"Napolitano, non firmi la legge", l'appello dei familiari delle vittime di Viareggio e Moby Prince
Disastro a Viareggio venerdì 15 aprile 2011 0Le associazioni dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e del Moby Prince si rivolgono al presidente della Repubblica perchè "non firmi la legge sul processo breve". Daniela Rombi presidente dell'Associazione ''Il Mondo che vorrei'' che raggruppa familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e Loris Rispoli presidente del ''Comitato 140 - Familiari delle vittime del Moby Prince'' scriveranno infatti a Napolitano per chiedere un incontro urgente.
In merito al processo breve si è espresso il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda''Credo che si possano rassicurare i familiari delle vittime: è ragionevole prevedere che il processo per la strage di Viareggio non si estingua, anche se il rischio c'è''.
Deidda ha seguito passo passo gli sviluppi dell'inchiesta coordinata dalla procura di Lucca. Secondo il procuratore generale, per il procedimento sulla strage di Viareggio i rischi non riguardano la prescrizione breve ma la durata prevista per i tre gradi del processo.
''Vista anche l'attenzione mediatica sulla vicenda di Viareggio - spiega Deidda - non credo sia realistico pensare che possano durare più dei sei anni previsti dal processo breve. Certo, i tempi delle battaglie sulle perizie sono difficilmente prevedibili e molto dipenderà dalle strategie difensive, che potrebbero mirare proprio ad allungare i tempi. A quel punto, il rischio che l'azione penale si estingua c'è. Mentre il Parlamento sostiene di voler abbreviare il processo, si pensa di introdurre una norma che consente al difensore di formulare richiesta di liste testi interminabili, senza che i giudici possano intervenire. E questo allungherebbe i tempi a dismisura e a volontà dei difensori''.












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