Il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli interviene a 30 giorni dall'incidente
Disastro a Viareggio mercoledì 29 luglio 2009 0«E’ passato un mese da quella maledetta notte del 29 giugno. Un mese nel corso del quale le vittime dell’incidente della stazione di Viareggio hanno continuato a morire e il dolore di tutta la comunità ha continuato a rinnovarsi.
Si dice – ed è vero – che Viareggio abbia reagito; che abbia mostrato il suo coraggio e la sua generosità.
Come sempre il peso dei lutti si avverte, però, con il trascorrere del tempo. Nell’immediato l’emergenza, la concitazione, i mille problemi cui trovare risposta stordiscono. Poi, col passare dei giorni, spunta un dolore meno urlato, ma cupo e continuo, che ti sta nello stomaco, e ti ricorda le tante vite strappate in un baleno nel cuore della notte. Vite di bambini, ragazzi, anziani; vite di gente normale che stava nella propria casa, che andava al lavoro o prendeva l’ultima boccata d’aria prima di un sonno che non è più arrivato.
Forti di questo dolore ora è il momento di serrare le fila per aiutare le famiglie delle vittime, i sopravvissuti e tutti i viareggini colpiti dall’incidente. Con compostezza – perché la tragedia è stata troppo grande e vuole pudore – ma anche con determinazione, perché di fronte alle tragedie non ci si tira indietro.
Unendo la mia voce, alle tante che commemorano il mese trascorso, pongo all’attenzione di tutti quattro punti.
Il primo riguarda la necessità di non lasciare sole le famiglie nella lunga trafila delle adempienze burocratiche e amministrative che le attende. Situazioni analoghe ci insegnano che il cammino che hanno di fronte sarà duro. Non possiamo permettere allora che alla sofferenza e al dolore si aggiunga la frustrazione o un sentimento di solitudine.
Il secondo punto riguarda la quantificazione dei danni e le relative richieste di risarcimento. Che si lavori con il massimo rigore. Che non si lasci niente di indefinito o di intentato. Che la certificazione del danno subito sia agli atti, e che non possa essere messa in discussione da nessuno.
C’è poi la questione fondamentale dell’accertamento delle cause e delle responsabilità del disastro. Ciò che è emerso è inquietante. La relazione dell’amministratore delegato delle Ferrovie di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta, così come la rimozione del responsabile della sicurezza della stessa società, ne sono tristi conferme. L’incidente ha fatto emergere limiti e inefficienze inaccettabili. Tutta la catena dei controlli della sicurezza è da ridefinire. Ed è giusto pretendere più trasparenza sui convogli pericolosi che attraversano le nostre città.
La strage di Viareggio è stata una tragedia immane ma avrebbe probabilmente potuto essere ancora peggiore. Un orario diverso, il vento che soffiava in un’altra direzione, la mancanza di personale delle Ferrovie alla stazione… .
Questa è questione essenziale che apre anche al futuro. Pretendere una risposta vera su cause e responsabilità non significa, infatti, soltanto, come è ovvio, garantire alle vittime un risarcimento equo, ma operare anche perché tragedie simili non si debbano più ripetere. Anche questo è un nostro dovere.
Infine il ricordo. Ritengo appropriato che fra le iniziative messe in campo vi possa anche essere un premio al coraggio civile. Un riconoscimento dato in memoria dei tanti gesti d’altruismo compiuti in quella notte. Un premio che trasmetta la memoria di quegli atti e che, nel farlo, dia vita nuova anche a quelli che nel compierli la loro vita l’hanno persa».
Stefano Baccelli
Presidente della Provincia di Lucca












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