Verità e Giustizia per Viareggio: figuranti bloccati, maschere e carri fermi per la diretta Rai ma....
Carnevale mercoledì 17 febbraio 2010 6Figuranti bloccati, maschere e carri fermi, musica spenta, ma solo quella dei carri. Radio Carnevale, anche durante il minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage di Viareggio del 29 giugno, ha continuato a mandare in onda le canzoni. Ed è stata polemica.
Il Carnevale di Viareggio, durante il corso del martedì grasso, trasmesso in diretta nazionale dalla Rai, ha voluto ricordare all'Italia i 32 morti causati dall' esplosione della cisterna di GPL del treno merci deragliato, avvenuta alla stazione. Assemblea 29 giugno, Avif, il Comitato via Ponchielli, i familiari delle vittime, e la Cgil, si sono dati appuntamento alle 14, davanti a Palazzo delle Muse, per poi entrare nel corso, e allo scoppio del cannone, per un minuto, sui viali a mare è calato il silenzio. Poi, a sorpresa, una voce di donna, quella di Daniela Rombi, la mamma di Emanuela Menichetti, morta nell'ecatombe, ha letto i nomi di battesimo delle 32 vittime del 29 giugno.
Fino a dieci minuti prima era stato imposto un niet. E tutti, molti con le lacrime agli occhi per quella tragedia che ha spazzato via una intera strada, e strappato alla vita intere famiglie, hanno applaudito. La diretta Rai è stata certamente un ottimo mezzo per dare eco alla richiesta di verità, giustizia e sicurezza. Richieste, queste, che ad oggi, a quasi otto mesi da quella maledetta notte di inizio estate, non hanno ancora avuto risposte. Contro 32 morti, infatti non c'è ancora nessun indagato: “ partita truccata”. “Avevamo consegnato a ogni carrista gli striscioni da attaccare, ma la Fondazione, adducendo come motivazione che i carri sono di sua proprietà, ha proibito ai carristi di attaccarli, pena una multa, e per questo abbiamo deciso di sfilare, a gruppi, davanti alle costruzioni di carta pesta – è il segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli a parlare, a fine diretta.
Anche al carro dei Burlamatti, interamente autofinanziato e non di proprietà della Fondazione, è stato intimato di togliere gli striscioni, ma i Burlamatti hanno disobbedito: “abbiamo avuto gli striscioni appesi per tutti e tre i corsi precedenti, non eravamo nella diretta Rai, essendo un carro fuori concorso, e non c'era alcun motivo per un divieto di questo genere”. Certo che se quel minuto di silenzio fosse stato fatto alle 15.30, invece che allo scoppio del cannone, “l'impatto mediatico sarebbe stato maggiore”- ha aggiunto Riccardo Antonini.
Nei numerosi incontri avuti sia col sindaco, che con lo stesso presidente della Fondazione Nanni Maglione, a detta di Antonioli, ci sarebbe stato un susseguirsi di rimpalli di responsabilità sulle decisioni da prendersi: “Lunardini si era detto addirittura disponibile a far bloccare il corso, per ospitare un momento di lutto.
Poi si è passati al forse, e dopo ancora al no, come se a qualcuno desse fastidio ricordare la strage”. E la memoria porta a ricordare il carnevale 2003 quando, in occasione della guerra in Irak, un corso domenicale venne bloccato, con il bene placet sia dell'Amminsitrazione Comunale che della Fondazione.
Gli striscioni sono stati comunque ugualmente visibili, portati a mano, e inquadrati non solo dalla Rai, ma anche dalle tante testate giornalistiche presenti, tv e carta stampata, anche se dalla postazione fissa della Rai il presidente della Fondazione Carnevale Nanni Maglione, ai microfoni in diretta nazionale, ha persino sbagliato la data della strage.
I familiari delle vittime però non mollano, e tenendosi per mano, per essere più forti, hanno manifestato in maniera più che dignitosa la loro sete di giustizia e verità, che in questi mesi ha avuto “solo parole”.
Letizia Tassinari












6 commenti
bravo andrea, sposo in pieno quello che dici. per la fondazione, viareggio deve essere solo la citta' del carnevale e la perla del tirreno. altri fatti, primo fra tutti quello del 29/6, non devono rattristare il turista....che tristezza !!! e poi, vorrei anche aggiungere un'altra cosa, secondo me di una gravita' inaudita. il fatto che quando la signora rombi leggeve il nome di quei poveri cristi morti......radio carnevale continuava a trasmettere musica...VERGOGNOSO...!!!!!! Chiedo che il responsabile di quella "fantomatica" radio carnevale, venga assolutamente allontanato...ma con una fondazione come questa, e con un presidente come il sig maglione, so gia' come andra' a finire. ho una tristezza nel cuore che, vi prego di credermi, neanche si puo' immaginare...
ciao volevo solo dire 2 cose riguardo a ieri sono stata felice che siano stati ricordati quei 32 angeli che hanno perso la vita in maniera disumana ,e lasciando tanto dolore dentro hai familiari e ha noi viareggini....io volevo però dire che non è giusto che solo ieri siano stati ricordati dovevano essere messi striscioni,anche negli altri 4 corsi perchè non dobbiamo dimenticarli ma dobbiamo cercare giusizia per loro anche se giustizia nell mondo c è n è ben poco ciao farfallina
Non capisco il perchè di vietare li striscioni...io non ci vedo niente di male basta che il contenuto sia nei limiti della legalità e del rispetto del prossimo...ma perchè la cittadinanza non lancia un appello nuovamente tramite striscia?Non capisco la logica...il carnevale può fare satira politica ma non può chiedere che giustizia venga fatta in tempi ragionevoli a mezzo di striscioni?
come al solito viva l'egoismo la fondazione la rai radio carnevale ma un pò di palle no è se si tratta di avere compensi si sciopera si discute e invece se la fondazione non vuole gli striscioni ci si adegua senza batter ciglio ma non sarebbe stato più carnevalesco appenderli sù tutti i carri dal primo corso pagare le eventuali multe per poi devolvere i fondi ai familiari delle vittime? RICORDATEVI TUTTI CHE CI SONO 32 PERSONE DI CUI 3 BAMBINI CHE NON POTRANNO PIU VENIRE AL CORSO......VIAREGGIO ALZA LA VOCE!
per aspirito....ho già capito su quale carro sei...ahahaha
Onestamente non capisco la decisione della fondazione di non voler striscioni o messaggi sui carri. Io sono una maschera di un carro e un portavoce del carrista a tenuto a sottolineare, prima della partenza di non esporre nessun tipo di striscione di nessun genere (quindi neanche con scritto "quì felicità" ad esempio).