Processo breve? I 38 indagati della strage di Viareggio rimarrebbero impuniti

Disastro a Viareggio 6

"Abbiamo iniziato il nostro cammino di Associazione dei familiari della strage di Viareggio proprio con una manifestazione sulla giustizia, contro il processo breve, sabato 30 gennaio 2010, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e ci siamo ritrovati nelle parole del Procuratore Generale Deidda: “… e chi lo dirà ai padri e alle madri di Viareggio che hanno perso ragazzi di 18-20 anni che lo Stato rinuncia ad accertare la verità solo perché il processo si è rivelato complicato e difficile?”

Abbiamo continuato questo percorso il 6 marzo 2010 quando siamo stati a L’Aquila, insieme a cittadini martoriati da un’altra grande tragedia, per manifestare contro il processo breve.
Proprio in questi giorni un altro colpo (come se quelli subiti non fossero stati sufficienti!), un’altra mazzata che vorrebbe ancora farci chinare la testa: un’accelerazione sul processo breve, sulla prescrizione breve! Uno scempio ai danni dei cittadini per difendere gli interessi di un presidente del Consiglio (?).

Questa legge riguarderà tanti importanti processi come il nostro. I 38 indagati della strage di Viareggio sono quasi tutte persone incensurate e, quindi, molti di questi usufruiranno della riduzione della prescrizione, potranno essere esclusi dai dibattimenti e quindi uscire impuniti: nessuno responsabile di quanto accaduto a Viareggio!

A Viareggio il 29 giugno 2009 non è quindi accaduto niente, quando bruciarono vive 32 persone che stavano riposando nelle proprie abitazioni.

Solo il pensiero che ciò possa accadere ci addolora tremendamente, uccide ancora una volta i nostri cari e uccide anche noi, che stiamo lottando con le unghie e con i denti per avere giustizia. Così non è più possibile andare avanti!

Il 5 ed il 6 aprile saremo di nuovo a L’Aquila dove, insieme a tante altre persone martoriate dall’ingiustizia, costituiremo un’Associazione a livello nazionale per essere tutti assieme pronti a lottare contro un vero colpo di spugna sui nostri diritti.

Non ci piegheranno mai, perché il nostro dolore non può essere piegato da alcun terremoto (neppure quello giudiziario) e non può essere prescritto.

Siamo pronti e pronte a tutto pur di difendere la verità, la giustizia e la sicurezza di tutti. Lo dobbiamo, in primo luogo, alle persone che non ci sono più, lo dobbiamo a noi e a tutti i cittadini di questo paese per definirci ancora esseri umani, uomini e donne"
.

Associazione “Il mondo che vorrei”
Assemblea 29 giugno

6 commenti

  1. clapton80 martedì 19 aprile 2011 alle 13:13:03

    Che schifo ! Cioè in Italia ti fanno diventare di sinistra per forza davanti a questi scempi . . .
    Che schifo di paese

  2. Sara giovedì 14 aprile 2011 alle 14:09:27

    http://www.facebook.com/ginger.neltunnelipnotico#!/note.php?note_id=10150161253459068

  3. emma mercoledì 6 aprile 2011 alle 09:28:18

    Le leggi da noi vengono emesse secondo la necessità del "premier", per tutti gli altri c'è l'indifferenza totale, ricordate il "ghe pensi mi"? Infatti ci ha pensato,chiedete al sindaco e alla giunta cosa ne pensano, vi diranno che è tutta colpa dei magistrati e dei comunisti,ma poi dove li vadono tutti sti comunisti?

  4. Andréa - ALLA FOA!!! martedì 5 aprile 2011 alle 22:34:15

    Qui in Italia più uno sarà un mascalzone, mafioso, corrotto, evasore e più sarà libero di fare i propri comodacci.
    Questo clima non mi garba per niente.
    Siamo al farwest!

  5. vittorio martedì 5 aprile 2011 alle 16:09:35

    Che vergogna... il processo breve permetterà a tutti gli incensurati di farla franca... CHE SCHIFO!!!

  6. ila martedì 5 aprile 2011 alle 12:31:32

    Mamma mia... nn ho parole... queste purtroppo sono le leggi Italiane che ci dobbiamo sorbire ingiustamente...CHE SCHIFO!!!Bisogna LOTTARE... forza a tutti...chi non ha avuto perdite il 29 giugno, non può e non deve lavarsene le mani, dobbiamo metterci nei panni di chi ha perso familiari, amici, case e attività. Ci poteva essere chiunque di noi lì in quel momento o succedere pochi metri prima o dopo, quindi non lasciamo solo il comitato "Il mondo che vorrei" dobbiamo essere UNITI in questa lotta.

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