Al corteo per la strage, la lettera integrale letta da Luigi Cordoni della Croce Verde il 29 agosto scorso

Disastro a Viareggio 5

"Il tremendo boato, il bagliore delle fiamme che ha illuminato il cielo a giorno e l’atmosfera apocalittica di quella notte sono descrizioni superflue perchè rimarranno purtroppo indelebili in ciascuno di noi.
Quattro mesi fa tanti di noi sono stati svegliati di soprassalto. Il tempo di cercare di capire cosa stesse succedendo, di assicurarsi che i propri cari stessero bene e, radunate le idee, il da farsi è stato chiaro: mettere la nostra divisa e andare alla Croce Verde perchè ci poteva essere bisogno di noi, di ciascuno di noi.

Questo è quello che hanno pensato anche i Volontari della IV squadra che era in sede quando i macchinisti del treno hanno dato l'allarme, in quel momento la cosa che è sembrata più logica è stato provare a mettere in salvo le ambulanze, perchè le ambulanze sono il nostro tramite per soccorrere chi ha bisogno.
Possono essere espresse perplessità su questo gesto, ma ciò dimostra che indossiamo quella divisa arancione perché crediamo nei valori di altruismo e solidarietà che la Croce Verde rappresenta.

La Nostra associazione non è solo un’ambulanza che corre a sirene; è la nostra casa, è la nostra famiglia, ma soprattutto un’ambulanza non è un furgone con quattro ruote ma è una speranza di salvezza.
Quella maledetta notte siamo accorsi in sede a decine, prima di sapere di essere stati colpiti noi stessi: ci siamo sentiti impotenti, le nostre ambulanze distrutte, gli amici feriti, la sede inagibile e la nostra città che aveva più che mai bisogno di noi.
Non c'è stato troppo tempo per versare lacrime, quelle sono arrivate dopo, abbiamo cercato di recuperare il materiale salvatosi dall'esplosione e con il tempestivo aiuto delle altre associazioni abbiamo dato il nostro sostegno alla città.

E’ stata molto dura doverlo fare pensando che tra chi aveva bisogno del nostro aiuto c’era la Croce Verde stessa, una situazione tristemente inedita che ha messo a dura prova la nostra professionalità, la nostra prontezza d’animo, la nostra freddezza, la nostra capacità di operare in situazioni difficili: benché ognuno di noi sia preparato a operare in condizioni ìmprobe, una situazione più estrema di questa nessuno avrebbe mai potuto prevederla.

I giorni sono passati, si è detto che lo stato di emergenza era passato, che si poteva tornare alla normalità; ma la città si è trovata a dover piangere troppi cari e affrontare situazioni che di normale avevano ben poco, e noi con essa.
Sono continuate le richieste di supporto verso la città, e ancora i tristi adempimenti a cui era obbligata la Croce Verde, soprattutto il momento solenne dei funerali di Stato, e ovviamente le quotidiane emergenze a cui siamo abituati, che però allora, senza mezzi e senza la sede principale, sembravano insormontabili

Ed ecco che è cominciata la grande corsa alla solidarietà nei nostri confronti.

La nostra sottoscrizione caratterizzata dal motto aiutaci ad aiutarti ha avuto un successo enorme, perfino oltre le aspettative e di questo vorremmo ringraziare la Città di VIAREGGIO per prima, perchè in un momento così drammatico ci ha sostenuto moralmente e materialmente.

Ringraziamo le associazioni di Pubblica Assistenza ANPAS che già nei giorni seguenti all’esplosione si sono private delle loro preziose ambulanze affinché il nostro servizio fosse ripristinato.


Ringraziamo le istituzioni e gli enti, la popolazione di Viareggio e non, che ha formato verso la via Garibaldi una commovente catena di persone di ogni sesso, età, estrazione sociale, ognuno con un contributo significativo indipendentemente dalla sua entità.

Commossi senza retorica, a tutti questi vogliamo esprimere il nostro ringraziamento.

La prima cosa che si impara facendo Volontariato è di non aspettarsi niente in cambio.
Perchè sei lì per dare, non per ricevere.

E’ questo lo spirito che da 120 anni contraddistingue la Croce Verde e in questa tragedia è giunto il regalo più grande per tutti noi: la gratitudine e l'affetto di chi magari nemmeno ci conosce, ma che ha un grande rispetto per il nostro operato e si offre di darci una mano.

Un regalo che abbiamo apprezzato ma che mai avremmo voluto ricevere.

Abbiamo un debito con la città, un impegno che vorremmo continuare a onorare con la nostra attività di tutti i giorni, e chiedendo oggi a voce ferma, in questa data pregna di significati, verità, giustizia e sicurezza. "

5 commenti

  1. Laura Arminio venerdì 30 ottobre 2009 alle 17:11:59

    Cara Sig.ra Laura,
    anche noi eravamo lì per "loro". Il saluto è stato lungo, è vero, l'ho pensato anche io, ma avrei voluto aggiungere almeno altre 2 paginate per provare ancora e ancora a spiegare a chi come Lei sembra non capire il nostro punto di vista.
    Sa signora Laura, sembra assurdo, ma anche io mi sento vittima di quello che è successo, anche se la mia casa non è distrutta e la mia famiglia è per fortuna sana e salva. Ma mi faccia ribadire che "casa" può essere anche il posto dove sei cresciuta e dove hai imparato dei grandi valori.
    Beh, io mi sento fortunata, la mia famiglia "verde" si stà riprendendo da questa tragedia grazie all'aiuto di molti e alla voglia di reagire; e ieri sera ho manifestato perchè le troppe famiglie coinvolte potessero ricevere un pò di conforto dal sapere che continueremo ad essergli vicini e che per questo continueremo a chiedere le famose "verità giustizia e sicurezza".
    Forse queste le sembreranno solo le stupide parole di una 31enne "lammiosa" e sentimentale, ma io volgio continuare a sperare che alla fine sia il bene a vincere contro il male, e per quanto possibile proverò a fare la mia parte.

  2. laura venerdì 30 ottobre 2009 alle 16:12:42

    non e' che mi secca, mi e' sembrato prolungato il saluto. e nemmeno un cenno ai nomi delle vittime...forse sono strana io ma ho pensato che le vittime erano un po' in secondo piano e invece io ero li' per loro. Chiaramente ho rispetto per tutti i volontari...

  3. Andrea Nardi venerdì 30 ottobre 2009 alle 15:34:30

    La Croce Verde, cara Laura Nonhocapitoilcognome, fortunatamente non ha bisogno di autoINCENSarsi, la manifestazione era infatti per le vittime, per la sicurezza, per la verità, ma prevedeva un saluto all'associazione, visto che l'ha organizzata, è possibile oppure le secca? Iil sig. Cordoni inoltre quella notte è finito in ospedale (dove è rimasto circa un mesetto) perché ha tolto qualche ora al suo prezioso sonno e alla sua bella famiglia per fare del volontariato gratuito in favore della città... Mi pare che un minimo rispetto lo meriti. Cordialmente

  4. laura venerdì 30 ottobre 2009 alle 14:19:41

    nemmeno una occasione per la croce verde di autoincensarsi...nessuno nega l'importanza degli enti per il pronto soccorso ma la manifestazione non era in memoria della strage, delle vittime?

  5. Albina venerdì 30 ottobre 2009 alle 13:44:21

    Prima di esprimere il mio pensiero sulla manifestazione,vorrei fare una riflessione sull'episodio accaduto quattro mesi fa :abbiamo avuto 30 persone uccise da un sistema che purtroppo è generalizzato in tutta la nazione per quanto riguarda la sicurezza delle persone,chi denuncia pubblicamente tutto questo,ansichè essere gratificato perchè permetterebbe ai dirigenti che possono intervenire per la sicurezza delle persone,viene licenziato.
    Secondo il sottoscritto questo è un "SISTEMA ASSASSINO" e "IMPUNITO" perchè,caso strano,i colpevoli quando si tratta di responsbilità,non si trovano mai,ma quando si tratta di riscuotere i una congrua cifra per assumersele,vengono trovati dai sildi stessi.
    La manifestazione secondo me è stata molto sterile espiego il perchè:io mi sono accodato ai manifestanti dalla croce verde in poi;Cordoni ha fatto un bel discorso,ed è stato ammirevole per quello che ha fatto;il guaio viene dopo,al di là dell'intervento di una persona di via ponchielli,non ho capito quello della dipendente delle ferrovie,per me era furi luogo,poi,i politici che mi sembravano delle statuine,ma la bocca non ce la avevano? Personalmente penso che una manifestazione che riguarda un dramma,non possa essere una vetrina pubblicitaria per politici.

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