Disastro ferroviario: La commissione d’inchiesta interna assolve le Ferrovie dello Stato
Disastro a Viareggio sabato 24 aprile 2010 4La responsabilita' dello svio del convoglio merci deragliato nella stazione di Viareggio la sera del 29 giugno 2009 non fu di Rfi ma del cedimento dell'asse del primo carrello della prima cisterna.
E' quanto afferma nelle sue conclusioni una relazione tecnica della società del Gruppo Fs, stilata dalla commissione interna d'inchiesta (presieduta dall’Ingegner Gianpiero Pavirani) sul disastro ferroviario che ha causato la morte di 32 persone, il ferimento di molte altre e numerosi danni ad un quartiere della città. “Le responsabilità dello svio sono da attribuire al cedimento dell’ asse del primo carrello della prima cisterna – si legge nel documento -, mentre la causa dello squarcio della cisterna che ha provocato la fuoriuscita del gas e la successiva deflagrazione è da attribuirsi all’impatto ed al successivo trascinamento della stessa con la piegata a zampa di lepre del cuore del deviatoio”.
A quanto riportato nel documento lo squarcio del carro-cisterna che trasportava gas GPL, la successiva fuoriuscita del materiale e poi l'esplosione sarebbero cioè da attribuire all'impatto con un elemento a terra di uno scambio dei binari, in particolare quello che in gergo e' definito 'piegata a zampa di lepre'. Queste almeno le valutazioni tecniche per le quali RFI ritiene che nel disastro non ci siano responsabilità né dell' infrastruttura, nè di propri agenti: “ Dall’analisi delle varie fasi che hanno caratterizzato, dapprima la gestione dell’emergenza e successivamente le varie fasi di ripristino dell’infrastruttura, non emergono sostanzialmente inerzie e tanto meno responsabilità da parte del personale di RFI. Tutte le varie e diversificate fasi di intervento appaiono coerenti con il modello organizzativo in essere”, e' scritto ancora nel documento. Stando alla ricostruzione fatta da RFI l'esplosione del gas GPL si verificò circa tre minuti dopo lo svio del convoglio, avvenuto alle 23.48. -
Una domanda arriva da Riccardo Antonini, ferroviere e portavoce in Assemblea 29 giugno. Antonini cita una circolare del 20 gennaio del 1990, che ha per oggetto il distanziamento dei carri trasportanti gas pericolosi. L’esponente di Assemblea 29 giugno chiede cosa sarebbe successo se quella cisterna fosse stata distanziata, con almeno un veicolo, dalla locomotiva di testa. La norma è ancora in vigore? “Per quanto ci risulta sì – afferma Antonini -, se poi non lo fosse perchè toglierla a discapito della sicurezza?”.
Il Nuovo Corriere












4 commenti
tranquillo mauro, viareggio non dimentica, guarda la gente che c'era al principino in occasione della commemorazione delle vittime " per non dimenticare". viareggio non dimentica, magari tace, va al mare a bruciarsi con la rena calda ma non dimentica... il tuo quesito è in generale un segnale a conferma di quanto dico. ciao, andrea.
Comunque ora che ho notato l'orario del primo commento mi meraviglio di cosi' pochi commenti , ma la citta' di Viareggio non si sara' mica dimenticata di quel tragico 29 Giugno ?
Tutti a commentare la morte di Maurizio Mosca , ma queste coltellate al cuore non le commentano?
Purtroppo mi sa che hai ragione ,in Italia e' cosi' , la giustizia non esiste , o meglio esiste per qualcuno , piu' su vai e piu' se la scampano , pensiamo anche all'accorciamento dei tempi della prescrizione , comunque io sono dell'idea che se sara' cosi' si puo' tranquillamente che Gesu' e' morto dal sonno .
E lo sapevo!!!
Ecco il primo che si leva la patata bollente dalle mani, e poi piano piano verranno tutti gli altri.Le FS non hanno colpa, chi guidava il treno non ha colpa, chi l'ha costruito e non ha provveduto a controllare non ha colpa, sta a vedere che la colpa è delle 32 persone che sbadatamente erano nelle proprie case o passavano di lì senza pensare che un treno pieno di GPL sarebbe deragliato. Tanto è sempre la solita storia!!!