Una delegazione di 13 persone sarà presente a Bruxelles al Seminario “La sicurezza sulla rete ferroviaria a seguito dell’incidente di Viareggio”

Disastro a Viareggio 0

Una delegazione di 13 persone, appartenenti all'Assemblea 29 giugno, all'Avif, di familiari delle vittime, alla rivista dei macchinisti "Ancora in marcia", sarà presente oggi, giovedì 4 febbraio 2010 a Bruxelles al Seminario organizzato da Uggias, europarlamentare dell'IdV, e da europarlamentari di altri paesi su: "Sicurezza sulla rete ferroviaria europea a seguito dell'incidente di Viareggio".

Il Seminario si terrà nel pomeriggio di oggi in sessioni su sicurezza, liberalizzazione, proposte, ecc.

L'intervento della nostra delegazione sarà incentrato su determinate proposte per far sì che stragi come quella del 29 giugno non abbiano più a ripetersi con la testimonianza di familiari delle vittime.

Bruxelles, 4 febbraio 2010 - Seminario su:
“La sicurezza sulla rete ferroviaria a seguito dell’incidente di Viareggio”
Intervento dell’Assemblea 29 giugno


Il disastro ferroviario di Viareggio è una strage annunciata da numerosi incidenti che sono avvenuti prima e dopo il 29 giugno. I fatti sono noti: 32 morti, ancora 3 feriti che lottano per la vita tra immani sofferenze, famiglie distrutte, che hanno perduto i loro cari e, nel migliore dei casi, i loro beni. Tutto questo a causa dell'esplosione per la fuoriuscita di Gpl, conseguente al deragliamento del treno merci 50325 Trecate-Gricignano. E’ grazie alla presenza del capostazione e al disperato tentativo dei macchinisti di allontanare il treno il più possibile dalla stazione che il disastro non ha assunto dimensioni più gravi.

L’Assemblea 29 giugno è nata nei giorni successivi. E’ un ambito organizzato a cui partecipano cittadini, lavoratori, giovani e ferrovieri. Il nostro impegno è finalizzato:
- alla piena solidarietà e al sostegno ai familiari delle vittime e a quanti hanno subìto danni morali e materiali;
- a non dimenticare mai quanto accaduto attraverso 10, 100, 1.000 iniziative;
- ad accertare le responsabilità ed affermare la verità affinché sia fatta giustizia, anche se per i familiari delle vittime la giustizia è morta il 29 giugno, assieme ai loro cari. A 7 mesi dalla strage non vi è ancora alcun iscritto nel registro degli indagati!
- a far sì che quanto avvenuto il 29 giugno non accada mai più, attraverso interventi, misure e provvedimenti per la sicurezza, affinché sia fatto il necessario perché questi morti, questi dolori, queste sofferenze non abbiano a ripetersi mai più.

Attività di Assemblea 29 giugno
Con la nostra autonomia, ma confrontandoci con tutto e tutti, abbiamo prodotto ogni sforzo perché l’Assemblea 29 giugno potesse rappresentare un ambito di partecipazione della città, senza delegare ad altri la propria salute e sicurezza.

Abbiamo promosso numerose iniziative: l'imponente manifestazione del 29 luglio a Viareggio (ad un mese dalla strage); il sit-in il 22 settembre al Tribunale di Lucca; la delegazione a Bruxelles l’8 settembre alla Conferenza sulla sicurezza dei trasporti; la nostra presenza al presidio al Tribunale di Roma il 26 ottobre per il reintegro al suo posto di lavoro di Dante De Angelis; un’affollata assemblea cittadina il 9 novembre nella sala di rappresentanza del Comune; un Seminario a Viareggio il 28 novembre sui temi della sicurezza in ferrovia, dell’accertamento delle responsabilità e della difesa dell’ambiente; l’audizione al Senato il 2 dicembre a Roma; l’incontro, il dicembre a Viareggio, con la task-force europea (dell’Agenzia sulla sicurezza dei trasporti europea, ERA). Infine la mobilitazione del 29 dicembre (a sei mesi dalla strage) con il blocco temporaneo di due treni Eurostar nella stazione di Viareggio. Iniziativa che ha visto la presenza di centinaia di cittadini, di lavoratori, di giovani, di rappresentanti dei Comitati, dei sindacati, delle forze politiche ed alla quale hanno partecipato alcuni familiari delle vittime.
Insicurezza in ferrovia

La strage di Viareggio è un incidente sul lavoro, come quelli che ogni anno distruggono la vita di centinaia e centinaia di lavoratori e lavoratrici. Prima di Viareggio, in 40 giorni, altri tre merci erano deragliati, e una settimana prima, il 22 giugno; un treno, di cui un vagone trasportava acido fluoridrico, era deragliato nei pressi di Prato, urtando un treno passeggeri che viaggiava in senso opposto! Poi la strage di Viareggio. Nelle settimane e nei mesi successivi, fino ad oggi, gli episodi di disastri mancati si sono moltiplicati. Il più grave il 22 dicembre scorso, vicino a Grosseto, dove lo stesso treno del 29 giugno, un treno merci che trasportava Gpl ha registrato un principio d’incendio all’apparato frenante. Nessun meccanismo di sicurezza è intervenuto, e solo grazie all’allarme dato da un automobilista che transitava sulla strada parallela alla ferrovia e al successivo intervento dei VV.F. e del personale della Verifica di Grosseto si è potuto mettere in sicurezza il treno! Un’altra strage evitata per pura coincidenza e non perché siano state prese misure finalizzate ad aumentare la sicurezza.
Come Assemblea 29 giugno abbiamo sviluppato i punti riguardanti norme sulla sicurezza che presentammo proprio qui a Bruxelles, in quanto questo compito è parte del nostro lavoro, della nostra attività (è in distribuzione un pieghevole che li descrive per esteso). I punti erano 7 ed uno di questi era la richiesta del reintegro di Dante De Angelis. Questa battaglia è stata vinta, Dante è stato reintegrato il 26 ottobre dal Tribunale di Roma.

Gli altri punti sono stati approfonditi e sviluppati, come:
- la riduzione di velocità in tutte le zone abitate e la costruzione di adeguate barriere protettive e antirumore;
- la riduzione degli intervalli delle revisioni e l’effettuazione anche in rapporto ai km percorsi;
- la riduzione delle distanze dei Rilevatori temperatura boccole (Rtb) e la sostituzione di quelli vecchi con i nuovi che rilevano anche il punto di sovrariscaldamento e il mantenimento costante in efficienza;
- l’installazione di dispositivi antisvio per i treni merci come in dotazione agli Eurostar di nuova generazione;
- l’abolizione delle figure di “detentore” e “utilizzatore”;
- le ispezioni a sorpresa in analogia a quanto avviene per il codice della strada; la tutela per i delegati alla sicurezza.

Inoltre ne abbiamo aggiunti di nuovi, come:
- l’introduzione dei carri a “rischio zero” con cisterne da cui il materiale non fuoriesce in nessun caso;
- la sostituzione dei picchetti di verifica a terra attualmente in uso (pezzi di rotaie dimesse) con altri in materiale resistente e stabile ma non perforante;
- la introduzione di “carri cuscinetto”, come per il trasporto di materiale esplosivo, che impediscano l’innesco a catena di esplosioni, come c’era il rischio che accadesse a Viareggio.

Inoltre, la nostra attività comprende:
- il sostegno alle lotte dei ferrovieri in difesa della sicurezza e della salute, la questione delle famigerate “porte killer” (maggior causa di infortunio dei viaggiatori, oltre a causare infortuni gravissimi ai ferrovieri), lo sviluppo dell’iniziativa contro le morti sul lavoro e la vigilanza perché la stazione di Viareggio non sia depotenziata oggi e smantellata domani. Queste alcune delle misure e delle iniziative per migliorare la sicurezza, per scongiurare un’altra Viareggio.

Il futuro nell'ottica della privatizzazione
Ma l’evidenza è che il processo di privatizzazione, di deregulation che ne è conseguito, come denunciammo qui l’8 settembre, non si è fermato, ma prosegue in modo che la situazione in ferrovia non solo non sia migliorata, come era logico aspettarsi, ma sia assolutamente peggiorata! Il Ministro delle infrastrutture, Matteoli, disse durante la Conferenza a Bruxelles: “… dal processo di liberalizzazione e privatizzazione non si torna indietro!”
E infatti avanza lo smantellamento del trasporto merci di Trenitalia (Divisione Cargo) per affidarlo sempre più ai privati, infatti procede vertiginosamente la chiusura delle stazioni, le Visite Tecniche (cioè i controlli in corso di viaggio) ai treni merci, compresi quelli che trasportano merci pericolose, sono state abolite, gli impianti sono stati quasi tutti smantellati e i treni spesso percorrono oltre 1.000 km senza alcuna verifica! I ferrovieri di Grosseto stanno lottando contro lo smantellamento del loro impianto, nei giorni scorsi lo hanno presenziato giorno e notte, senza retribuzione, per effettuare comunque i controlli ai treni! Il Dispositivo di Rtb su cui il treno è transitato era fuori uso e non ha segnalato alcun aumento di temperatura, che, in arrivo a Grosseto, è stata misurata in 600°. I treni, anche merci, sono condotti, in maggior quantità, da un solo macchinista ed aumenta vertiginosamente l’opera di repressione verso quei lavoratori che pretendono il rispetto delle norme e dei regolamenti.
Lo stesso processo di deregolamentazione ha causato in ferrovia, dal 2007 ad oggi, solo nel settore della manutenzione, 19 lavoratori morti e 20 feriti e ha visto, dopo il 29 giugno, un continuo susseguirsi di deragliamenti, incendi, mancati incidenti.

Conclusioni
Quindi siamo qui per chiedere anche ad ognuno di voi di fare la propria parte, di assumersi le doverose responsabilità ed impegni precisi sul piano politico, perché con il processo di privatizzazione e deregolamentazione in corso, con lo sfascio conseguente del trasporto, e della Cargo in particolare, se non si interviene con forza e determinazione, un altro disastro è purtroppo, scientificamente e statisticamente, destinato a verificarsi!

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