I familiari delle vittime di Viareggio "accolgono" Moretti alla festa del Pd a Genova

Disastro a Viareggio 3

E’ finito prima di cominciare il dibattito del Pd, su trasporto ferroviario, alta velocità e pendolari organizzato il 9 settembre dal Pd a Genova con Mauro Moretti, il pluricontestato ad del gruppo Fs, e Debora Serracchiani, parlamentare europea, sponsor della Tav Torino Lione e relatrice di un pesante provvedimento di ulteriore liberalizzazione sulle ferrovie che sta per calare sulle nostre teste da Bruxelles.

La presenza di Moretti alla festa del Pd ligure era stata considerata una vera e propria provocazione, non solo dai familiari delle vittime della strage di Viareggio ma anche dai pendolari e dagli attivisti ‘No Tav’.

Ad attendere il ‘capo’ delle ferrovie italiane, come avevano annunciato c’erano molti familiari delle vittime della strage e cittadini di Viareggio, che gli hanno pacificamente ricordato con la fermezza e la determinazione che li ha contraddistinti in questi anni, tutto il loro dolore e l’indignazione per i suoi comportamenti e le sue decisioni a seguito dell’incidente ferroviario che il 29 giugno 2009 ha portato via i loro 32 cari, tra cui giovani e bambini. Attorno al palco allestito per il dibattito, ad accogliere Moretti le gigantografie angoscianti con i loro volti sorridenti.

Il moderatore della serata, Matteo Mauri, responsabile nazionale Trasporti del Pd, prende la parola, ma la sua voce è sommersa dai fischi e dagli insulti: "Vergogna, assassino, infame", urlano dalla platea dove erano presenti anche i No Tav.

Il dibattito viene sospeso, mentre Moretti, circondato dalla polizia, viene fatto oggetto di fischi e insulti. La tensione sale, e la polizia scorta l’Ad delle Ferrovie al sicuro, inseguito da tamburi e dai fumogeni dei No Tav e da qualche viareggino. "Una persona degna si doveva dimettere il giorno dopo l’incidente, invece lui è ancora lì – ha dichiarato Daniela Rombi, arrivata in pullman con una cinquantina di viareggini - Si vanta di avere risanato il bilancio delle Ferrovie, ma lo ha fatto tagliando sulla sicurezz"», aggiungeva, mostrando sulla t-shirt la foto della figlia Emanuela, uccisa nella strage.





3 commenti

  1. pierangelo mercoledì 14 settembre 2011 alle 10:46:58

    alessandro,hai detto bene,quante volte viene uno giudicato reo quando viene preso,come tu dici,a rubare, specialmente se straniero.Ma la differenza sta' tutta qui,come dici, c'e' differenza tra venir colto in flagrante e presupporre che uno sia colpevole,e' qui' la questione

  2. Alessandro martedì 13 settembre 2011 alle 10:29:43

    Non mi risulta che gli abitanti di Via Ponchielli si siano uniti ai No TAV. Si trovavano evidentemente nello stesso luogo per lo stesso motivo (Moretti) e risulta in tutti gli articoli giornalistici che la contestazione dei viareggini è stata assolutamente civile.
    La contestazione e la protesta civile con le foto delle vittime non sono reati, come invece lo sono lanciare pietre e molotov. I familiari sanno benissimo quali potrebbero essere le colpe ascritte a Moretti, non sono andati lì per dire che la cisterna l'ha spezzata lui, giusto per trovare un colpevole. Sono andati lì anche per ricordargli che un disastro come quello di Viareggio non può essere liquidato con frasi poco piacevoli senza neppure chiedere scusa.
    Riguardo alla innocenza fino al terzo grado, quante volte abbiamo tutti pronunciato sentenze personali ogni qual volta un ladro, magari straniero, veniva pizzicato a rubare o danneggiare qualcosa in città?
    Sono d'accordo sulla sete di giustizia che deve arrivare fino al terzo grado, ma in questo momento il silenzio è il favore più grande che possiamo fare agli indagati.

  3. pierangelo lunedì 12 settembre 2011 alle 22:55:17

    Provo vergogna a pensare che i comitati per la strage di via ponchielli si siano uniti a una banda di personaggi come i no tav che si dilettano ogni fine settimana a lanciare pietre e ordigni contro la polizia.La disgrazia che Viareggio ha subito merita giustizia e verita' ma non certo sente il desiderio di affiancarsi a personaggi del genere.E poi,parliamoci chiaro una volta per tutte.Io capisco il dolore,la frustrazione,la rabbia dei famliari e amici e semplici cittadini viareggini,pero' dobbiamo capire che in uno stato di diritto,e quindi lontano dai tribunali del popolo di stile rivoluzione francese con la ghigliottina in piazza,una persona e' innocente fino al terzo grado di giudizio.Poi riconosciuta la colpevolezza magari si condanna pure alla pena capitale,ma prima del giudizio finale tutti sono innocenti,e non basta essere indagati per essere automaticamente giudicati colpevoli. Se non abbiamo ben chiaro questo allora e' inutile voler parlare di giustizia e legalita', a meno che come detto prima per giustizia non si intenda ghigliottinare le persone a priori,solo perche' si vuole a tutti i costi un colpevole per placare la rabbia e il dolore

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