“Giustizia per le vittime e sicurezza per i lavoratori e i cittadini”. La Cgil si costituisce parte civile: dibattito pubblico alla Croce Verde
Disastro a Viareggio mercoledì 30 settembre 2009 0A fare gli onori di casa all'iniziativa della Cgil provinciale, regionale e nazionale “Giustizia per le vittime e sicurezza per i lavoratori e i cittadini”, tenutasi ieri mattina nella sala Barsanti della Croce Verde, è stato il presidente Milziade Caprili.
“A tre mesi esatti dalla tragedia che è costata ben trentuno vite, la delusione è totale – ha affermato l'ex vice presidente del Senato. “Su tutti i fronti – ha poi precisato -: delusione dallo Stato e dal Governo, i soldi per la ricostruzione non sono infatti sufficienti, delusione dalla magistratura, ad oggi ancora nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati, delusione dal Comune, anche per la demagogica iniziativa del sindaco relativa alla riduzione della velocità dei treni merci solo a Viareggio, come se il problema della sicurezza non fosse nazionale”.
E poi un altra cosa: “ il Consiglio Comunale non è stato ancora interessato del progetto urbanistico della ricostruzione, partendo ovviamente dai bisogni dei cittadini. Progetto che sono certo esista, ma del quale noi consiglieri ancora non sappiamo nulla”. “Non credo più alle cose dette e promesse - la delusione di Caprili nasce dalla sua esperienza passata – come non credo alle commissioni di inchiesta”.
Ciononostante la battaglia per non spengere i riflettori, ed ottenere ricostruzione e giustizia è partita unita. E, la sicurezza, sia dei lavoratori che dei cittadini, è stato il punto fermo della piattaforma di lavoro discussa ieri pubblicamente per oltre quattro ore.
Numerosi gli ospiti del dibattito organizzato dalla segretaria generale della Cgil Rosanna Rosi, tra i quali il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, l'assessore provinciale alla Protezione Civile Emiliano Favilla, l'assessore regionale alla casa Baronti, in sostituzione del Commisssario ad acta Claudio Martini, Salvadori della Filt.
Perchè questa iniziativa?
“Perchè a tre mesi dalla strage vorremmo dire qualcosa in più, partendo da una preoccupazione, e cioè che quello che è accaduto quella notte non venga catalogato come evento catastrofico e come tale svincolato da responsabilità – come ha sottolineato la segretaria provinciale della Cgil.
Il fato o la statistica non fanno parte del modo di pensare e di agire di un sindacato generale che da sempre si impegna in analisi e proposte, aperti a confronti seri e sereni nell'interesse di tutti, “in questo caso di Viareggio e non solo”.
“La questione è anche politica – come ha precisato nel suo intervento Baccelli. La politica della sicurezza circa il trasporto su rotaie delle merci pericolose, “che va affrontata con un'azione forte”.
“La tragedia è stata grande, ma sempre minore di quanto sarebbe potuta essere nel caso che a scoppiare fossero state più di una cisterna di GPL, e se nella stazione di Viareggio non fosse stato presente il personale che ha fermato in tempo i due treni passeggeri”.
Ma anche il sindaco Luca Lunardini, arrivato a dibattito iniziato, non è ad oggi soddisfatto: “ Non ho ancora avuto risposte complete alle mie domande e richieste, se pur sollecitate più volte. A parte la disponibilità ora occorre la concretezza. La mia intenzione è quella di alzare i toni”.
Tutti concordi, alla fine della mattinata, che il trasporto su rotaia vada rafforzato, ma “con le dovute garanzie”. La sicurezza sia per i lavoratori che per i cittadini “ è lo stato a doverla garantire”, e va riprogettata partendo da quelle delle reti: “è questo l'impegno che chiediamo alle Ferrovie dello Stato, su cui deve essere forte anche l'impegno delle Istituzioni”.
“I segnali di allarme sono stati trascurati, negli ultimi mesi antecedenti al 29 giugno c'era stato un crescendo di incidenti ferroviari che avevano coinvolto soprattutto treni merci: il 16 marzo l'incendio del locomotore di un merci tra Genova Brignole e Sturla, il 19 maggio il deragliamento a Sesto Calende, sembra per la rottura di un asse, il 25 maggio il deragliamento sulla Torino-Cuneo-Ventimiglia, il 6 giugno il carro merci deragliato tra Migliarino e Pisa San Rossore, il 22 giugno quello di Vaiano, sulla linea Bologna – Firenze.
La strage di Viareggio del 29 è stata una strage annunciata”. Ora però ci sono trentuno morti che aspettano giustizia, assieme ai feriti ancora gravi, e con loro c'è chi è sopravvissuto all'inferno e ha perso tutto: “tutta la città vuole la verità, e noi con loro”.
Senza verità non ci può essere giustizia, ma non ci può essere giustizia se non si accertano le responsabilità: e ieri mattina l'avvocato Massimo De Celmo del Foro di Napoli ha depositato in Tribunale a Lucca l'atto di costituzione di parte civile a firma di Guglielmo Epifani, del segretario regionale e di quello provinciale della Cgil. “Saremo presenti in tutte le fasi del processo – ha precisato la Rosi. “La magistratura deve fare il suo lavoro, i tempi non sono indifferenti, e questo devo averlo chiaro anche il magistrato.
Devono essere individuati i responsabili, anche se sappiamo bene che le responsabilità sono molte, anche fuori dall' Italia. Il nostro pensiero va a coloro che in quel luogo hanno lasciato il cuore, in particolare ai bambini, che noi grandi non siamo riusciti a difendere”. Insieme è possibile costruire una proposta forte, a partire da Viareggio: “per migliorare le reti e mettere in sicurezza la vita, quella di tutti”.
Letizia Tassinari












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