Luca Lunardini, il racconto della tragica notte

Disastro a Viareggio 3

Lunedì 29 giugno, ore 23.50, una data che resterà indelebile nella memoria di noi tutti, della città. In ognuno di noi è ben impresso quel momento.

Personalmente, come molti di voi, ero in casa.

Era caldo ed avevo le tapparelle alzate e le finestre aperte.

Il mio primo ricordo sono le pareti della stanza farsi rosa e contemporaneamente un boato, non enorme, ho alzato gli occhi e ho visto oltre il tetto della casa di fronte alzarsi una sorta di fontana rossa, poi in breve successione altri due boati e ad ogni colpo nuovi bagliori, alti, terrificanti. Una maglietta, un paio di pantaloni al volo e giù in strada a correr verso quelle fiamme.

Attorno a me altri, molti viareggini, che correvano, in un silenzio quasi surreale, rotto dall’urlo delle sirene in avvicinamento. Salgo al quinto piano di un palazzo prospiciente: uno spettacolo apocalittico, fiamme ovunque per centinaia di metri. Nel frattempo il cellulare all’orecchio a chiamare polizia municipale, Giuliano Pardini della protezione civile, convalescente da un intervento chirurgico, e che pur vedrò quella notte essere lo stesso presente, 118, vigili del fuoco, 113, prefettura, questura, carabinieri. ferrovie.

Le prime abbozzate risposte: un treno, una cisterna di gpl. non tossico fortunatamente. Ancora al telefono, il vicesindaco ed il direttore, assessori, consiglieri: avvertite tutti. Aprite il municipio, siate pronti ad accogliere tutto e tutti in uno sforzo comune. Con una macchina dei vigili assieme al prefetto arriviamo in via Ponchielli: un inferno, vigili del fuoco che si gettano tra le fiamme, volontari e sanitari che raccolgono feriti urlanti. Qualche numero: in uno sforzo titanico in poco più di un’ora sono sul posto 42 ambulanze e 300 vigili del fuoco.

Saprò in seguito del magnifico lavoro del pronto soccorso che ha accolto oltre 30 grandi ustionati tutti assieme e che con una professionalità eccezionale alle 3 di notte, a 3 ore dalla tragedia, ha stabilizzato tutti i pazienti e distribuito presso le rianimazioni ed i centri grandi ustionati di mezza Italia tutti i feriti gravi. Con il prefetto un primo passaggio veloce al commissariato, perché è vicino alla zona del disastro.

Qui una prima riunione, è circa l’una e trenta, alla presenza mia, del prefetto, del presidente della provincia, della regione toscana, e del responsabile della protezione civile, poi alle 3 avviene il trasferimento del centro decisionale nella casa comunale, dove trovo assieme ai dipendenti , consiglieri ed assessori ad accudire personalmente i primi sfollati.

E' da qui che vengono avviate le operazioni di allestimento delle tendopoli in piazza Nieri e Paolini per 70 posti letto e 6 bagni chimici mentre dall’ospedale giunge la notizia di saturazione e vengono organizzati due centri medici avanzati di primo soccorso uno al commissariato l’altro davanti al municipio. Il mio grazie va alla tv e alla radio locale per aver garantito una diretta notturna attraverso la quale abbiamo potuto dare le prime indicazioni, “recativi in comune per ogni cosa”, e le prime, poche, rassicurazioni, “il gas non è tossico”.

Alle 8 del 30 giugno è costituito presso il palazzo comunale il Com (centro operativo misto), da me presieduto, e costituito dal dipartimento nazionale di protezione civile, prefettura, forze dell’ordine, uffici tecnici comunali, provinciali e regionali, 118 e volontariato. Il Com ogni giorno si è ritrovato in 2 briefing per prendere decisioni e gestire la fase di emergenza, è stato aperto un centro di accoglienza presso la scuola Lambruschini e organizzato un dormitorio per 1000 posti al palasport di Viareggio. La sera del 30 giugno venne messa in atto l’evacuazione dell’area circostante al disastro per consentire la messa in sicurezza dei luoghi dell’incidente, evacuazione che è durata fino alle 8 del 02 luglio. Una evacuazione composta, senza che incidente alcuno sia mai stato segnalato, e che ha riguardato un migliaio di persone.

Mercoledi 1 luglio sono poi partiti i lavori di messa in sicurezza dell' area ferroviaria mediante il travaso del gpl ad opera di specialisti dei vigili del fuoco e la dislocazione in zona sicura delle cisterne. Le cisterne hanno lasciato la stazione due giorni dopo. Fino al 2 luglio giorno nel quale gli abitanti hanno fatto rientro nelle abitazioni evacuate, trovando all’ingresso un volantino con le istruzioni. Il Com ora si è sciolto, la zona rossa ora è solo quella di via Ponchielli, sotto sequestro giudiziario. Dalle indagini si aspetta la verità.

Ora inizia la ricostruzione.

Luca Lunardini


3 commenti

  1. geppetto giovedì 23 luglio 2009 alle 19:06:17

    Riconosco e ringrazio per tutto quello che è stato fatto in tempi strettissimi,non ero presente subito dopo la tragedia, ma ho visto alle prime ore dell'alba tutto quello che era stato messo in piedi, che solo una grande organizzazione e un insieme di persone straordinarie l'hanno reso possibile, La ringrazio di cuore Sig. Lunardini , la Sua vicinanza alle famiglie è stata molto apprezzata, spero che questa continui anche più avanti perchè molte delle persone hanno perso proprio tutto,e penso che il punto di riferimento sia proprio Lei.
    Grazie ancora per tutto quello che Protezione civile, vigili del fuoco, volontari , medici , croce verde,e tutti quelli che si sono adoperati per far fronte a questa orrenda tragedia, da cittadino sono orgoglioso, ho letto sul Suo racconto del grande lavoro del pronto soccorso e sinceramente non avrei dubitato ( per esperienze personali )
    dei viareggini tanti ci descrivevano come persone scostanti e caciarone, e invece ho visto tanta unione e partecipazione da tutta la città, una compostezza e un silenzio durante la visita alle salme al palazzetto che faceva venire la pelle d'oca,Il giorno dei funerali durante l'attesa dell'arrivo del presidente della repubblica mi giravo intorno e tutto era silenzio , quasi irreale e soprattutto grande rispetto che solo persone di una grande città sanno dimostrare.
    Questa tragedia forse ci ha aperto gli occhi ho notato un grande cambiamento , siamo feriti dentro, ci ha dimostrato che tutti siamo vulnerabili, ricchi e poveri e che nessuno può permettersi di stare alla finestra a guardare, Viareggio è il Titanic , ma questo maledetto iceberg ha squarciato il nostro fianco e chi più e chi meno tutti abbiamo sentito l'acqua gelida .
    Il mio pensiero va a tutte quelle famiglie che in questa tragedia hanno perso affetti e cose ,auguro loro di trovare la forza di andare avanti , un grandissimo abbraccio a tutti.

  2. cri giovedì 23 luglio 2009 alle 15:05:19

    GRAZIE di cuore!Tutto quello che avete fatto,tutti,dal primo all'ultimo, è stato un gesto d'amore GRANDISSIMO,e noi cittadini ve ne saremo grati per SEMPRE!Perchè questa tragedia immane non la potremo mai dimenticare,rimarrà incisa nei nostri cuori come una ferita sempre aperta...con quei poveri corpi dilaniati se n'è andata una parte di Viareggio,la più vera,la più importante (i bambini erano il nostro futuro),la più solidale(le famiglie marocchine che convivevano con noi),la più unita(nuclei familiari che non ci saranno più),la più NOSTRA! Forza Viareggio ,dai dimostrazione di essere ancora VIVA,risorgi più forte che mai! GRAZIE al Sindaco e a tutti i soccorritori,volontari,forze dell'ordine e un grazie particolare al signor Moscardini,un uomo eccezionale.

  3. daniela giovedì 23 luglio 2009 alle 13:28:17

    Grazie Sindaco e grazie alla protezione civile, ai vigili del fuoco, grazie a tutte le associazioni di assistenza. Grazie a tutti quelli che si sono impegnati e che ancora lo stanno facendo. Viareggio è ferita e non sarà più la stessa, ma il cuore del Viareggino è forte e grande e ce la farà. Un abbraccio alle famiglie delle vittime e un augurio ai feriti che riescano a combattere questa battaglia

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