Agostino Rocco "Il Labirinto del Mondo"Galleria d’arte Barbara Paci, PIETRASANTA (LU)
Attualità martedì 19 aprile 2011 1Un titolo suggestivo, quasi un verso, capace di condensare in poche parole tutta la vastità di mondi interiori ed esteriori. Agostino Rocco, nella nuova personale alla Galleria d’Arte Barbara Paci, ruba al mistico moravo Comenio (1592-1670) il titolo di una delle sue opere più famose: “Il Labirinto del mondo e il Paradiso del cuore”.
Rocco presenta un progetto fotografico imperniato su poche, essenziali coordinate: l’umano, l’animale, l’oggetto, il tempo, lo spazio, sino a far emergere con solidità tridimensionale volti e presenze.
Le più recenti creazioni sono popolate da personaggi collocati in suggestioni e fogge d’altri tempi, per quanto questi stessi esseri si muovano in spazi e oggetti di stretta contemporaneità. Le immagini fotografiche di Rocco non vogliono essere rappresentazioni della realtà, quanto piuttosto finestre sugli abissi dell’anima, quinte teatrali dove si muovono esseri umani, oggetti e animali che mostrano una propria inquietudine. Ne emerge un’umanità poliedrica e sfaccettata, dalla presenza forte, quasi ingombrante, a volte ritratta esplicitamente, a volte semplicemente evocata.
Si rincorrono riferimenti alla storia dell’arte: da Van der Goes a Kalf, da Chardin a Lotto, a Holbein, molte sono le fonti a cui Agostino Rocco attinge tra rimandi velati e citazioni più esplicite.
L’elaborazione digitale consente all’artista di impegnarsi in costruzioni raffinate, in cui la fotografia è solo il pretesto iniziale, che permette di andare alla ricerca di soluzioni estetiche oltre la stessa pittura, mutuando dall’antico e dal presente gli aspetti tecnici e formali. Una vera e propria ri-creazione visiva. Fondamentale in questo senso l’attenzione riservata al dettaglio, alla resa della luce, che sembra scolpire i personaggi e ogni altro elemento della rappresentazione. Si avvertono la pesantezza dei tendaggi e delle sontuose vesti, il profumo di frutti e fiori, il tintinnio di argenti. I personaggi ritratti si muovono enfaticamente sulla scena, in una situazione pittorica che solo apparentemente si richiama all’iconografia classica, giungendo, in realtà, a creare una dimensione sottratta al tempo stesso e allo spazio. Modelli e modelle diventano archetipo di un’umanità indifferenziata.
La mostra Il Labirinto del Mondo si articola in una decina opere di varie dimensioni, tutte realizzate nel 2011 appositamente per questo appuntamento espositivo alla Galleria d’Arte Barbara Paci di Pietrasanta.
Catalogo disponibile in mostra.












1 commento
Deve essere semplicemente meravigliosa!