7 iscritti sul registro degli indagati, le riflessioni di Caprili e Giannerini

Disastro a Viareggio 3

“Un primo, faticoso, passo è stato compiuto, finalmente il registro degli indagati non è più anonimo ma sono stati iscritti con nome e cognome e ragione sociale coloro che, a parere di una lunga indagine della magistratura, potrebbero essere i responsabili”.

La nota è a firma di Miliziade Caprili come presidente della Croce Verde. “Aspettiamo pazientemente di conoscere questi individui, di sapere con la precisione dell’indagine perché è potuta accadere quella strage, i motivi che hanno reso possibile l’orribile morte di tante persone. La nostra funzione e il compito che ci siamo collettivamente assunti, sono tuttavia ancora ben lontani dall’essere espletati. Ci aspettano, e prima di tutti le famiglie colpite da lutti e distruzioni, lunghi periodi d’impegno, d’iniziativa e, se sarà necessario,di vera e propria lotta perché Viareggio e la sua strage non rientrino nel troppo lungo elenco dei disastri che alla fine non hanno responsabilità accertate ed adeguatamente punite”.

“L' iscrizione nel registro degli indagati di 7 nomi appare iniziativa appena sufficiente a distanza di quasi 9 mesi da quel terribile 29 giugno”. Questa la riflessione del segretario versiliese del PD Gianni Giannerini che aggiunge che “dopo questa prima conclusione, che pare riguardi le solo parti tecniche dell'inchiesta (vagone, assale, cisterna), è lecito porsi le domande se l'infrastruttura è dotata degli opportuni dispositivi di sicurezza passiva, se le regole che disciplinano il trasporto di merci pericolose sono adeguate o se lasciano maglie interpretative troppo ampie, all'interno delle quali possono passare episodi come quello di Viareggio, se la filosofia del sistema ferroviario, “investire in sicurezza meno di quanto costerebbero eventuali risarcimenti dei danni”, non comporta incuria e quindi responsabilità in quello che è avvenuto”.

L'esempio di Viareggio , è questo il pensiero di Giannerini, “deve servire a far venire meno il senso di impunità di chi governa il sistema del trasporto ferroviario in Italia, ma anche in Europa; la Magistratura ha iniziato con provvedimenti che appaiono ancora limitati e, purtroppo, tardivi.

L'augurio è che ora l'iter proceda più celermente”.

Letizia Tassinari

3 commenti

  1. eho' domenica 25 aprile 2010 alle 20:54:53

    i politici vanno picchiati tutti.. a prescindere da che partito...

  2. p.andrea sabato 24 aprile 2010 alle 22:40:48

    sono solo politici sig. marangoni, politici che disquisiscono solo in termini di politica, politici poi questi due che viaggiano solo in virtù della poltrona che hanno attaccata al sedere...oserei dire della razza peggiore, fino a smentita certa, ovvio!

  3. marangoni g venerdì 23 aprile 2010 alle 00:09:02

    Mi chiedo con quale faccia tosta questi due signori si permettano di dissertare sulla strage di Viareggio. A loro, al PD, a Rifondazione sinceramente questa vicenda non interessa. Lo dimostra il fatto che nei tre mesi successivi alla strage non hanno fatto il benchè minimo commento politico, non hanno presentato alcuna interrogazione in consiglio comunale, si sono "distratti" con il caso Strippoli ritenendolo più degno di spendervi parole ed energie. E questo vale anche per il Caprili politico, mentre il Caprili presidente della CV si è trovato coinvolto nel disastro suo malgrado, e ha speso parole solo per la CV.

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