Ieri la perizia sulla "cisterna maledetta"

Disastro a Viareggio 1

Un centinaio di persone, soprattutto familiari delle vittime ha assistito ieri pomeriggio alla perizia in corso alla stazione di Viareggio (Lucca) sulla cisterna da cui il 29 giugno 2009 usci' il gpl che provocò l'esplosione e la strage: 32 morti.

Mentre nei mesi scorsi, nelle officine della Lucchini, in Lombardia, i periti hanno cercato di appurare cosa provocò la crepa che determinò la rottura dell'assile e il deragliamento del treno, ieri pomeriggio, periti, avvocati e consulenti si sono alternati attorno alla cisterna per procedere con la seconda fase dell'incidente probatorio

Obiettivo dei periti e' confrontare lo squarcio della cisterna con i componenti della ferrovia, per appurare cosa lo provoco' e riuscire in questo modo a dare risposta certa ai familiari delle vittime e alla città intera.

Non sono mancati però momenti di tensione. E' successo quando alla cisterna si sono avvicinati i periti delle Ferrovie: i parenti delle vittime hanno gridato "venduti, buffoni, servi di Moretti". Alcuni hanno alzato le gigantografie dei figli e degli amici morti nella strage: "Voltatevi, guardateli".

Ma questi momenti non sono mai andati oltre le grida, in particolare quando i periti di Ferrovie hanno chiesto che venisse acquisito un loro plastico dello squarcio da cui fuoriuscì il gas.

Al termine della giornata, le posizioni non sono cambiate. Fs ha sempre puntato l'indice contro la 'piegata a zampa di lepre', un componente indispensabile dello scambio. Parti civili e procura hanno sempre indicato il picchetto, un elemento che indica le curve e che, secondo l'accusa, vista la sua pericolosità, poteva essere stato sostituito.

A sostenere questa seconda ipotesi oggi si è aggiunto l'avvocato Raffaello Cecchetti, legale della presidenza del Consiglio, anch'essa parte lesa: "Non sono un tecnico - ha detto - ma l'impressione visiva è che una rottura come quella possa essere provocata da una superficie come quella di un picchetto". Di opinione opposta il legale di Mauro Moretti, l'avvocato Armando D'Apote: "Ritengo che sia inequivocabile che lo squarcio sulla cisterna è stato provocato dalla piegata a zampa di lepre". Saranno i periti del gip, entro novembre, a dare la risposta.

Gli indagati sono 38. Fra loro, i vertici del Gruppo Fs - anche Moretti - e i responsabili delle ditte proprietarie del convoglio o che eseguirono manutenzioni o montaggi del carro che deragliò. Fra chi cerca la verità c'é anche la commissione d'indagine istituita dal ministero. Oggi, a Viareggio, c'era il presidente, Franco Branciamore, che non ha voluto sentir parlare di fatalità: "Quando c'é un incidente - ha detto - qualcuno ha sbagliato".



1 commento

  1. valerio81 mercoledì 8 giugno 2011 alle 17:19:36

    i responsabili devono pagare!!!!! hanno distrutto vite umane e intere famiglie!!!

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