Strage di Viareggio: con i ferrovieri viareggini anche Pisa e Livorno, "per una lotta legale, sindacale, sociale, politica e culturale"
Disastro a Viareggio lunedì 20 luglio 2009 2Ventinove morti, e decine di ricoverati, di cui alcuni in condizioni disperate, case distrutte, sono il lutto di Viareggio. Una immane tragedia che non ha confini, della quale si è parlato anche a Marina di Pisa durante la festa di Rifondazione Comunista, dove prima del dibattito è stato proiettato un video di oltre venti minuti con le immagini del disastro in diretta: lingue di fuoco e un cielo rosso come l'inferno. I binari, le case e le auto in fiamme.
Poi le torce umane, le grida, il dolore, il lutto. “ I ferrovieri non sono stati e non staranno con le mani in mano. La lotta per la sicurezza è una battaglia che ci vede in prima linea, da sempre, e ora, dopo l'ecatombe provocata dal treno bomba, più che mai”. E nella battaglia non ci sono solo i ferrovieri viareggini come Riccardo Antonini che da oltre trent'anni si occupa di manutenzione sulla tratta tra Sarzana e Pisa San Rossore, ma tutti i ferrovieri di Italia pronti a “denunciare le responsabilità e le omissioni di chi permette le tragedie.
Come quella di Viareggio: “una strage annunciata anche da Dante de Angelis, il ferroviere licenziato per aver osato denunciare”. “Ha creato allarmismo? No, ha cercato di prevenire. E’ mai possibile far circolare in ferrovia, in mezzo alle città, queste bombe viaggianti? Se fossero esplose tutte sarebbe stata una nuova Hiroshima. E’ mai possibile affidarsi a ditte private, in questo caso straniere, che non fanno la necessaria manutenzione ai carrelli-cisterne ? E’ mai possibile permettere a questi treni merci di oltrepassare la frontiera senza accurati e approfonditi controlli ? E’ mai possibile che in pochi giorni, solo in Toscana, siano deragliati 3 treni merci ? E’ mai possibile che sempre in Toscana, in questi giorni, siano avvenuti altri 2 incidenti ferroviari, di cui uno ad un treno viaggiatori ?”.
Incidenti ripetuti e risaputi che “solo per la buona sorte non hanno causato morti e feriti tra i ferrovieri ed i viaggiatori come, purtroppo, è avvenuto in altre circostanze”. Una storia che si ripete da anni e che i ferrovieri denunciano da anni, “e che la direzione dell’azienda Fs con alla guida Moretti e Cipolletta ha coperto, mascherato e falsificato, arrivando perfino ad infangare la memoria dei ferrovieri morti come responsabili degli incidenti”. Sul caso di Viareggio, oltre a referenti di Rifondazione di Viaerggio, di Pisa, di Livorno, e regionali, hanno preso la parola anche il comitato contro il Rigassificatore e l'avvocato Ezio Manzione. La battaglia sarà su diversi fronti: legale, politica, sociale, sindacale e culturale. E non solo dei ferrovieri: ma di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. “I morti sul lavoro e l'incidente di Viareggio sono collegati. La strage, di stato, è una strage annunciata, con una sola triste novità: sono morti i cittadini, e non i lavoratori o i viaggiatori.
Ora occorre smascherare le bugie”. Le responsabilità, secondo quanto emerso nel dibattito, sono da ricercare nel “degrado delle condizioni di lavoro”, e lo dimostrerebbe la crescita del 70% dei macchinisti morti dagli anni '80 ad oggi. “I vertici vorrebbero diminuire ulteriormente il personale, soprattutto nelle fasce notturne. Ma se quella notte a Viareggio non ci fosse stato il personale in servizio a fermare i due treni in arrivo la strage sarebbe stata peggiore”. La battaglia per la sicurezza e la salute si preannuncia calda, e un appello è rivolto anche ai pendolari e a tutti gli utenti, con una campagna informativa: “non pagare i biglietti”. Ma intanto a Viareggio urge anche un tema ulteriore: la ricostruzione nella democrazia, con un commissario ad acta che ancora non è stato nominato , una stima dei danni, stanziamenti di soldi, e ricostruzione immediata”. La giustizia poi farà il suo corso. L'incidente non è frutto del fato, i responsabili ci sono: “Trenitalia in primis, che ha l'obbligo di controllare tutto quanto circola sulla sua rete.
Il prezzo del libero mercato, e della libera circolazione di merci, può diventare, come è accaduto nella strage di Viareggio, libera insicurezza”. Il grido intanto è uno solo: “Per non continuare a piangere domani, organizziamo oggi la prevenzione, per non continuare a recriminare domani, organizziamo oggi la lotta. Insieme”.
Letizia Tassinari












2 commenti
Per ora il fascicolo aperto dalla Procura è contro ignoti.
Si attendono le prime iscrizioni sul registro degli indagati
La cosa che mi sta sconcertando è che non vedo dalla procura (o sono male informato non so) avvisi di garanzia verso alcun responsabile. E' possibile o le indagini hanno già prodotto qualche risultato??? Le ditte proprietarie dei Carri, o delle revisioni hanno avuto notizie??? dico anche cautelari ma qui non si sa nulla!!!! Non vorrei che il silenzio fosse un brutto presagio.