Chiarezza su nascite e mortalità infantile al Versilia
Sanità giovedì 4 agosto 2011 1In seguito alla lettura di articoli comparsi recentemente sui mezzi di informazione, sia a mezzo stampa che on line, sentiamo la necessità di esprimere alcune considerazioni in risposta ad argomenti che riteniamo trattati non adeguatamente. Pensiamo che notizie non ben documentate possano prestarsi a strumentalizzazioni non sempre corrette che a loro volta possono generare nella popolazione sentimenti di sfiducia. Sentimenti contrari ai nostri interessi che stiamo cercando di contrastare mediante l’unica azione che riteniamo veramente etica ed efficace e cioè l’adozione della buona pratica clinica che ogni giorno viene applicata responsabilmente da parte degli operatori della salute sia in ospedale che sul territorio.
Riguardo al numero dei parti, non sono mai stati 800. (Titolo comparso su “Il Tirreno”) Anche nel 2010 abbiamo sfiorato il numero di 1200. L’andamento tendenziale del 2011 dimostra un ulteriore aumento degli stessi. La relazione annuale del S.Anna ci pone fra i primi posti nella Regione Toscana in quasi tutti gli indicatori fra i quali riteniamo significativi la riduzione del numero di tagli cesarei e il basso ricorso all'episiotomia.
Non risponde al vero la notizia che non si è in grado di praticare la partoanalgesia di notte.
Riguardo al caso della signora che l’anno scorso ha dovuto subire l’asportazione della tuba per una gravidanza extrauterina (titolo e articolo comparsi su “La Nazione”), si deve dire che al momento dell’osservazione da parte del medico di guardia ginecologica, la signora non presentava le evidenze cliniche osservate invece a distanza di tempo. La perdita del feto (ma è più corretto parlare di embrione quando si tratta di una gravidanza di poche settimane), era assolutamente inevitabile poiché l’impianto della gravidanza si era verificato in sede non naturale (ectopica). La gravidanza tubarica è un evento che si verifica più frequentemente di quanto si creda ma si conclude per lo più con un aborto tubarico spontaneo che non richiede intervento chirurgico. In tale caso spesso non viene neppure diagnosticata.
Infine in merito all’ osservazione (comparsa su “Viareggino.it”) riguardante il dato statistico di un’alta mortalità infantile nel nostro territorio, si deve osservare che il report è storicamente presente e rilevato anno dopo anno fin dalle prime osservazioni statistiche disponibili (dagli anni 2000 al 2010). Tale andamento non ha subito sostanziali modificazioni nel 2008. Il dato statistico di cui si parla, rileva tutti gli eventi dovunque avvenuti purchè riguardanti membri della nostra popolazione residente. Se la morte, per esempio si è verificata a Pisa o a Firenze o a Siena o altrove, per patologie rilevanti, quali malformazioni, prematuranza, difetti cromosomici, incidenti o altra patologia congenita o acquisita, l’evento mortale viene conteggiato come pertinente alla nostra area geografica e lo ritroviamo conteggiato nella pubblicazione del MeS.
Per studiare le cause per cui la nostra Versilia è gravata da più elevata mortalità sia infantile che per tumore, bisogna avere accesso a tutti i dati riguardanti gli eventi e questo non rientra nelle possibilità autonome della nostra Azienda perché non abbiamo i dati estratti dalle cartelle cliniche relative a casi trattati nelle varie istituzioni sanitarie regionali. Infatti si verificano comunemente eventi mortali presso altre usl di cui non abbiamo conoscenza diretta perché si riferiscono a casi non curati nel nostro ospedale.
Si è già deliberato di interrogare l’ufficio statistico regionale per avere le informazioni che consentano di studiare i dati. Solo la corretta interpretazione sul piano sociale e sanitario può far intraprendere azioni adatte a controllare e ridurre il problema la cui eliminazione totale è purtroppo impossibile per cause naturali.
Dal punto di vista sanitario sia le strutture che le pratiche cliniche sono risultate adeguate. Lo studio dell'andamento del 2010 dimostra che la mortalità neonatale dei nati nel nostro ospedale è fra le più basse in Italia e in linea con le migliori realtà della Regione Toscana.
Vogliamo concludere con l’auspicio di una sempre migliore collaborazione fra gli operatori sanitari ed i mezzi di informazione in modo che la libertà della stampa e il diritto del cittadino all’informazione vadano di pari passo con la completezza delle notizie.
Abbiamo scelto la trasparenza per la comunicazione e la buona pratica come metodo di lavoro e se queste sono scelte da condividere invitiamo tutti i soggetti portatori di interesse legittimo a farsi carico dell’obiettivo comune di collaborare per migliorare sempre.
La Direzione Sanitaria della USL 12












1 commento
La situazione è molto preoccupante, esistono dei dati certi che indicano che esiste un’elevata mortalità infantile, tumorale e cardiocircolatoria, partiamo da questo perché questo è, purtroppo, sicuro. Che i dati siano costanti nel tempo oppure in lieve diminuzione rispetto al passato non può lasciarci tranquilli, siamo la zona della Toscana in cui si muore di più per quelle determinate cause.
Sebbene gli indicatori di qualità per l’AUSL monitorizzati dal MES S. Anna ci diano buoni punteggi, tali buone pratiche non abbassano la mortalità e presumibilmente anche la morbilità a livello delle altre zone della Toscana, perciò anche se l’organizzazione e le pratiche sono ottime e gli operatori efficientissimi resta il dato che in Versilia si muore di più, solo questo conta. Potrebbe voler dire che esistono dei fattori di rischio ambientali che fanno si che questo succeda proprio da noi e forse possiamo dire che abbiamo un servizio sanitario che funziona altrimenti il numero delle morti sarebbe potuto essere maggiore. Che ci siano nel computo dei nostri poveri morti, nostri bimbi e nostre persone decedute in altre strutture ospedaliere non ci tranquillizza affatto, sono vissute in Versilia anche se morte altrove e quindi in Versilia sono state esposte a qualcosa che ha provocato o favorito tale morte.
Le colpe, insomma, non sono degli operatori e dell’ organizzazione del AUSL, ma in qualcosa di diverso ed è quel qualcosa che dobbiamo cercare come priorità assoluta, non basta solo il rispetto delle buone pratiche se non si muore di meno. I dirigenti AUSL, il presidente della società della salute (!) devono fare di tutto ed in modo prioritario per recuperare i dati e renderli pubblici, scoprire tali cause e adoperarsi per rimuoverle al più presto ed efficacemente dal nostro territorio. Vogliamo parlare anche dell’aumento di casi di pubertà precoce in Versilia documentati in uno studio di qualche anno or sono?
Stiano tranquilli i vertici dell’AUSL 12 Versilia, nessuno li vuole attaccare, non c’è bisogno di erigere barricate, siamo solo preoccupati per la nostra salute, sopratutto di quella dei più piccoli e meno dati abbiamo a disposizione più la nostra preoccupazione cresce, vi preghiamo, perciò, non di rassicurarci ma di darci gli strumenti giusti per vivere meglio e di più, mi sembra una richiesta legittima.
Dott. Vincenzo Santoro
Forum Sanità, Sinistra Ecologia Libertà