terminato il giorno successivo, ma il giorno di lunedì della settimana dopo, quando alle 4 del mattino abbiamo trasferito le salme al palazzetto dello sport.

Per tutta questa settimana il mio personale come pure io abbiamo dovuto fronteggiare tante situazioni diverse e critiche che ci hanno messo a dura prova e che penso non si potranno scordare. Il fatto di coordinare l’obitorio e la Medicina legale, ogni giorno mi porta a toccare con mano i dolori più intimi delle persone, dolori contenuti, rassegnati e quelli esplosivi a cui non riesci a dare una spiegazione come in questo caso “il perché, perché è successo, perché mezza città era al letto e altri nella tragedia non è giusto” me lo sono sentito dire da tanti in questi giorni, da altri sono venute richieste come “ma se ne saranno accorti“ “speriamo che non abbiano sofferto“ non ho tutte queste risposte, ma quello che so è che la vita continua, in salita per tutte quelle persone colpite, ma continua, non si deve dimenticare, ma continuare a vivere per quelli che sono rimasti. Nella tragedia avvenuta una grande dimostrazione è stata data da tutto il personale sanitario e non e da tutte le ditte esterne operanti nell’ospedale Versilia che subito nelle prime ore sono precipitati, anche non chiamati, in Ospedale per dare una aiuto. Questo è segno che la squadra come tante volte ha detto il Direttore Generale c’è.

È una squadra unita e pronta per fare quadrato e fronteggiare tutte le emergenze, cerchiamo di farla crescere ed è a tutta questa squadra che io dico grazie, grazie perché ci siete, oserei dire perchè ci siamo.


Giorgia Simi
Responsabile Obitorio Ospedale “Versilia”

2 commenti

  1. Alessandro04 venerdì 10 luglio 2009 alle 11:57:24

    E ora mi auguro che come già per il terremoto dell'Aquila(differente dal disastro di Viareggio solo per numero di vittime e area colpita ma con lo stesso grande dolore)anche per i superstiti viareggini si rinnovino gli appelli al"non lasciamoli soli"già usati per l'Aquila da tanti personaggi pubblici(della politica,dello spettacolo,della cultura e dello sport) ,mi auguro che ci possa essere un'iniziativa analoga al grande concerto di San Siro e quello di Roma (che erano a favore dei supertistiti del terremoto)in favore dei superstiti del disatro...(per l'Abruzzo hanno pure scritto una spledida canzone apposita e benefica sullo stile di "we are the world")anche perchè un evento in tal senso e di grande eco avrebbe un doppio scopo:reperire fondi per i superstiti e sensibilizzare la società sulla sicurezza non solo dei trasporti.Penso a qualcosa di più grande e di più vasta eco del già importante "Viareggio for children"; un evento che sia anche una sorta di MEMORIAL per le vittime.

  2. Alessandro04 venerdì 10 luglio 2009 alle 11:56:22

    E ora mi auguro che come già per il terremoto dell'Aquila(differente dal disastro di Viareggio solo per numero di vittime e area colpita ma con lo stesso grande dolore)anche per i superstiti viareggini si rinnovino gli appelli al"non lasciamoli soli"già usati per l'Aquila da tanti personaggi pubblici(della politica,dello spettacolo,della cultura e dello sport) ,mi auguro che ci possa essere un'iniziativa analoga al grande concerto di San Siro e quello di Roma (che erano a favore dei supertistiti del terremoto)in favore dei superstiti del disatro...(per l'Abruzzo hanno pure scritto una speldida canzone apposita e benefica sullo stile di "we are the world")anche perchè un evento in tal senso e di grande eco avrebbe un doppio scopo:reperire fondi per i superstiti e sensibilizzare la società sulla sicurezza non solo dei trasporti.Penso a qualcosa di più grande e di più vasta eco del già importante "Viareggio for children"; un evento che sia anche una sorta di MEMORIAL per le vittime.

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