Come dividere i dieci milioni che la legge-Viareggio garantisce? Presidio sotto il comune.

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Presidio dei comitati “Assemblea 29 giugno” e Il Mondo che vorrei” ieri mattina davanti al muncipio mentre in sala Matteo Valenti, a porte chiuse, si incontravano i rappresentanti della Regione, dell'Avvocatura di Stato e dell'Amministrazione Comunale per il tavolo tecnico sulla Legge Speciale. I dieci milioni di euro, al momento ancora mancanti, non hanno criteri definiti per la ripartizione tra i familiari delle vittime. “ I soldi servono a chi ha avuto vittime – come ha precisato Daniela Rombi – per poter andare avanti”. “Sono un aiuto da parte dello Stato – ha sottolineato – per non cedere al ricatto delle assicurazioni, e anche se sono soldi maledetti purtroppo servono”.

Secondo quanto scritto al punto 2 dell'articolo 1 della Legge Viareggio “il sindaco, di intesa con il Commissario delegato, individua i familiari delle vittime e i soggetti che hanno riportato lesioni grave e gravissime e determina la somma spettante a ciascuno di essi”.

Che per ciascuno non puo' essere inferiore a 200mila euro ed è determinata tenuto contro dello stato effettivo di necessità. Per chi ha avuto lesioni gravi o gravissime è attribuita una somma determinata. Unico autorizzato a presenziare all'incontro il legale del “Mondo che vorrei”, avvocato Maurizio Dalla Casa che ha affermato che “la relazione stesa dalla Asl non puo' essere presa come parametro di riferimento perchè non contiene indicazione circa la gravità delle lesioni dei feriti”. E per questo, secondo il legale, “dovranno essere acquisite dal tavolo tecnico le cartelle cliniche dei soggetti interessati”.

Come saranno da rivedere altri punti: al punto 3 dello stesso articolo di legge è stabilito che “le elargizioni spettano, in ordine, al coniuge superstite – inteso come tale quello non divorziato, o separato con addebito di colpa e con sentenza passata in giudicato -, ai figli se a carico, ai figli in mancanza del coniuge superstite, ai genitori, ai fratelli se conviventi a carico e al convivente more uxorio. Per l'avvocato Dalla Casa sono da stabilire con esattezza anche l'ordine di priorità dei beneficiari e l'effettivo stato di necessità. Ma intanto, sulla questione fondi, i comitati si spaccano: l'Avif ha infatti diffuso, proprio ieri, un suo comunicato stampa con il quale affermano che “i criteri di distribuzione dei soldi della Legge Viareggio non devono essere decisi da nessuno, neppure dal “Mondo che Vorrei”, che ricordiamo ha sottoscritto un documento congiunto dove per “vittime” si intendono coloro che hanno subito lesioni fisiche e morali”. Avif e Comitato via Ponchielli invitano poi l'associazione a concordare con gli altri comitati le iniziative che interessano le vittime della strage ferroviaria del 29 giugno.

“Quello che colpisce delle vicende collegate alla tragedia, oltre si intende le morti e le distruzioni - è la fatica”, scrive in una nota il senatore Milziade Caprili. “La fatica di avere quantomeno il numero degli indagati – prosegue -, quella nel comporre una legge in qualche modo accettabile in grado e di risolvere alcuni dei problemi che i superstiti si sono trovati ad affrontare e infine la fatica per fare in modo che la legge sia applicata e non un semplice elenco di volontà”. Sono due le cose che colpiscono il senatore comunista: “la fatica e il cinismo di alcune strutture pubbliche, di chi non capisce, o non vuol capire, che anche i tempi hanno la loro importanza e che, in ogni modo, ha importanza parlare con quanti sono stati colpiti il 29 giugno 2009. Parlare per evidenziare anche le difficoltà perché nessuno ignora che anche le difficoltà, le lungaggini, le incomprensioni, le sottovalutazioni sono il triste retaggio di un fatto che ha sconvolto con le famiglie un’intera città”.

Il lavoro del comitato tecnico istituzionale si prefigura delicatissimo, ed esposto a roventi dibattiti.

Letizia Tassinari

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