Vaccinazione antinfluenzale, ecco un vademecum

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Febbre, mal di testa, malessere generale, tosse, raffreddore, dolori muscolari ed articolari: l’influenza si presenta come un problema sanitario importante soprattutto per le persone che appartengono alle categorie più a rischio: over 65 e i soggetti adulti o bambini affetti da malattie croniche. E’ noto come sia una malattia con un notevole impatto sociale a causa della sua ubiquità e contagiosità, per la variabilità antigenica dei virus, per l’esistenza di serbatoi animali, per possibili gravi complicanze.

Il Ministero della Salute ha emanato l’8 Agosto scorso la Circolare, relativa alla prevenzione e al controllo dell’influenza per la stagione 2011-2012: è prevista un’ulteriore circolazione del virus pandemico A/H1N1 insieme a virus influenzali di tipo A/H3N2 e B.

Nel documento sono riportate le raccomandazioni per la prossima stagione influenzale e la composizione del vaccino antinfluenzale dato che 5 milioni di soggetti, che diventano 8 milioni nei periodi di picco, vengono colpiti da questa malattia .

La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce starnutisca, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie: per questo una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza. Sebbene tale gesto sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le più efficaci.

Il vaccino, costituito da particelle virali inattivate, è uno strumento efficace e sicuro di prevenzione per combattere il virus influenzale, non deve essere somministrato a persone che abbiano manifestato reazioni anafilattiche alle proteine dell’uovo. Comunque è ben tollerato. Gli effetti collaterali più frequenti sono locali: dolore, eritema, tumefazione nel punto di inoculazione, generali: dolori muscolari, febbricola,malessere generale con insorgenza da 6 -12 ore dalla somministrazione e per la durata di uno o due giorni.

Una sola dose di vaccino è sufficiente per tutti i soggetti in età adulta, mentre per i bambini al di sotto dei 9 anni, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale appropriate per l’età, da somministrare a distanza di due settimane.

Anche quest’anno la nostra Azienda, in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, ha organizzato la campagna di vaccinazione antinfluenzale. I medici di famiglia hanno tutti aderito alla campagna, si consiglia pertanto di rivolgersi prioritariamente presso i loro ambulatori.

Comunque la vaccinazione, per i soggetti affetti dalle patologie a rischio, viene effettuata anche presso gli ambulatori delle sedi distrettuali.

Saranno a disposizione dei Medici di famiglia tre tipi di vaccino: adiuvato per gli ultra sessantacinquenni, intradermico sempre tipo split nei due dosaggi, da effettuare dai 18 anni ai 59 e dai 60 anni in su e lo split .L’efficacia del vaccino stimata in adulti sani varia dal 70% al 90%,nei bambini è pari al 60%-70%. L’effettivo sviluppo dell’epidemia dovrebbe registrarsi fra febbraio e marzo. Considerando la nostra situazione climatica il periodo migliore per vaccinarsi soprattutto per gli anziani che presentano risposte immunitarie meno valide è dalla metà di Ottobre alla fine di Novembre, così che potranno reagire meglio in corrispondenza del picco epidemico stagionale. Per questi soggetti un anticipo della somministrazione del vaccino potrebbe avere come conseguenza una minore efficacia proprio in corrispondenza del picco.

In modo più specifico si indicano le categorie di soggetti più esposti alla malattia e alle quali è offerta gratuitamente la vaccinazione:

- soggetti di età pari o superiore a 65 anni
- soggetti in età infantile ed adulta affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico ovvero altre severe condizioni patologiche che aumentano il rischio di complicanze
- malattie degli organi emopoietici
- diabete ed altre malattie dismetaboliche
- sindromi da malassorbimanto intestinale
- fibrosi cistica
- malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l’infezione da HIV
- patologie per le quali sono programmati interventi chirurgici:
- bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
- personale sanitario di assistenza
- contatti familiari di soggetti ad alto rischio
- soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
- personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che
- potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzale.

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