Serata in memoria della strage di Viareggio all'l'Auditorium Enrico Caruso di Torre del Lago
Disastro a Viareggio sabato 25 giugno 2011 1Questa sera alle ore 21 presso l'Auditorium Enrico Caruso di Torre del Lago, si terrà una serata per commemorare le 32 vittime della strage che due anni fa colpì Viareggio, attraverso la musica e il belcanto in un luogo, il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago che, come afferma il presidente della Fondazione Festival Pucciniano Paolo Spadaccini “è patrimonio di tutta la comunità di Viareggio e Torre del Lago e luogo che simbolicamente, attraverso la musica, può testimoniare la solidarietà ed il dolore di una comunità che è stata segnata per da un così tragico evento ”.
Sarà il Sindaco Luca Lunardini ad introdurre la serata, insieme alle autorità civili e militari del territorio con un breve intervento e un saluto ai familiari delle vittime e al pubblico per poi lasciare spazio alla musica e alle immagini.
Si comincia con l’ascolto di Acque composizione per pianoforte e flauto scritta appositamente per questa occasione da Selvaggia Schiavi che eseguirà il brano in prima assoluta al pianoforte accompagnata al Flauto da Stefania Carrara. Spesso legato ad un concetto di purezza, leggerezza e calma, secondo selvaggia Schiavi l’acqua è il primo elemento con il quale entra in contatto la vita. Acqua come legame fra passato e presente. Acqua in grado di ovattare un dolore acuto. Acqua che consola cullandoci. Acqua che tiene a galla per non farci inghiottire nelle profondità della disperazione.
Seguirà la Proiezione del Film/documentario Viareggio e la notte delle Sirene 29 giugno 2009 documentazione e memoria prodotto dal CENTRO DI EDUCAZIONE AI LINGUAGGI MULTIMEDIALI IMMAGIN@RIA SERVIZI SCOLASTICI - ASSESSORATO alla PUBBLICA ISTRUZIONE del Comune di Viareggio. Il video le cui riprese, montaggio e regia sono state curate da Maria Teresa Giorgetti, sarà proiettato in prima visione assoluta. Si raccontano le emozioni, le parole, le testimonianze di una città ferita attraverso le immagini girate nei giorni immediatamente successivi al disastro ferroviario di Viareggio.
A concludere la prima parte della serata un’altra composizione inedita Schegge di Memoria Cantata per Orchestra e soprano Solo, su musica del maestro Massimiliano Piccioli e testi di Marilena Cheli, interpretati dal soprano Cristina Martufi. L’Orchestra del Festival Puccini e l’Orchestra del Conservatorio Boccherini di Lucca saranno dirette dal Maestro Valerio Galli.
La seconda parte della serata sarà dedicata alla composizione Ventinovegiugnoduemilanove in ricordo del disastro ferroviario di Viareggio Cantata scenica per quattro personaggi, Coro e Orchestra su musica di Giuliana Spalletti compositrice toscana e libretto di Lisa Domenici, critico musicale. Prima esecuzione assoluta affidata al direttore d’Orchestra Valerio Galli che dirigerà Orchestra e Coro del Festival Puccini e del Conservatorio Boccherini di Lucca. Una composizione che le autrici così descrivono: “ Non abbiamo conosciuto coloro che hanno perso la vita nell’incendio scoppiato alla stazione ferroviaria di Viareggio la notte del 29 giugno 2009 quando un vagone che trasportava gas è uscito dai binari ed ha lasciato morti e feriti. È stata una strage ma non la racconteremo. Non abbiamo intenzione di trasferire sui pentagrammi la cronaca della tragedia. Abbiamo pensato di consegnare il ricordo ad una cantata scenica mediante temi conduttori che muovono il testo.
Il primo concetto motivico è il tempo del mondo in cui siamo immersi con la percezione di essere in quotidiana compagnia di noia, stanchezza, delusione come dice il secondo personaggio della cantata.
Il secondo concetto motivico è il tempo eterno di cui niente sappiamo, espressione convenzionale, sfuggente alle categorie del nostro pensiero. Forse fantasia, forse realtà come cantano il terzo e il quarto personaggio, prima dell’incendio quando cantano il loro idillio che li pone in una situazione indefinita nel tempo del mondo perché già proiettati verso il tempo eterno.
Il Terzo concetto motivico è il tempo dell’arte che germoglia nel tempo del mondo e fa da tramite verso il tempo eterno. È il nostro scampo.
I protagonisti della cantata sono quattro. Nei primi due che appaiono siamo rappresentati noi più o meno consapevoli di subire una quotidianità violenta. Gli altri due sono coloro che hanno perso la vitae dunque si trovano in una condizione ultramondana. Tutti e quattro però sono riuniti nel tempo dell’arte che nel nostro caso si manifesta attraverso la poesia e la musica. L’epifania dell’arte è la nostra consolazione.












1 commento
Sicuramente sarà una serata indimenticabile, che toccherà gli animi più profondi.
Un pensiero e un abbraccio per le famiglie che hanno perso un loro caro!