Protesta a Lucca: 60 euro di suolo pubblico e via i manifesti.
Disastro a Viareggio martedì 30 marzo 2010 0Per risolvere l'imbarazzante situazione interviene il sindaco di Viareggio
Sessanta euro, pagati in anticipo, per l’occupazione del suolo pubblico e l’intimazione a togliere gli striscioni di protesta.
Questa è stata l’accoglienza data dalla città di Lucca ai familiari delle vittime presenti davanti alla Procura in via Galli Tassi. A risolvere l’imbarazzante impasse, e calmare i malumori dei presenti, saliti alle stelle, è stato il sindaco di Viareggio, che messo a conoscenza del provvedimento si è subito messo in contatto con il primo cittadino di Lucca Mauro Favilla, risolvendo la situazione anche con i Vigili Urbani e permettendo ai manifestanti di esporre i loro striscioni. Il comune di Lucca, in una nota specifica: ” Il comitato vittime di Viareggio ha ritirato nella giornata di venerdi il permesso per l’occupazione di suolo pubblico per 18 metri quadri, per l’allestimento di un gazebo, come da loro richiesto e avvenuto regolarmente, secondo quanto previsto dal regolamento comunale, nessuno aveva infatti presentato alcuna richiesta di esenzione o gratuità”. Per il Comune, quindi : “la Polizia Municipale è intervenuta poi con un controllo ordinario perche’ la manifestazione si è svolta vicino a un seggio elettorale, al solo scopo di verificare che non si intralciassero le operazioni di voto in corso e, nel rispetto delle normative, che non vi fossero scritte a sfondo politico. E’ poi stato chiesto di spostare uno striscione che era stato legato a un palo adiacente al comando della PM, cosa che i manifestanti hanno eseguito in piena calma e rispetto collaborativo”.
“Ucciso”, “Uccisa”, le frasi impresse in rosso sulle foto di uomini, donne e bambini morti bruciati la notte dell’inferno viareggino. Le immagini, e le scritte, sicuramente forti, avevano già sfilato il mese scorso nelle strade de L’Aquila, e ieri, come oggi, erano presenti nel capoluogo lucchese perchè chi siano i colpevoli dell’ecatombe del 29 giugno ancora non è dato saperlo.
Sulla strage interviene anche Marino Bertolucci della Cgil. “La magistratura – dice -, della quale bisogna aver fiducia, ha i suoi tempi e le sue metodologie, che non possono surrogare all’assenza dell’azione politica”. Secondo Bertolucci “c’è bisogno di una forte azione politica del Parlamento Italiano ed Europeo. Una specifica Commissione di Indagine da costituire in modo permanente ( anche per contrastare il tentativo di far dimenticare ) sia nel Parlamento Italiano che in quello Europeo risponderebbe, a mio parere, a colmare questo vuoto. Misure legislative immediate sulla sicurezza come il doppiofondo per i contenitori, ed altro ancora, dal Parlamento Italiano, di concerto con quello Europeo, possono essere prese subito, con uno specifico disegno di legge. I parlamentari sono eletti e profumatamente pagati proprio per svolgere questi compiti”.
Letizia Tassinari
Il Nuovo Corriere della Versilia












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