E’ forse legale la strage contro persone che riposavano nelle proprie abitazioni ? Sette mesi dopo, 32 vittime - 0 indagati
Disastro a Viareggio venerdì 29 gennaio 2010 1Questa sera alle 23, appuntamento alla “Casina dei ricordi”
Forse, in questa città, c’è chi ancora non si è reso conto di cosa sia accaduto il 29 giugno. Lo vogliamo ricordare, soprattutto, a loro: come è possibile dimenticare ? Come è possibile convocare un Consiglio comunale aperto dopo 7 mesi da quella tragica notte ?
Il 29 giugno c’è stato il deragliamento di un treno merci che trasportava sostanze altamente pericolose, c’è stata la foratura di una delle 14 cisterne, poi l’esplosione del Gpl. Tutto in una manciata di minuti: 32 vittime, decine di feriti di cui alcuni gravissimi, altri devastati nel fisico e nella mente, centinaia di persone sconvolte e colpite nei propri beni, materiali e morali, un pezzo di città distrutta …
Siamo di fronte al classico incidente sul lavoro, un incidente come quelli che ogni anno distruggono la vita di centinaia e centinaia di lavoratori e lavoratrici e gettano nella disperazione e nell’isolamento le loro famiglie. Dobbiamo oggi impedire, per quanto è e sarà possibile, di lasciare nell’isolamento e nella solitudine le famiglie delle 32 vittime.
Come Assemblea 29 giugno ci siamo organizzati e mobilitati anche per questo ed in questi 7 mesi abbiamo promosso, in alcune occasioni assieme ad altre realtà, iniziative per la verità e la sicurezza. Con la nostra autonomia, ma confrontandoci con tutti e tutto abbiamo prodotto ogni sforzo per la più ampia partecipazione affinché l’Assemblea 29 giugno si trasformasse in un momento collettivo ed organizzato di partecipazione cittadina, senza delegare ad altri la propria salute e sicurezza.
Abbiamo promosso numerose iniziative: la imponente manifestazione del 29 luglio (ad un mese dalla strage); i presìdi per la reintegrazione di Dante De Angelis e di fronte al Tribunale di Lucca; la delegazione a Bruxelles l’8 settembre; l’assemblea nella sala di rappresentanza del Comune il 9 novembre; l’audizione al Senato a Roma il 2 dicembre; l’incontro con la Task force europea al Principe di Piemonte il 16 dicembre. Infine la mobilitazione del 29 dicembre (a sei mesi dalla strage) con il blocco di due Eurostar.
La mobilitazione del 29 dicembre ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, di lavoratori, di giovani, di rappresentanti dei Comitati, dei sindacati, delle forze politiche e soprattutto la presenza di alcuni dei familiari delle vittime per tutta la durata dell’iniziativa.
Ci rivolgiamo a Lei, signor sindaco, per ricordarLe che è stata clamorosa la Sua assenza, come quella di altri amministratori, politici e presidenti vari, molto presenti, invece, in interviste ed interventi sulla stampa e nei programmi Tv. Lei ha detto che l’iniziativa del 29 dicembre era illegale.
E’ forse legale la strage contro persone che riposavano nelle proprie abitazioni ? E’ forse legittimo che ancora oggi non vi sia alcun iscritto nel registro degli indagati ? E’ legale che ancora non sia stata approvato alcuna legge in favore delle famiglie delle vittime ? E quanto è legale che ancora non sia stata adottata alcuna misura di prevenzione e protezione affinché simili stragi non abbiano a ripetersi mai più ? Anzi l’incidente del 22 dicembre nei pressi della stazione di Grosseto, accaduto allo stesso treno merci del 29 giugno e l’abolizione delle verifiche tecniche ai treni merci in corso di viaggio (contro cui i ferrovieri di Grosseto stanno lottando), autorizza a dire che le cose non sono rimaste neppure come erano, ma sono addirittura peggiorate !
Così facendo, le 32 vittime vengono uccise una seconda volta ! Dove si annida allora l’illegalità ? In un blocco simbolico di 15 minuti per costringere chi di dovere a fare quanto chiede ad alta voce la città o, invece, in chi non fa ciò che potrebbe e dovrebbe per responsabilità, competenza ed autorità ?
C’è anche chi ha tentato di isolare l’Assemblea 29 giugno, un’esperienza di unità e di mobilitazione su sicurezza e verità con il pretesto che fa politica. Vogliamo essere chiari su questo, per non tornarci una seconda volta. Amministratori e politici non fanno forse politica ? Non sono in rappresentanza, ed in quota, di fazioni, gruppi e partiti politici ? Gli amministratori di comuni, province, regioni non sono forse donne e uomini che appartengono a partiti politici e i partiti non fanno politica ?
Ed allora dobbiamo dire con onestà e chiarezza che c’è politica e politica. C’è la politica di chi pensa in primo luogo alle campagne elettorali ed ai voti, forse, per ricoprire incarichi e sedere su pregiate poltrone e c’è invece la politica di chi, al di fuori di interessi personali o partitici, si impegna fino in fondo per il diritto alla salute, alla sicurezza, alla difesa dell’ambiente contro le stragi come quella di Viareggio e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. C’è senza dubbio, una bella differenza.
Per concludere due cose. La prima: abbiamo volutamente detto verità e sicurezza, tralasciando la parola giustizia. Perché per le vittime e le loro famiglie mai potrà esserci vera giustizia; per loro la giustizia è morta il 29 giugno. La giustizia per tutti noi, per la città, potrà esserci quando sarà stato fatto tutto quanto è possibile e necessario perché queste morti, questi dolori e queste sofferenze, non abbiano più a ripetersi.
La seconda cosa. Da questa sala consiliare, l’Assemblea 29 giugno lancia un appello di unità e di mobilitazione. Un’unione fra tutte le forze (comitati, associazioni, forze politiche, sindacali, culturali, ecc.) per la realizzazione, in tempi rapidi, degli obiettivi della città: i risarcimenti alle famiglie delle vittime, l’accertamento delle responsabilità, la ricostruzione della zona distrutta, la tutela assoluta della sicurezza, della salute e dell’ambiente.
Una mobilitazione per costringere la politica e le istituzioni ad ascoltare, a confrontarsi, ad accogliere seriamente la volontà dei cittadini e della città ed impedire che il così detto “processo breve” cancelli ogni istanza di giustizia.
L’unità è la nostra forza e uniti si può realizzare quanto è giusto e inviolabile: il diritto alla vita.
Ricordiamo l'appuntamento di questa sera alle 23 alla “Casina dei ricordi” in largo Risorgimento da dove i presenti si recheranno poi in via Ponchielli per ricordare le vittime e chiedere giustizia.
All’ora in cui è avvenuto l’ incidente ferroviario, verranno eseguiti 32 rintocchi per ricordare le vittime della strage con una campana donata ai motociclisti del gruppo ‘Le Tartarughe lente’ che apparteneva ad un veliero degli anni ‘30. Intanto sono ancora ricoverati il pakistano Ihsan Ulhyq, 44 anni, che si trova al don Gnocchi di Milano e Anna Chiara Maccarone, 61 anni, al Cto di Torino.












1 commento
io non potro' essere li con voi,ma credete con il cuore sempre....nel mio piccolo ogni giorno lotto per la giustizia...tutti i cari amici di viareggio hanno il diritto di ....dimenticare MAI!con il cuore tra le mani come un burlamacco stanco in ginocchio verso il mare porta a se' acqua salata e dona amor a tutti loro...il carnevale e' per voi.....ciao amici