Dedica un pò di tempo alla tua salute: lo screening del tumore del colon-retto
Sanità mercoledì 6 gennaio 2010 0Il tumore del colon è, purtroppo, ancora uno dei più diffusi ed è secondo solo a quello della mammella nelle donna ed a quello del polmone nell’uomo.
Ogni anno sono colpite, in Italia, circa 40000 persone da questa malattia (più uomini che donne), soprattutto a partire dai 50- 60 anni (prima di questa età è piuttosto raro). Questo tumore è dovuto alla crescita incontrollata di cellule della mucosa dell’intestino ed è noto che una diagnosi precoce consenta di affrontare con importanti possibilità di successo la malattia, permettendone una adeguata terapia sia con tecniche chirurgiche che mediche.
Ancora oggi non conosciamo con certezza le cause che determinano la comparsa e lo sviluppo del tumore intestinale; la ricerca ha tuttavia dato importanza alla alimentazione (nutrirsi con cibi ricchi di grassi animali e poca frutta e verdura ne facilita lo sviluppo), alla presenza di alcuni particolari polipi intestinali (che possono degenerare in forma maligna se non controllati periodicamente) o di altre forme infiammatorie dell’intestino (colite ulcerosa, morbo di Crohn); anche l’esistenza in famiglia di casi di malattia può essere indizio di una predisposizione , anche se i casi di ereditarietà genetica vera e propria sono limitati ad un numero molto piccolo rispetto al totale.
Il tumore del colon colpisce in genere la parte terminale dell’organo: in circa il 50% dei casi sono il sigma ed il retto (ovvero proprio la parte finale dell’intestino) ad essere coinvolti. I sintomi della malattia sono spesso poco evidenti e tali da non dar luogo a particolari sospetti: può manifestarsi anemia, disturbi intestinali come diarrea alternata a stitichezza, perdita di appetito e calo di peso corporeo; in qualche caso, ma non tutti, è la comparsa di sangue nelle feci a destare allarme. La prevenzione della malattia è oggi possibile sia grazie alla modifica dello stile di vita (una alimentazione meno ricca di grassi e con più fibre vegetali è protettiva), sia grazie all’esistenza di uno screening (cioè un esame medico preventivo da effettuare prima che compaiano sintomi di malattia) ormai proposto da qualche anno anche in Versilia dalla Azienda sanitaria: si tratta dell’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci.
E’ un semplice test che può essere effettuato attraverso il prelevamento di una piccola quantità di feci che, analizzate in laboratorio, permetteranno di stabilire l’eventuale esistenza di sangue non visibile ad occhio nudo. La positività al test non rappresenta un indice di certezza per diagnosticare un tumore intestinale, ma suggerisce di approfondire la situazione con ulteriori esami (colonscopia, clisma opaco, ecografia addominale, ecc) al fine di individuare con certezza il motivo della presenza del sangue. L’AUSL12 di Viareggio ormai da qualche anno si è organizzata per spedire al domicilio di tutti i suoi residenti, con età compresa tra i 50 e i 70 anni, un invito ad effettuare questo test; l’invito è recapitato ogni due anni (è l’intervallo di tempo suggerito tra un esame e l’altro, qualora naturalmente l’esame non sia positivo: in tal caso evidentemente è necessario effettuare indagini di approfondimento). Si tratta di circa 22.000 lettera all’anno nelle quali si illustrano le caratteristiche del test e con cui si suggerisce di rivolgersi al proprio medico di medicina generale per avere tutti i necessari dettagli e la consegna del kit per effettuare il prelievo (si tratta di una piccola provetta appositamente predisposta).
Il ruolo del medico di famiglia è quindi determinante, sia per offrire tutti i chiarimenti necessari, sia per consigliare il da farsi in caso di positività al test.: esiste, a tal proposito, un percorso semplificato, organizzato presso l’ospedale “Versilia” mediante l’operato di specialisti, che permette, in totale gratuità e con tempi contenuti, di effettuare gli approfondimenti diagnostici necessari (visite, esami). Tutto questo è attivabile proprio dal medico di famiglia, senza necessità di effettuare prenotazioni tramite la via ordinaria del CUP. Dal 2006 ad oggi abbiamo assistito ad un progressivo aumento della risposta dei cittadini all’invito: da poco più di 2000 test effettuati in quell’anno si è arrivati, nel 2008, ad un numero di rispondenti attorno ai 7000, indicazione di una sensibilità sempre maggiore, da parte della cittadinanza, alla prevenzione delle malattie tumorali.
Ma lo spirito è quello di voler ancora migliorare: ci sono margini per favorire una partecipazione ancora più numerosa in grado di collocare anche il territorio versiliese in posizione analoga rispetto a quella di altre aree geografiche toscane, nelle quali la risposta è di circa il 50% rispetto agli inviti; è necessario allora sensibilizzare tutti coloro che hanno diritto ad effettuare lo screening a voler dedicare, una volta ricevuto l’invito, un po’ di tempo alla propria salute: costa poca fatica e può davvero salvare la vita.












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