Consegnata la cittadinanza onoraria ai vigili del fuoco per i soccorsi dopo la strage ferroviaria

Disastro a Viareggio 10

Un Consiglio Comunale straordinario, e un’approvazione di delibera per la cittadinanza onoraria al Corpo dei Vigili del Fuoco attuata per acclamazione da parte dell’ intera assise. Un lunghissimo applauso, una standing ovation per gli “angeli del fuoco” che nella notte della strage di via Ponchielli hanno operato con coraggio ed altissima professionalità per salvare decine di famiglie dalle fiamme assassine che sono costate la vita a 32 persone.

Seduti accanto al primo cittadino c’erano il capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, prefetto Francesco Paolo Tronca, il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ingegnere Alfio Pini, il prefetto di Lucca Maurizio Maccari, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il senatore Andrea Marcucci e il comandante provinciale dei pompieri Michele Iuffrida, e seduti in sala i rappresentanti di tutte le maggiori autorità civili e militari, il vescovo Italo Castellani e i parenti delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno.

“Nessuna retorica – ha affermato il sindaco Lunardini -, si tratta di un riconoscimento morale, e simbolico, ma anche, e soprattutto, una tangibile riconoscenza della città di Viareggio a chi quella notte, inammissibile notte, mise a rischio la propria vita per salvare quella altrui”. In quello scenario “folle e dantesco”, ha ricordato il primo cittadino, “lo sguardo di tutti andava alle autopompe, e a quegli uomini che si gettavano nel fuoco”. Coraggiosamente e con alto senso del dovere. “Grazie – il commento di Andrea Marcucci, senatore in forza al PD -, e il ringraziamento, sentito e profondo, unisce le istituzioni e i cittadini per il soccorso ricevuto il 29 giugno, che è servito anche ad aiutare la città a rimettersi in piedi dopo la tragedia”.

Il riconoscimento dato agli “angeli del fuoco” nella sala del Consiglio Comunale, che rappresenta la massima espressione della città, “vuole essere il viatico per iniziative anche materiali – questa la promessa del primo cittadino -, quali una nuova caserma e un centro studi del Corpo stesso”. Un’ora di forte commozione quella che ha avvolto tutti i presenti, soprattutto quando il sindaco ha deciso di leggere un’opera scritta da un anonimo pompiere: “Ci sono momenti in cui ti senti sospeso tra il buio e la luce, in cui credi che sia inutile anche solo tentare di recuperare una vita…dietro questa divisa si celano uomini e donne, semplici, comuni. Persone che si incontrano tutti i giorni… Ad un tratto il tuo sguardo si posa su un bambino che gioca…è proprio lui, quello che salvasti in quella casa in fiamme.

Ti guarda, ti sorride. Quel bambino è vivo. Perchè facciamo questo lavoro? Non siamo super eroi, siamo gente comune, ma siamo Vigili del Fuoco”. Ma agli occhi dei superstiti, i pompieri sono davvero super eroi.


Presidente,
Consigliere, Consiglieri,
Un caloroso benvenuto ed un saluto carissimo alle alte autorità presenti,
a tutti i convenuti e soprattutto a voi, donne e uomini dei Vigili del fuoco.
E’ un onore oggi per me poter rappresentare tutta la città e poter esprimere a nome e per conto della Città della Viareggio, la profonda amicizia, la profonda vicinanza che lega la comunità Viareggina al corpo dei vigili del Fuoco.
I Vigili DEL Fuoco, i pompieri, fanno parte del nostro sentire, del nostro vissuto, sono il sogno di ogni bambino e la realtà di ogni adulto.

Quella notte, quella tragica, inammissibile notte, del 29 giugno, abitando vicino alla stazione ebbi modo di giungere prestissimo in prossimità dell’area: fiamme, calore, odore, volti, tutto era tragedia.
In quella tragedia un unico senso a cui aggrapparsi, il suono bitonale della sirena dei Vigili del fuoco che si avvicinava, un suono che (assieme a quello delle ambulanze e dei mezzi delle Forze dell’Ordine) lacerava la città ma che era segno di soccorso, speranza, coraggio.
Ed in quello scenario folle e dantesco lo sguardo di tutti correva a quelle autopompe e a quegli uomini che si gettavano tra le fiamme.

Ho mille ricordi di quella notte maledetta ma uno non lo dimenticherò mai: tra le fiamme, si intravedeva la passerella, che oggi non c’è più, uno spettacolo allucinante, e li in mezzo, a camminare chino sulla passerella una figura, da lontano una piccola figura, con la tuta, il casco, da vigile del fuoco,
ho saputo poi che era il Caposquadra Cerri, che osservava, valutava, apprendeva i dati del disastro per decidere, li sul momento, mentre rischiava la vita, come comportarsi, quanto chiedere rinforzi, dove indirizzare i primi interventi, quale era la pericolosità della situazione.

Lui in quel momento ha rappresentato il coraggio, la professionalità, la forza di tutti voi.
Come coraggio, professionalità e forza hanno rappresentato quelle decine di mezzi e centinaia di uomini che nelle ore successive hanno costituito una macchina di soccorso splendida, formidabile, organizzata, professionale, a cui, gli abitanti di via Ponchielli, i superstiti della strage, ma davvero tutta la città devono tantissimo.

Ecco perché siamo qui oggi, perché la Città vuole dimostrare con un gesto, si simbolico ma anche profondamente vero, quali e quanti siano i sentimenti che prova verso il corpo dei vigili del Fuoco.
Sentimenti che hanno voluto concretizzarsi, qui oggi, nella sala che rappresenta la massima espressione della Città, la sala del Consiglio Comunale, nel conferimento della cittadinanza Onoraria al Corpo dei vigili del fuoco.

Un gesto, ripeto, simbolico, ma che vuole anche essere il viatico per iniziative anche materiali che la città desidera con forza per voi e per noi, come una nuova caserma per questi uomini ed un centro studi del corpo stesso le cui realizzazioni davvero sarebbero un magnifico, concreto, segnale di riconoscenza nei vostri confronti e al tempo stesso un ulteriore segnale di quella rinascita che Viareggio sta con forza perseguendo.

Vorrei concludere in una maniera un po’ particolare, forse meno protocollare del solito, ma per chi getta tra le fiamme credo non sarà difficile il comprendere questa mia scelta,
concluderò così condividendo con voi una piccola opera scritta da uno di voi, un anonimo vigile del fuoco che forse riesce, proprio perché uno di voi, a rendere meglio di qualsiasi altra mia frase quello che siete e che rappresentate per noi.


Vigili Del Fuoco...
Ci sono momenti nella vita in cui ti domandi che senso abbia tutto questo.
Momenti in cui ti senti sospeso tra il buio e la luce.
Momenti.
In cui credi che sia inutile anche solo tentare di recuperare una vita.
Vigili del fuoco.
Forse non sai cosa significa esserlo.
Forse, tu bambino, sogni di diventarlo.
Forse non sai che dietro questa divisa si celano uomini e donne.
Semplici. Comuni.
Persone che incontri tutti i giorni. Con i tuoi stessi problemi.
E mentre con gli occhi stai scorrendo lentamente queste parole un’altra camionetta corre verso il suo destino…
Che sia facile mai nessuno l’ha detto.
Eppure si fa.
Ti confesso che a bordo di una camionetta che corre verso qualcosa…
C’è silenzio. C’è attesa.
Ma c’è anche la voglia di accorrere, di salvare .
E di tornare poi a casa, sani e salvi.
Sani e salvi.
“Non doveva andare così…”
Quante volte ho sentito pronunciare queste parole.
E una lacrima scende ogni volta che ripensi a quel collega.
Nei tuoi occhi il suo sguardo, sereno, anche nel momento più brutto.
Poi il buio e quel feretro avvolto da una bandiera.
In quel momento ti fai tante domande.
Ti domandi se ne valga la pena.
Te lo chiedi perché non sempre è un mondo come lo vorresti.
Ma ad un tratto il tuo sguardo si posa su un bambino che gioca di fianco ad una panchina.
Si, è proprio lui.
Quello che salvasti in quel casolare in fiamme.
Ti guarda. Lo guardi. Un sorriso.
Quel bambino è vivo e gioca…
Ti stai domandando ancora perché stai facendo questo lavoro?
Non siamo supereroi.
Siamo gente comune.
Ma siamo Vigili del fuoco.

GRAZIE PER QUELLO CHE FATE, GRAZIE PER QUELLO CHE SIETE

10 commenti

  1. Vigili del Fuoco Viareggio mercoledì 21 aprile 2010 alle 01:25:39

    Ancora una volta ringraziamo tutte le persone che manifestano quanto ci vogliono bene... Dalle cerimonie, ai cittadini che incontriamo per strada. Ricordiamo a tutti, due eventi prossimi da noi organizzati: l'imminente pubblicazione del libro sulla strage del 29 giugno 2009, con testimonianze di colleghi intervenuti in quei giorni terribili, arricchito con la riproduzione di articoli originali dei quotidiano locali e foto inedite. Sempre nel mese di giugno, probabilmente domenica 20, organizziamo la ciclopedalata "Memorial Viareggio - Cardoso" aperta a tutti e per tutte le età, evento dedicato alle Vittime del 1986 e 2009. GRAZIE di nuovo a tutti!

  2. moreno lunedì 19 aprile 2010 alle 15:08:27

    scusami carlo per quello che ti avevo scrito, circa la tua frase "hanno fatto solo il loro dovere".....mi era sembrata, ma sicuramente a torto, nel senso che sbagliavo, che fosse un po' banale ed anche ingenerosa....credimi, ho davanti agli occhi ma come me altre migliaia di viareggini e tra questi anche tu sicuramente, l'immagine di quel vigile del fuoco che estrae dalle macerie il piccolo leonardo piagentini, e ogni volta che la rivedo, mi viene da pensare che senza quell'intervento, ora leonardo sarebbe lassu' con la mamma e i suoi fratellini....non e' retorica, spero di riuscire a farmi capire.

  3. carlo domenica 18 aprile 2010 alle 13:52:15

    mi coreggo,hanno fatto il loro dovere in modo egregio.
    se non lo facevano cosa si diceva?si diceva che non avevano fatto il loro dovere.giusto?
    se un dottore salva una persona si dice che ha fatto il suo dovere sensa che venga fatta pubblicità(e in Italia ne salvano centinaia al giorno)ma se sbaglia diciamo che non ha fatto il suo dover e il fatto va a finire sui giornali.
    @moreno:ho fatto un discorso da perfetto imbecille?

  4. Viky venerdì 16 aprile 2010 alle 21:44:44

    Io credo che chi è stato lì quella tragica notte, davanti a quello scempio (vigili del fuoco, dipendenti ASL, volontari, semplici cittadini) sia andato OLTRE IL PROPRIO DOVERE!

  5. Giancarlo venerdì 16 aprile 2010 alle 19:27:48

    Credo che nell'ambito diciascun lavoro dipendente, una delle maggiori soddisfazioni personali sia quella di ottenere il massimo dei risultati sapendo di avere operato con coscienza e professionalità. Siamo pagati per questo; ma non si vive di solo pane. Qualche volta fa anche piacere sentirsi dire che abbiamo eseguito bene il nostro lavoro. Non solo per ciò che hanno fatto i vigili del fuoco quel maledetto 29 giugno, ma per il loro impegno giornaliero a favore della cittadinanza, credo che il riconoscimento concesso loro dal comune di Viareggio, sia un atto dovuto.

  6. Enrico venerdì 16 aprile 2010 alle 18:14:29

    Proviamo a riflettere !!!! i Vigili del fuoco tranne che per eventi come un terremoto, lavorano soltanto per "l'imbecillaggine della gente " e vanno a rischiare la loro vita per questo e per 1200 euro il mese. QUESTO SI CHIAMA DOVERE ?
    Chiaramente l'avranno scelto loro questo mestiere, ma se stassero in caserma a giocare alle carte, sarebbe meglio per tutti...purtroppo devono anche andare a salvar gente come Carlo ( naturalmente corni in terra )
    GRAZIE POMPIERI....Grazie davvero.... anche se con i grazie, il pane non ce lo comprate!!!! Enrico

  7. Eddai.. venerdì 16 aprile 2010 alle 17:45:36

    Capisco cosa vuoi dire...però la frase "hanno fatto il loro dovere" non è sbagliata, almeno tecnicamente. Forse un po' riduttiva, ma non sbagliata!

  8. moreno venerdì 16 aprile 2010 alle 15:24:22

    ma io mi chiedo come sia possibile CHE PER OGNI ARGOMENTO TRATTATO QUI, CI SIA SEMPRE UN PERFETTO IMBECILLE CHE DEBBA DIRE DELLE STUPIDAGGINI....QUESTA VOLTA E' TOCCATO A CARLO......" HANNO FATTO IL LORO DOVERE".....MA VAI A FARE IN CULO !!!!

  9. carlo venerdì 16 aprile 2010 alle 13:22:22

    hanno fatto il loro dovere.

  10. Serena venerdì 16 aprile 2010 alle 12:13:12

    Sì. grazie davvero

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