Deidda e Cicala in Comune per incontrare i familiari delle vittime della strage

Disastro a Viareggio 1

A oltre sei mesi dalla strage del 29 giugno il procuratore generale Beniamino Deidda e il procuratore di Lucca Aldo Cicala, titolare dell'inchiesta, hanno accettato di incontrare nella sala di rappresentanza del Comune a Viareggio i familiari delle vittime.

Un incontro chiesto a gran voce, sollecitato sia dal consigliere regionale Marco Montemagni che dal sindaco Luca Lunardini e accolto dai due magistrati: '' E' necessario che la magistratura sia disponibile a rendere conto del suo operato all'opinione pubblica e questi confronti - ha esordito Deidda - dovrebbero essere usuali perche' e' giusto che i cittadini sappiano come stiamo lavorando''. ''Siamo arrabbiati per i tempi – a dirlo, a nome di tutti, è Gianfranco Lucatelli, presidente del comitato Via Ponchielli.

Ad oggi infatti a fronte di 32 morti il registro degli indagati è ancora una pagina bianca, tutta da scrivere. All'incontro con Deidda e Cicala era presente anche Marco Piangentini, il ferito simbolo dell'ecatombe provocata dall'esplosione della cisterna del merci carico di Gpl: l'uomo che ha riportato ustioni sul 95% del corpo e che nella strage ha perso la moglie Stefania e due figli, Lorenzo e Luca di 2 e 5 anni.

Il terzo, Leonardo, 8 anni, è vivo e illeso, risparmiato miracolosamente dalle fiamme assassine. Ma l'indagine portata avanti in questi mesi dal pool di magistrati e tecnici non si è mai fermata: “ Si tratta di un'indagine complessa che deve fare i conti con diversi ordini di difficoltà che vanno dalla sovrapposizione delle norme alla documentazione da reperire all'estero ma possiamo dire che l'ampio ventaglio delle ipotesi si sta riducendo”. Quando tutto sarà chiaro ci saranno le iscrizioni nel registro degli indagati, che “ saranno sicuramente più di uno''. L'impegno è “ fare il più presto possibile”. La strage ha dei colpevoli, la cosa certa per ora è che “c'è stato un cedimento strutturale di un elemento della cisterna'' ma sotto indagine ci sono anche “i mezzi tecnici per mettere in sicurezza l'area”: “dobbiamo accertare se quello che era tecnicamente possibile fare per evitare questa tragedia sia stato fatto, se siano cioè state adottate tutte le tecnologie a disposizione”. In base a quanto dispone l'articolo 2087 del codice civile.

E quando saranno iscritti i nomi sul registro degli indagati la magistratura vuole essere certa che “ gli indagati abbiano qualcosa da cui difendersi”. E se dovesse entrare in vigore il processo breve? “ Speriamo di no, ma se così fosse ci adegueremo alle nuove norme”. Il processo potrebbe morire per estinzione, gioca a favore proprio il fatto che ancora non ci siano iscritti nel registro degli indagati, cosa questa che “consente di allungare quei tempi che con la nuova normativa diventerebbero molto stretti''.

Accettare nel frattempo i risarcimenti offerti da Gatx e Trenitalia significa uscire dal processo penale, ossia inibirsi la possibilità di costituirsi parte civile. Solo una legge ad hoc per un anticipo sui risarcimenti, cosi' come già accaduto per il disastro di Linate, non precluderebbe la scelta. Dall'incontro molti, forse, si aspettavano di più, ma tutti hanno riposto la propria fiducia nella magistratura: “ fate presto però, perchè fino a quando noi non avremo giustizia, i nostri morti non avranno pace”.

Letizia Tassinari

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1 commento

  1. andrea.p domenica 17 gennaio 2010 alle 18:26:00

    volevo solo fare una precisazione: dire che Leonardo è illeso non è giusto perchè il bambino oltre a un lungo ricovero al versilia per varie ustioni ha subito ferite psicologiche che solo il tempo ci dirà sè riuscirà a superarle....

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